L'Islām: i suoi Fondamenti e i suoi Principi ()

 

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 L'Islām: i suoi Fondamenti e i suoi Principi

 Nota del Traduttore:

Lode sia a Iddio, Colui al quale appartiene ogni lode, e che l'elogio sia al Suo inviato Muĥammad  e a tutti i Profeti e Messaggeri.

Ringrazio Iddio che mi ha permesso di terminare la traduzione di codesta opera e prego che renda quest'umile sforzo di giovamento per i lettori, musulmani e non, e lo renda altresì causa di rettitudine nel mondo e di successo nell'Aldilà.

La traduzione è stata portata a termine direttamente dal libro originale in lingua araba, ivi compresi i detti coranici e Profetici, in seguito alla gradita richiesta personale rivoltami dal suo autore, il professor Muĥammad  As-Suĥaim, che Iddio lo protegga e lo ricompensi.

Che Iddio ricompensi altrettanto tutti coloro che mi hanno aiutato nel completare l'opera, in modo particolare la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, e i fratelli che hanno contribuito a revisionare e rileggere questo lavoro.

L'ho tradotto pensando ai miei fratelli e sorelle, molti dei quali non comprendono appieno la lingua araba, sperando che quest'opera possa essere un ulteriore supporto per loro, per comprendere la propria religione.

L'ho tradotto pensando altresì ai miei amici, ai miei compagni, ai miei professori e ai miei vicini, tra i non musulmani, ai quali ho sempre voluto trasmettere quel che non solo ritengo, bensì è effettivamente, l'essenza stessa di questa vita. Sono difatti tutte persone per le quali desidero tutto il bene di questo mondo e dell'Aldilà, e dunque, come gesto di riconoscenza nei loro confronti, e nello stesso modo in cui loro mi hanno arrecato beneficio con il bene che possedevano e possiedono, ho voluto ricambiare con la somma verità e massima moralità, sdebitandomi dal bene umano col bene divino, presentando loro il Messaggio di Iddio e quello dei Suoi Messaggeri.

Che Iddio giovi ogni lettore con la guida, la rettitudine e la serenità del cuore e dello spirito.

 Introduzione:

La lode a Iddio, Lui lodiamo, a Lui chiediamo aiuto e a Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Iddio dai mali delle nostre anime e dai peccati delle nostre opere. Chi Iddio guida, di certo nessuno potrà deviarlo, e chi Iddio devia, di certo nessuno potrà guidarlo.

Testimonio che non vi è dio autentico, degno di adorazione, se non Iddio, Lui unico senza socio alcuno; e testimonio che Muĥammad  è Suo servo e Messaggero, che Iddio lo elogi e lo preservi di abbondante preservazione.

Dopo di ciò:

Invero Iddio ha inviato i Suoi Messaggeri al creato affinché non vi siano scusanti per la gente nei confronti di Iddio in seguito alla loro venuta, e ha fatto scendere i Libri come guida, misericordia, luce e guarigione. Inizialmente, i Messaggeri venivano inviati in modo particolare ai popoli da cui provenivano, i quali custodivano poi le Scritture ad essi rivelate. Queste però tramontarono, e le loro prescrizioni subirono distorsioni e manipolazioni, considerando che furono rivelate a comunità particolari, in epoche determinate.

In seguito, Iddio ha distinto tra gli altri il Suo Profeta Muĥammad [][1], rendendolo il sigillo dei Profeti e dei Messaggeri.

Disse l'Eccelso: {Muĥammad  non è il padre di nessuno dei vostri uomini, bensì è Messaggero di Iddio e sigillo dei Profeti}[2] [3]. Lo ha onorato col miglior Libro mai rivelato, cioè il Magnifico Corano, di cui Egli ha garantito l'integrità, infatti disse: {Invero Noi abbiamo fatto scendere il Ricordo e Noi ne siamo i protettori}[4], e ha reso il suo ordinamento definitivo, sino all'avvento dell'Ora[5]. Tra i segni che distinguono il suo carattere definitivo, ha posto la fede nel suo messaggio, il richiamo a esso e quindi la perseveranza in tutto ciò. Difatti questa è la metodologia di Muĥammad [] e dei suoi seguaci dopo di lui, caratterizzata dal richiamo a Iddio con lungimirante sapienza. Disse nel Nobile Corano: {Dì: "Questo è il mio sentiero, richiamo a Iddio con lungimiranza, io e coloro che mi seguono. Gloria sia a Iddio! E invero io non sono tra gli idolatri"}[6].

