LA MODALITÀ DELL’ABLUZIONE (WUDŪ’)

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    LA MODALITÀ DELL’ABLUZIONE (WUDŪ’)

    Ash-Shaykh Muĥammad Şāliĥ Al-Munajjid

    Traduzione: Maria Pragliola

    Revisione: Rezk Mohamed A. Ismaeil

    صفة الوضوء

    (باللغة الإيطالية)


    الشيخ محمد صالح المنجد

    ترجمة: ماريا براليولا

    مراجعة: رزق محمد عبد المجيد إسماعيل

    LA MODALITÀ DELL’ABLUZIONE (WUDŪ’)

    Desidero gentilmente che mi informaste - per mia moglie - sul modo di compiere l’abluzione per una donna. Inoltre vorrei che mi riportaste il versetto di Al-Kursī in arabo con caratteri latini affinché sappia come leggerlo. Desidero tanto imparare questo bellissimo versetto in cui Iddio ha descritto Se Stesso.

    Vi chiedo cortesemente di rispondere alla mia domanda, ché il mio cuore è desideroso di saperne la risposta.

    Chiedo a Iddio di aver misericordia del nostro amato Profeta , della sua famiglia e dei suoi compagni.

    La lode a Iddio.

    Innanzitutto lodiamo Iddio che ti ha facilitato la guida e ha aperto il tuo petto. Chiediamo a Iddio di rendere noi e te saldi nella Sua obbedienza. Ti ringraziamo per il tuo impegno nell’apprendere la tua religione e ti consigliamo di sforzarti nell’acquisire la sapienza che ti permette di rendere la tua adorazione corretta, e nell’apprendere la lingua araba affinché tu possa leggere il Corano e comprenderlo appropriatamente. Chiediamo a Iddio di donarti la sapienza benefica.

    Riguardo a come compiere l’abluzione, vi sono due modalità:

    La prima: modalità obbligatoria, che consiste nel:

    1- Lavare il viso completamente, una volta, compreso il risciacquo della bocca e delle narici;

    2- Lavare le mani fino ai gomiti [compresi] una volta;

    3- Strofinare l’intero capo [a mani bagnate], incluse le orecchie.

    4- Lavare i piedi fino ai malleoli [compresi] una volta, e ciò che si intende con “una volta” in tutti i punti precedenti è che l’intero arto menzionato venga compreso interamente nel lavaggio.

    5- L’ordine (At-Tartīb), cioè che venga lavato prima il volto, poi le braccia, poi lo strofinamento del capo, e poi il lavaggio dei piedi. E ciò perché il Profeta ha adottato l’ordine dell’abluzione secondo questa modalità.

    6- Il susseguirsi (Al-Mūālāh), ovvero le parti del corpo citate devono essere lavate secondo una successione non interrotta da un lungo periodo di tempo (stimabile attraverso in buonsenso, Al-᾿Urf) tra il lavaggio di un arto e il lavaggio di quello precedente, ma che invece venga fatto susseguire il loro lavaggio, uno dopo l’altro.

    Questi sono gli obblighi dell’abluzione necessari affinché l’abluzione sia valida, e la prova a proposito di questi obblighi è il detto di Iddio, l’Elevato: {O voi che avete avuto fede! Quando vi levate alla preghiera allora lavate i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti, e strofinate i vostri capi e [lavate] i piedi fino ai malleoli, e se siete in impurità allora purificatevi e se siete malati o in viaggio o l’uno di voi arrivi dalla bassura o abbiate avuto contatto con le donne e non troviate acqua, allora lustratevi con ciò che è in rilievo [di terra], pura, e passatela sui vostri volti e le vostre mani. Iddio non vuole causarvi disagio alcuno, piuttosto vuole purificarvi e completare la Sua grazia su di voi così che possiate esser grati} [Al-Mā῾idah5:6]

    La seconda modalità: la modalità preferibile (Mustaĥab), che è quella rinvenuta nella Consuetudine (Sunnah) del Profeta , e i suoi dettagli sono i seguenti:

    1- Che la persona premetta l’intenzione della rimozione dello stato di impurità, senza pronunciarla, poiché l’intenzione ha luogo nel cuore e questo vale per tutti gli atti di culto.

    2- Dica “BismiLlāh” (In nome di Iddio).

    3- In seguito lavi le mani per tre volte.

    4- In seguito si sciacqui la bocca (Al-Maḑmaḑah) per tre volte (e Al- Maḑmaḑah consiste nel rigirare l’acqua all’interno della bocca); e aspiri col naso l’acqua
    (Al-Istinshāq) e poi la espella (Al-Istinthār) per mezzo della mano sinistra.

    E Al-Istinthār è l’espulsione dell’acqua dal naso.

    5- Lavi il volto tre volte, e il limite del volto sia: in lunghezza, dall’attaccatura consueta dei capelli fino alla mandibola e al mento; in larghezza invece da orecchio a orecchio. E l’uomo si lavi la barba, perché fa parte del volto; se la sua barba è rada deve lavarla all’interno e all’esterno, se invece è folta, cioè ricopre la pelle, allora deve lavarne soltanto la superficie esterna e passarvi attraverso le dita bagnate
    (At-Takhlīl).

