LA LETTURA DI AL-FĀTIĤAH (L’APRENTE) DURANTE LA PREGHIERA

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    LA LETTURA DI AL-FĀTIĤAH (L’APRENTE) DURANTE LA PREGHIERA

    Ash-Shaykh Muĥammad Şāliĥ Al-Munajjid

    Traduzione: Maria Pragliola

    Revisione: Rezk Mohamed A. Ismaeil

    قراءة الفاتحة في الصلاة

    (باللغة الإيطالية)


    الشيخ محمد صالح المنجد

    ترجمة: ماريا براليولا

    مراجعة: رزق محمد عبد المجيد إسماعيل

    LA LETTURA DI AL-FĀTIĤAH (L’APRENTE) DURANTE LA PREGHIERA

    La mia domanda è relativa alla corretta maniera di eseguire le preghiere obbligatorie dietro all’Imām, e nello specifico alla recitazione di Al-Fātiĥah.

    1- È obbligatorio per noi recitare Sūrat Al-Fātiĥah sottovoce mentre l’Imām la recita ad alta voce durante le prime due unità della preghiera obbligatoria?

    2- È obbligatorio per noi recitare Sūrat Al-Fātiĥah nel medesimo contesto ma durante la terza e quarta unità, cioè quelle unità in cui l’Imām recita sottovoce?

    La domanda è posta in seguito al desiderio della nostra comunità di quartiere di rettificare il metodo di preghiera. E la gente del quartiere è di due opinioni: l’una è che quando l’Imām guida la preghiera, sia che reciti ad alta voce (nella prima e seconda unità) o sottovoce (nella terza e quarta unità) noi dobbiamo solo rimanere in ascolto; altri invece sostengono che in mancanza della recitazione di Sūrat
    Al-Fātiĥah, che venga o meno recitata dall’Imām, la preghiera è invalida. Desidererei che ci indicaste ciò che è corretto adducendo quante più prove possibile.

    La lode a Iddio.

    La recitazione di Al-Fātiĥah costituisce uno dei pilastri della preghiera da applicare in ogni unità sia dall’Imām sia dal singolo, per detto del Profeta : “Non v’è preghiera per colui che non recita l’Aprente della Scrittura”.

    [Al-Bukhārī, 714].

    Riguardo alla recitazione di Al-Fātiĥah di colui che segue l’Imām durante la preghiera Jahrīyyah (ovvero quella nella quale il Corano viene recitato ad alta voce) esistono due opinioni sapienziali:

    La prima opinione è che sia obbligatoria, e come prova v’è il significato generale del detto del Profeta : “Non v’è preghiera per colui che non recita l’Aprente della Scrittura”; inoltre l’insegnamento del Profeta a colui che non aveva pregato correttamente, al quale ordinò di recitare Al-Fātiĥah.

    È stato trasmesso in una narrazione autentica che il Profeta soleva recitarla in ogni unità. Al-ĥāfiz̧ Ibn Ĥajar disse in “Fatĥ Al-Bārī”: “Invero è comprovato il permesso per colui il quale prega dietro un Imām (al-ma῾mūm) di recitare Al-Fātiĥah durante Al-Jahrīyyah (la preghiera ad alta voce), senza vincolo. Questo è quanto è stato trasmesso da Al-Bukhārī in “Juz῾ Al-Qirā᾿ah” e da At-Tirmidhī, Ibn Ĥibbān e altri, da ciò che ha riferito Makĥūl, da Maĥmūd Ibn
    Ar-Rabī᾿ e da ᾿Ubādah che al Profeta si appesantì la recitazione nel[la preghiera de] l’Alba (Fajr), e quando terminò chiese: “Recitate forse dietro il vostro Imām?”. Rispondemmo: “Sì”. Disse: “Non lo fate, se non per l’Aprente della Scrittura, ché non v’è preghiera per colui che non la recita.”. [Fine della citazione].