Gli ha ordinato di sopportare con pazienza il nocumento che sarebbe conseguito al richiamo verso il sentiero di Iddio, così disse l'Elevato: {Sopporta con pazienza come hanno sopportato con pazienza i detentori di fortezza tra i Messaggeri}[7] e disse, gloria sia a Lui l'Eccelso: {O voi che avete avuto fede, pazientate, perseverate e persistete e temete Iddio sì che possiate avere successo}[8].

Così, seguendo questa nobile metodologia divina, ho scritto questo libro di richiamo a Iddio, osservante il Suo Libro ed adottando come guida la condotta del Suo Messaggero [].

Vi ho illustrato sinteticamente nozioni riguardanti la creazione dell'universo, la creazione dell'uomo - esaltando l'onore che gli è stato attribuito - l'invio a lui dei Messaggeri, la condizione delle religioni precedenti, presentando poi la definizione dell'Islām e i suoi pilastri.

A chi desidera dunque la guida, ecco le prove tra le sue mani.

A chi ricerca la salvezza, ho indicato la sua via.

A chi aspira a seguire le tracce dei Profeti, dei Messaggeri e dei probi, allora eccogli il loro cammino.

Chi invece vi rinuncia, allora conduce se stesso all'ottusità e s'incammina sulla strada della perdizione.

I seguaci di ogni altra religione richiamano le persone ad essa e credono che la verità vi sia contenuta, escludendo le altre, e i seguaci di qualsiasi dottrina richiamano la gente a seguire il fondatore della loro dottrina, e a celebrare il leader del loro cammino.

Il musulmano invece non richiama a seguire il suo cammino poiché non possiede un cammino proprio, bensì la sua religione è la religione di cui Iddio si è compiaciuto.

Disse l'Eccelso: {Invero la religione presso Iddio è l'Islām}[9].

E non richiama all'esaltazione di persone, poiché tutte le persone nella religione di Iddio sono di pari livello, e nulla distingue l'uno dall'altro se non il timore di Iddio.

Perciò richiama la gente ad incamminarsi sul sentiero del proprio Signore, ad avere fede nei Suoi Messaggeri, e a seguire il Suo ordinamento, che ha rivelato al sigillo dei Suoi Profeti, Muĥammad [], e che gli ha ordinato di trasmettere a tutte le genti.

Per questo motivo ho scritto questo libro richiamante alla religione di cui Iddio Si è compiaciuto, e con la quale ha inviato il sigillo dei Suoi Messaggeri. Essa è un monito per chi desidera la guida, e una buona novella per chi desidera la felicità, poiché, per Iddio, nessuna creatura potrà mai raggiungere la felicità autentica se non attraverso questa religione, come non potrà conoscere la serenità se non chi ha fede in Iddio come Signore, in Muĥammad [] come Messaggero e nell'Islām come religione.

Migliaia di guidati all'Islām – nel passato e nel presente - hanno testimoniato il fatto di non aver conosciuto il vero senso della vita se non dopo aver abbracciato l'Islām, e di non aver gustato il sapore della felicità se non sotto la sua ombra; e giacché ogni persona ricerca la felicità, insegue la serenità e indaga sulla verità, ho dunque composto questo libro, e chiedo a Iddio di rendere quest'opera sincera per il Suo Volto, richiamante al Suo sentiero, e che ne conceda l'apprezzamento, e di far sì che sia tra le opere che apportano vantaggio al suo autore nella vita mondana e nell'Aldilà[10].

Permetto, a chiunque lo volesse, di stamparlo o tradurlo in qualsiasi lingua, con la condizione però di osservare la fedeltà nella traduzione.

Dunque, lode sia a Iddio all'inizio e alla fine, manifestamente e intimamente, e lode sia a Lui in pubblico e in segreto, e lode sia a Lui in questo mondo e nell'Aldilà, e in misura di ciò che riempie i cieli e riempie la terra e di ciò che riempie ciò che Egli vuole, e l'elogio sia su Muĥammad , sui suoi Compagni e su chi segue la sua metodologia e s'incammina sul suo sentiero, e che Iddio li preservi d'immensa preservazione sino al Giorno del Resoconto.