    6- In seguito si lava le braccia fino ai gomiti per tre volte. Il braccio inteso si estende dalla punta delle dita, unghie incluse, fino alla parte bassa dell’omero. Ed è essenziale che rimuova, prima di lavarle, eventuali sostanze incollate alle mani, quali impasti, fango, vernice ecc… che potrebbero impedire all’acqua di raggiungere la pelle.

    7- Dopo ciò ci si strofini il capo e le orecchie con acqua nuovamente attinta e non con quella rimasta dal lavaggio delle braccia. La modalità dello strofinamento del capo consiste nel posizionare le mani bagnate coll’acqua nella parte frontale di esso e passarvele all’indietro fino alla nuca, e poi riportarle al punto di partenza; posizionare poi gli indici nelle orecchie e strofinarne il retro con i pollici. Riguardo ai capelli della donna, ella deve strofinarli, che siano sciolti o raccolti, dalla parte frontale del capo fino all’attaccatura dei capelli sulla nuca, senza l’obbligo di strofinare ciò che della loro lunghezza si estende sulla sua schiena.

    8- Poi si lavi i piedi tre volte fino ai malleoli, ovvero ciascuna delle due prominenze ossee ben visibili al collo del piede.

    La prova di questo è il ĥadith riportato da Ĥumrān, il liberto di ᾿Uthmān, il quale disse che ᾿Uthmān Ibn ᾿Affān - che Iddio Si compiaccia di lui - chiese dell’acqua per l’abluzione e poi la fece. Allora si lavò le mani per tre volte, poi si sciacquò la bocca e si soffiò il naso espellendovene l’acqua; in seguito si lavò il viso per tre volte, poi lavò il braccio destro fino al gomito per tre volte, poi lavò il sinistro nello stesso modo. Poi strofinò il capo, poi lavò il piede destro fino al malleolo per tre volte, poi lavò il sinistro nello stesso modo, dopo disse: “Ho visto il Messaggero di Iddio compiere l’abluzione così come questa mia abluzione, e in seguito disse il Messaggero di Iddio : «Chi compia l’abluzione come questa mia abluzione e in seguito si alzi e preghi due unità, nelle quali non dialoghi con se stesso (cioè senza pensare ad altro), saranno perdonati a lui ciò che è preceduto di peccati»”.

    [Muslim, Aţ-Ţahārah (La purificazione) 331].

    Le condizioni per l’abluzione invece sono: l’Islām (cioè che sia musulmano), il senno, l’età del discernimento
    (At-Tamyīz) e l’intenzione. Quindi non è valida l’abluzione da parte dell’infedele, del folle, del bambino che non discerna o da colui che non abbia l’intenzione di compiere l’abluzione ma, per esempio, di rinfrescarsi. Inoltre, l’acqua dev’essere purificante (Ţahūr), infatti l’acqua impura non può essere utilizzata per l’abluzione. Inoltre è condizione necessaria rimuovere qualunque cosa possa impedire all’acqua di raggiungere la pelle e le unghie, come lo smalto con cui la donna tinge le proprie unghie.

    Ѐ legiferata la menzione di Iddio – dire “bismillāh”
    (In nome di Iddio) - secondo la maggioranza dei sapienti, ma essi differiscono riguardo a se sia obbligatorio o preferibile (Sunnah). È necessario per chi si ricorda di essa all’inizio o durante l’abluzione di dirlo.

    Non c’è differenza tra uomo e donna nel modo in cui l’abluzione debba essere compiuta.

    Ѐ desiderabile che si dica al compimento dell’abluzione: “῾Ash-hadu al-lā ῾ilāha ῾illa Allāh, wa ῾ash-hadu anna Muĥammadan ᾿abduhu Rasūluh”, cioè “Testimonio che non vi è dio [autentico, degno di adorazione] se non Iddio, Lui solamente senza socio alcuno; e testimonio che Muĥammad è Suo servo e Messaggero”; e ciò per il detto del Profeta : “Non v’è tra di voi nessuno che compia l’abluzione e la conduca a compimento o la perfezioni e poi dica «῾Ash-hadu al-lā ῾ilāha ῾illa Allāh, wa ῾ash-hadu anna Muĥammadan ᾿abduhu Rasūluh» se non che gli vengano aperte le otto porte del Paradiso ché possa entrarvi da qualunque di esse desideri”.

    [Muslim, Aţ-Ţahārah, 345].

    E in un’aggiunta presso At-Tirmidhī ciò che segue: “Allāhumma ij᾿alnī min at-tawwābīn wa ija᾿alnī min al-mutaţahirīn”, cioè “O Iddio, annoverami tra gli assidui penitenti e annoverami tra gli assidui purificantisi”.
    [Aţ-Ţahārah, 50] e classificato autentico da Al-Albānī in Şaĥīĥ Sunan Abī Dawūd, 48.

    Vedi: “Al-Mulakhkhaş Al-Fiqhī” di Al-Fawzān (1/36).

    Riguardo invece al tuo detto: “Chiedo a Iddio di aver misericordia del nostro amato Profeta ”, ciò che è legiferato nell’Islam di diritto al Profeta è la richiesta di elogio e saluto così come Iddio l’Elevato ci ha ordinato nel Suo detto: {Invero Iddio e i Suoi angeli elogiano il Profeta. O voi che avete avuto fede, chiedete per lui l’elogio e salutatelo di [degno] saluto}. [Al-Aĥzāb 33:56].

    Ash-Shaykh Muĥammad Şāliĥ Al-Munajjid.

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