    La seconda opinione è che la recitazione dell’Imām vale per la recitazione di colui che gli prega dietro. La prova di questo si trova nel detto di Iddio l’Elevato: {E quando viene recitato il Corano, udite e prestate ascolto, ché vi sia fatta misericordia}. [Al-᾿Arāf 7:204]. Ibn Ĥajar disse: [...] e coloro che ne hanno fatto decadere [l’obbligo di recitazione] per lui (cioè colui che prega dietro l’Imām) nella preghiera Jahrīyyah (ad alta voce), come i Mālikiti, citano come prova il detto: {[…] e quando recita allora prestate ascolto}. Questo è un detto autentico che è stato trasmesso da Muslim da al-ĥadīth Abu Mūsā Al-‘Ash᾿arī”.

    Coloro invece che ne sostengono l’obbligatorietà, dicono che va recitata dopo che l’Imām abbia terminato la recitazione di Al-Fātiĥah e prima che inizi a recitare un’altra Sūrah, o che dev’essere recitata durante i silenzi dell’Imām. Ibn Ĥajar disse: “Presta ascolto quando l’Imām recita, e recita quando tace”.

    Ash-Shaykh Ibn Bāz disse: “Ciò che si intende per “silenzi dell’Imām” è qualunque silenzio da parte dell’Imām, durante Al-Fātiĥah o dopo averla recitata, o nella Sūrah che recita in seguito ad essa; se l’imam non tace, allora che reciti Al-Fātiĥah colui che sta pregando dietro di lui, anche se l’Imām è in recitazione, secondo la più corretta delle due opinioni sapienziali.” [Vedi “Fatāwā Ash-Shaykh Ibn Bāz”, (11/221)]

    La Commissione Permanente (Al-Lajnah Ad-Dā῾imah) è stata interrogata su una questione è simile e ha risposto come segue:

    “L’opinione sapienziale corretta è che sia obbligatorio recitare Al-Fātiĥah per il singolo, l’Imām e colui che prega dietro a lui (ma῾mūm), sia nelle preghiere Jahrīyyah (ad alta voce) sia in quelle Sirrīah (sottovoce), e ciò per l’autenticità delle prove e la loro particolarità a riguardo, mentre il versetto: {E quando viene recitato il Corano, udite e prestate ascolto, ché vi sia fatta misericordia} [Al-᾿Arāf 7:204] è generale, e lo stesso il detto del Profeta : “Quando viene recitato il Corano, allora prestate ascolto” è generale per Al-Fātiĥah come per le altre sure, pertanto si renderanno specifici entrambi per mezzo del detto: “Non v’è preghiera per chi non recita l’Aprente della Scrittura”, in conciliazione tra le prove solide.

    Il detto: “Chi dovesse avere un Imām, allora la recitazione dell’Imām è per lui recitazione” è invece debole (ḑa᾿īf). Inoltre non è corretto ciò che viene sostenuto da alcuni: che Ta῾mīn (cioè il dire “Amīn”) della congregazione alla recitazione dell’Imām di Al-Fātiĥah sostituirebbe la loro recitazione della stessa.

    Occorre che non facciate del disaccordo tra i sapienti in merito a questa questione motivo di odio, divisione o opposizione. Piuttosto, è necessario da parte vostra più studio, lettura e ricerca scientifica. E se qualcuno di voi segue un sapiente che sostiene che chi preghi dietro l’Imām debba recitare Al-Fātiĥah nelle preghiere Jahrīyyah (ad alta voce) e altri seguono un sapiente che sostiene che debbano invece prestare ascolto all’Imām nelle preghiere Jahrīyyah (ad alta voce), e che sia sufficiente la recitazione dell’Imām di Al-Fātiĥah, non c’è nulla di male in ciò e non c’è alcun bisogno che un gruppo attacchi l’altro, e nemmeno che si odino a causa di ciò.

    Devono invece essere tolleranti di fronte ai disaccordi tra sapienti e alle ragioni di ciò, e domandare a Iddio di guidarli alla verità in ciò in cui si è verificato disaccordo, e invero Egli è l’Audiente, Colui che risponde all’invocazione.

    Che Iddio elogi il nostro Profeta Muĥammad”.

    Ash-Shaykh Muĥammad Şāliĥ Al-Munajjid.

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