Quando la persona cresce e inizia a comprendere, moltissimi interrogativi affluiscono nella sua mente, del tipo:

"Da dove sono venuto?";

"Perché sono venuto?";

"Dove andrò?";

"Chi ha creato me e ha creato quest'universo che mi circonda?";

"Chi possiede quest'universo e chi lo amministra?",

e altre domande simili.

Tuttavia, la persona non ha capacità di trovare da sé le risposte a questi interrogativi, e nemmeno la scienza moderna ha la capacità di elevarsi a tale livello di comprensione, poiché si tratta di concetti che pertengono all’ambito religioso, ed è per questo motivo che vi sono più versioni e variegate leggende e miti intorno a questi temi, un dato di fatto che contribuisce ad aumentare i dubbi e le preoccupazioni dell'individuo.  Allo stesso modo, non gli è possibile raggiungere la risposta adeguata ed esaustiva a tali quesiti senza la guida d’Iddio alla giusta religione, che perviene assieme alle indicazioni determinanti in queste e nelle altre questioni, poiché appartengono al piano metafisico e la retta religione rappresenta l'unico detentore della verità e dell'indicazione definitiva a riguardo, poiché è l'unica indicazione proveniente da Iddio, che l'ha appunto rivelata ai Suoi Profeti e Messaggeri.

Per questo motivo è obbligatorio che l'individuo ricerchi la religione corretta, imparandola e avendovi fede, in modo che si liberi dalle sue perplessità e dai suoi dubbi, imboccando dunque la Retta Via.

Nelle seguenti pagine ti inviterò a seguire la Retta Via di Iddio, ed esporrò davanti ai tuoi occhi alcune prove, dimostrazioni e testimonianze, affinché tu possa osservarle con equità, calma e riflessione.

 L'esistenza di Iddio, la Sua Signoria, la Sua Unicità e la Sua Deità, gloria sia a Lui

Gli infedeli considerano divinità delle creazioni, come alberi, pietre o altri esseri umani. Gli ebrei e i politeisti domandarono al Messaggero di Iddio [] a proposito della natura divina e di cosa fosse, e così Iddio rivelò: {Dì: "Iddio è l'Unico, Iddio è As-Samad[11], non ha generato e non è stato generato, e non vi è nessuno a Lui consimile"}[12].

Si presentò, gloria sia a Lui, ai Suoi servi dicendo: {Invero il vostro Signore è Iddio, Colui che creò i cieli e la terra in sei giorni, poi si elevò sul Trono. Copre con la notte il giorno a cui sussegue velocemente. Il sole, la luna, le stelle sono assoggettate al Suo ordine. Non è a Lui che appartengono la creazione e l'ordine? Sia sempre più elevata la benedizione di Iddio, Signore dei mondi}[13].

E disse: {Iddio è Colui che innalzò i cieli senza colonne, che difatti non vedete, e in seguito si elevò sul trono, assoggettò il sole e la luna: ciascuno scorre fino a un termine stabilito. Gestisce la questione ed esplica i segni, affinché abbiate certezza dell'incontro del vostro Signore. Ed è Lui che ha disteso la terra e vi ha infisso monti radicati, fiumi, e di tutti frutti ha stabilito coppie di due tipi.  Copre con la notte il giorno […]}, fino a che disse: {Iddio sa ciò di cui è incinta ogni femmina e sa dell'utero la diminuzione e l'aumento, e ogni cosa presso di Lui è in misura definita. Sapiente dell'ignoto e del manifesto, il Grande, il Sublime}[14].

E disse: {Dì: "Chi è il Signore dei cieli e della terra?". Dì: "Iddio!". Dì: "Avete preso forse all'infuori di Lui patroni che non possiedono per se stessi beneficio né danno?". Dì: "Sono forse di pari livello il cieco e il vedente? O sono forse di pari livello le tenebre e la luce? O forse hanno attribuito a Iddio consoci che avrebbero creato [qualcosa] come la Sua creazione così che la creazione apparisse a loro simile?". Dì: "Iddio ha creato ogni cosa ed è Lui l'Uno, il Soggiogatore}[15].

E ha mostrato, gloria sia a Lui, i Suoi segni come dimostrazioni ed evidenti prove, così disse: {E tra i Suoi segni vi sono la notte e il giorno, il sole e la luna. Non prosternatevi al sole o alla luna, ma prosternatevi a Iddio, Colui che li ha creati, se Lui davvero adorate}[16] [...] {E tra i Suoi segni vi è la terra che vedi arida, e quando vi facciamo scendere l'acqua si scuote e prospera. Invero, Colui che le ha ridato vita, ridà vita ai morti. Di certo Lui è in grado di fare qualsiasi cosa}[17].

E disse, gloria sia a Lui: {E tra i Suoi segni vi è la creazione dei cieli e della terra e la diversità dei vostri idiomi e dei vostri colori. Invero in ciò vi sono segni per coloro che sanno. E tra i Suoi segni vi è il vostro sonno nella notte, e di giorno la vostra ricerca del Suo favore […]}[18].

E ha descritto Se Stesso con gli Attributi della bellezza e della perfezione, così disse: {Iddio: non vi è Iddio [autentico degno di adorazione] se non Lui, il Vivente, Al-Qayyum[19]. Non Lo colpiscono sopore né sonno. A Lui [la proprietà di tutto] ciò che è nei cieli e nella terra. Chi mai può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli sa [delle creature] il loro avvenire e il loro passato, e non ottengono nulla della Sua sapienza se non ciò che vuole […]}[20], e disse: {Colui che perdona il peccato, che accoglie il pentimento, che è severo nel castigo, detentore della grazia. Non vi è Iddio [autentico degno di adorazione] se non Lui. La destinazione è verso di Lui}[21], e disse: {Egli è Iddio, Colui all’infuori del Quale non vi è dio [autentico degno di adorazione], il Re, il Sacro[22], l’Integro[23], il Fedele[24], il Custode[25], l'Eccelso, il Dominatore, il Superbo. Gloria sia a Iddio! [Sia esaltato] da ciò che Gli associano}[26].

Questi è il Signore, il Dio Saggio, l'Onnipotente che Si è presentato ai Suoi servi e ha mostrato loro i Suoi segni e le evidenze e ha descritto Se Stesso con gli Attributi della perfezione. La Sua esistenza, la Sua Signoria e la Sua Deità sono dimostrate dai messaggi profetici, dalla logica razionale, dalla natura primordiale della creazione, e a tal proposito vi è unanimità nei popoli, e ti mostrerò qualcosa a riguardo in ciò che segue.


Dunque, le prove della Sua esistenza e della Sua Signoria sono:

 La creazione di quest'universo e delle straordinarie creature ivi contenute

Invero ti circonda, o uomo, questo stupefacente universo, composto da cieli, pianeti, galassie e terra distesa, formata da terreni differenti dai quali crescono piante dissimili pur essendo confinanti e nella quale vi è ogni tipo di frutti, e di ogni creatura trovi due generi. Di certo, quest'universo non è auto-creato ed è necessario che abbia un Creatore, poiché è impossibile che sia auto-creato.

Chi è stato quindi a crearlo con tale straordinario sistema e l'ha completato con tale perfezione, facendone un segno per chi l’osserva, se non Iddio, l'Unico, il Soggiogatore, all’infuori del quale non vi sono altri signori né altri dei?

Disse l'Eccelso: {O sono stati forse creati dal nulla o sono essi stessi i creatori? O hanno forse creato i cieli e la terra? Eppure non sono certi}[27].

Troviamo in questi due versetti tre questioni:

a.          Sono stati forse creati dal nulla?

b.         Hanno forse creato se stessi?

c.          Hanno forse creato i cieli e la terra?

Quindi, se non sono stati creati dal nulla, né hanno creato se stessi, e neppure hanno creato i cieli e la terra, allora è obbligatorio per necessità riconoscere l'esistenza di un Creatore che li abbia creati e che abbia ugualmente creato i cieli e la terra. Questi è Iddio l'Unico, il Soggiogatore.

 La natura primordiale

Le creature riconoscono per natura l'esistenza del Creatore, e riconoscono altrettanto il fatto che sia più elevato, più grande, più maestoso e più completo di qualsiasi altra cosa e questo è maggiormente radicato in esse di quanto lo siano le scienze matematiche, e non necessita di prove a conferma di ciò se non colui al quale la natura primordiale si è alterata ed è stata sottoposta a circostanze che l'hanno distolta da ciò che dovrebbe riconoscere[28]. Disse l'Elevato: {[…] la natura primordiale con la quale Iddio ha creato la gente. Non vi è mutamento nella creazione di Iddio. Quella è la retta religione […]}[29].

E disse il Profeta []: «Non vi è neonato sennonché nasca con la naturale primordiale, dopodiché i suoi genitori lo rendono ebreo, o nazareno, o magio. Proprio come la bestia genera una bestia integra, ne trovate forse qualcuna con le orecchie mozze?». In seguito disse Abu Hurayrah: "Leggete se volete: {La natura primordiale con la quale Iddio ha creato la gente. Non vi è mutamento nella creazione di Iddio}" [30].

Disse anche []: «Invero il mio Signore mi ha ordinato di insegnarvi ciò che ignoravate di ciò che mi ha insegnato in questo giorno: "Qualsiasi bene materiale che dono ad un servo è legittimo e invero ho creato tutti i Miei servi avversi al politeismo, ma sono sopraggiunti a loro i diavoli e così li hanno deviati dalla loro religione e gli hanno interdetto ciò che invece gli ho concesso e gli hanno ordinato di associarMi ciò di cui non ho fatto scendere autorità alcuna"»[31].

 L'unanimità nei popoli

Tutti i popoli – anticamente e nell'epoca moderna - sono concordi sul fatto che vi sia un Creatore per quest'universo, Iddio, il Signore dei mondi, e che sia Lui il Creatore dei cieli e della terra. Non ha consoci nella Sua creazione come non ha consoci nel Suo regno, gloria sia Lui.

Non è stato riportato, infatti, che sia esistito qualche popolo precedente che abbia creduto che qualche idolo avesse contribuito con Iddio alla creazione dei cieli e della terra, bensì tutti credevano che li avesse creati Iddio e che avesse ugualmente creato i loro dei. Quindi nessun creatore se non Lui, né sostentatore al di fuori di lui e il beneficio e il danno sono solo in mano Sua, gloria sia Lui[32].

Disse l'Eccelso a proposito della conferma della Sua Signoria da parte dei politeisti: {E se chiedi loro chi ha creato i cieli e la terra e ha assoggettato il sole e la luna, di certo diranno: "Iddio". Allora perché se ne distolgono? Iddio estende il sostentamento a chi vuole tra i Suoi servi, oppure glielo lesina, invero Iddio sa di ogni cosa. E se chiedi loro chi ha fatto scendere l'acqua dal cielo, attraverso la quale ha poi ridato vita alla terra dopo la sua morte, diranno: "Iddio". Dì: "La lode a Iddio". Eppure la maggior parte di loro non ragiona}[33].

E disse Iddio, sia elevato il Suo elogio: {E se chiedi loro chi ha creato i cieli e la terra, diranno: "Li ha creati l'Eccelso, l’Onnisciente}[34].

 La logica razionale

Le menti non possono che confermare l'esistenza di un Creatore grandioso per quest'universo. Ciò perché l'intelletto coglie che questo universo è creato e originato, e coglie altrettanto il fatto che non si sia formato da solo e che ciò che è originato necessita di originatore.

Inoltre l'uomo è consapevole che vi sono dei periodi in cui viene colpito da crisi e disgrazie, e nel momento in cui non riesce a respingerle si volge col cuore verso il cielo e chiede soccorso al suo Signore, affinché conforti la sua preoccupazione e curi la sua angoscia, e questo nonostante Lo rinneghi il resto dei giorni e adori la sua statua.

Questa è una necessità che non può essere ribattuta, e quindi è inevitabile confermarla. Perfino l'animale, quando viene colpito da una calamità, alza la testa e fissa con gli occhi il cielo.

Così Iddio ha informato del fatto che l'uomo, quando viene colpito da un male, si affretta verso il suo Signore chiedendogli di liberarlo dal danno che lo ha colpito.

Disse l'Eccelso: {E quando un male tocca l'uomo, invoca il Suo Signore e si riconduce da Lui, ma se poi gli concede una grazia da parte Sua, si dimentica di ciò per cui Lo invocava, attribuendo quindi a Iddio compari}[35].

Disse l'Elevato a proposito della condizione degli idolatri: {Egli è Colui che vi fa procedere sulla terra e nel mare e così nel momento in cui eravate sull'imbarcazione e li facemmo avanzare con un buon vento di cui si rallegrarono, la raggiunse un vento impetuoso e piombarono su loro onde da ogni dove, e quando ritennero di essere ormai circondati, invocarono Iddio, purificando a Lui la religione: "Se ci salvi da questo, davvero saremo tra i riconoscenti!". Ma quando li salvò, ecco che trasgredirono senza diritto. O gente, invero la vostra trasgressione è contro voi stessi, son piaceri della vita terrena, ma poi è da Noi il vostro ritorno, quindi vi daremo notizia di ciò che operavate}[36].

E disse: {E quando li coprì un'onda simile a monti tenebrosi, invocarono Iddio, purificando a Lui la religione, ma quando li mise in salvo a riva, ecco che vi fu tra loro il noncurante. Ma non rinnega i Nostri segni se non ogni fedifrago ingrato}[37].

Questo Dio - che dal nulla ha dato origine all'universo e ha creato l'uomo nella miglior forma, instaurando nella sua natura la servitù verso di Lui e così la sottomissione; di cui le menti hanno ammesso la Signoria e la Deità, e di cui tutti i popoli hanno riconosciuto la sovranità - è necessario che sia Unico nella Sua Signoria e nella Sua Deità, poiché come non ha consocio alcuno nella facoltà di creare, ugualmente non ha consocio alcuno nella Sua Deità, e le prove a riguardo sono molte, tra cui[38]:

1.  In quest'universo non vi è che un Dio Unico che è il Creatore e Sostentatore, e nulla apporta beneficio o respinge un male se non Lui. Se ci fosse stato un altro Iddio in quest'universo, infatti, avrebbe avuto facoltà di azione, creazione e ordinamento, e nessuno dei due avrebbe accettato la compresenza con un altro dio[39], e quindi necessariamente ciascuno di essi avrebbe cercato di prevalere sull'altro e quindi di soggiogarlo. In quanto al perdente, non è possibile che sia un dio, mentre il vincitore è il Dio Autentico, e nessun idolo condivide con Lui la Deità, così come nessun idolo condivide con Lui la Signoria.

Disse l'Eccelso: {Iddio non Si è preso alcun figlio e non vi è mai stato con Lui alcun dio. Se così fosse stato, ciascun dio si sarebbe riservato di ciò che ha creato e ognuno avrebbe cercato di soverchiare gli altri. Gloria sia a Iddio! [Sia esaltato] da ciò che descrivono}[40].

2.  Non merita adorazione se non Iddio, Colui che detiene la proprietà dei cieli e della terra, poiché l'uomo si rivolge a chi gli procura il beneficio e gli respinge il danno, e allontana da lui il male e la corruzione, e di ciò non ha potere se non chi possiede i cieli e la terra e ciò che vi è frammezzo. Se Egli avesse avuto con Sé idoli, come dicono gli idolatri, i servi avrebbero comunque intrapreso ogni strada che permettesse di giungere all'adorazione di Iddio, il Re, il Vero, poiché tutti questi idoli adorati all’ infuori di Iddio, è Lui che adoravano a loro volta, ed è a Lui che si avvicinavano. È quindi maggiormente conveniente, a chi desidera avvicinarsi a chi possiede effettivamente il beneficio e il danno, adorare il Dio Vero, adorato da tutto ciò che è nei cieli e nella terra, compresi codesti idoli che vengono adorati all'infuori di Lui. Disse Iddio l'Elevato: {Dì: "Se ci fossero stati dei assieme a Lui, come dicono, questi avrebbero ricercato una via per giungere al detentore del Trono!"}[41].

Che legga altrettanto, chi desidera la verità, il detto dell'Elevato: {Dì: "Adorate pure coloro che supponete all'infuori di Iddio: non possiedono il peso di una particella nel cielo o nella terra, neppure una quota in questi e né tantomeno Egli ha tra di essi qualche sostenitore. E nessuna intercessione presso di Lui è valida se non per colui al quale Egli lo concede […]}[42].

Questi versetti recidono l'attaccamento del cuore ad altri che Iddio, considerando quattro osservazioni:

Prima: Tali consoci non possiedono il peso di una particella insieme a Iddio, e colui che non possiede il peso di una particella non giova e non nuoce e non merita di essere un Dio o consocio di Iddio, ed è piuttosto Iddio che li possiede ed è l'Unico che li controlla.

Seconda: Costoro non possiedono nulla nei cieli e nella terra e non possiedono altrettanto il peso di una particella di quota in essi.

Terza: Iddio non ha sostenitori tra le Sue creature, ma piuttosto è Lui che li sostiene in ciò che giova loro e respinge da loro ciò che gli nuoce. Ciò per la Sua totale autonomia da essi, contrariamente invece al loro bisogno indispensabile del proprio Signore.

Quarta: Tali consoci non possiedono intercessione a favore dei propri seguaci presso Iddio, e nemmeno gliene verrà dato il permesso, giacché Iddio, Gloria sia a Lui, non la concederà se non ai Suoi eletti, e questi ultimi non potranno intercedere se non a favore di colui le cui azioni e il cui credo compiacciono Iddio[43].

3.  La regolarità dell'ordine del mondo e la maestria del suo sistema rappresentano la prova più evidente che chi lo gestisce è un Dio unico, un Padrone unico, un Signore unico, che non vi è Dio per le creature se non Lui, e non vi è Signore per loro se non Lui, e come è insostenibile che vi siano due creatori per quest'universo, altrettanto risulta insostenibile che vi siano due dei. Disse l'Elevato: {Se in entrambi[44] vi fossero altri dei oltre a Iddio, entrambi[45] sarebbero andati in rovina}[46]. Se supponessimo, infatti, che ci siano dei oltre a Iddio nei cieli e sulla terra, questi ultimi sarebbero andati in rovina, e il motivo della rovina - se effettivamente ci fosse stato con Iddio un altro dio – è riferibile al fatto che sarebbe stato necessario per entrambi essere in grado di dominare e dirigere, così si sarebbe verificato a quel punto il conflitto e il disaccordo, e perciò l'inevitabile rovina[47]. Inoltre, se risulta impossibile che un unico corpo sia condotto da due anime equivalenti, e se fosse stato possibile sarebbe per ciò andato in rovina e quindi morto – e ciò è impossibile – come si può allora immaginare ciò riguardo quest'universo, che è ben più immenso?[48].

4.  L'unanimità dei Profeti e dei Messaggeri a riguardo.

Tutti i popoli sono concordi sul fatto che i Profeti e i Messaggeri sono le persone che hanno le menti più complete, le anime più pure, la morale più alta, e che sono i più sinceri verso i loro discepoli, i più sapienti circa l'ordine di Iddio e coloro che più di tutti indicano la Retta Via e il Giusto Sentiero. Ciò perché ricevono la Rivelazione da Iddio e poi ne informano la gente.

Tutti i Profeti e Messaggeri, a partire dal primo, Adamo, fino all'ultimo, Muĥammad [], sono stati unanimi sul richiamo dei loro popoli alla fede in Iddio e all'abbandono dell'adorazione di altri che Lui, e al fatto che Egli è il Vero Dio.

Disse l'Eccelso: {E non inviammo nessun Messaggero prima di te se non rivelandogli che invero non vi è Iddio all’infuori di Me, quindi adorateMi}[49].

E raccontò, gloria sia Lui, di ciò che disse Noè al suo popolo: {“che non adoriate se non Iddio, invero io temo per voi il tormento di un Giorno doloroso”}[50].

E disse: {Dì: “Invero, mi viene rivelato che il vostro Dio è un Dio unico. Siete dunque musulmani?”}[51].

Questo Dio ha dato origine a quest'universo a partire dal nulla rendendolo meraviglioso, e ha creato l'uomo nella miglior forma rendendolo nobile, e ha instaurato nella sua natura la conferma della Signoria di Iddio e della Sua Deità. Ha reso inoltre la sua anima perturbata finché non si sottomette al suo Creatore ed intraprende la Sua metodologia, e ha imposto al suo spirito l'inquietudine fino a quando non si asservisce a Colui che l'ha originato e si connette al suo Signore. Ma nessuna connessione è possibile se non attraverso la Sua Retta Via, di cui hanno informato i nobili Messaggeri. Lo ha dotato di una mente che non può operare correttamente, né esplicare appieno le proprie funzioni, senza che abbia fede nel suo Signore.

Quindi, nel momento in cui la propria natura primordiale  si ristabilisce, lo spirito si acquieta, l'anima si rasserena e la mente acquista fede, allora si avvera la felicità, la sicurezza e la serenità nel mondo e nell'Aldilà; al contrario, se la persona rifiuta tutto ciò, non potrà che vivere disperata, errante e vagabonda nelle valli del mondo, smarrita tra i suoi idoli, tra i quali non potrà distinguere chi sia effettivamente in grado di procurargli beneficio, e chi sia in grado di respingere da lui il danno.

E al fine di ristabilire la fede nell'anima e svelare gli effetti dell'infedeltà, Iddio ha proposto una metafora – poiché la metafora facilita la comprensione – nella quale paragona un uomo smarrito tra vari idoli e un altro che invece adora solo il suo Signore, dicendo: {Vi propone Iddio la metafora di un uomo soggetto a soci in lite tra loro e di un altro che invece è soggetto interamente ad un solo uomo. Sono forse equivalenti in similitudine? La lode a Iddio ma la maggior parte di loro non lo sanno}[52]. Iddio propone una metafora in cui presenta la similitudine del servo monoteista e di quello politeista come, da una parte, uno schiavo preteso da soci che se lo contendono, smarrito tra di loro poiché ognuno di essi dà la propria indicazione, e ciascuno di loro gli assegna un incarico da portare a termine: dunque è confuso, non riesce a determinare un giusto metodo, così come non riesce a stabilirsi su una strada precisa e pertanto non è in grado di soddisfarne le richieste opposte, ostili e contrastanti tra loro, e alla fine abbattono le sue aspirazioni e le sue forze; dall’altra, invece, un servo che sottostà a un unico padrone e sa cosa gli è richiesto e quali incarichi gli sono assegnati: gode così di comodità, e adotta un unico e chiaro metodo d’azione. Non equivalgono di certo le due condizioni: questo è soggetto ad un unico padrone, gode di comodità, stabilità, conoscenza e certezza, quell'altro invece è soggetto a padroni in lite tra di loro, così è tormentato, preoccupato, non trova stabilità di condizione e non è in grado di soddisfare l'uno di loro, a fortiori entrambi.

E dopo aver esposto le prove che dimostrano l'esistenza di Iddio, la Sua Signoria e la Deità, è opportuno ora approfondire la conoscenza circa la Sua creazione dell'universo e dell’uomo, cercando di percepire la Sua saggezza in questo.


 La Creazione dell'Universo

Quest'universo, con i suoi cieli, la sua terra, le sue stelle, le sue galassie, i suoi mari, i suoi alberi e i suoi animali, è stato creato da Iddio dal nulla.  Disse l'Elevato: {Dì: "Vorreste dunque rinnegare Colui Che creò la terra in due giorni e a Cui attribuite consimili? Egli è il Signore dei mondi. Inoltre ha infisso su di essa monti radicati e l'ha benedetta e vi ha stabilito i mezzi di sussistenza in quattro giorni completi, per chi ti dovesse chiedere. In seguito Si volse al cielo che era fumo, e così gli disse, ed altrettanto alla terra: "Venite [agli ordini] con ubbidienza o con costrizione?". Dissero entrambi: "Veniamo [agli ordini] entrambi ubbidienti". Così stabilì sette cieli in due giorni e rivelò ad ogni cielo la sua disposizione ed abbellì il cielo della terra con corpi celesti che illuminano e proteggono. Questo è il decreto dell'Eccelso, l’Onnisciente}[53].

E disse, sia elevato il Suo elogio: {Non vedono forse coloro che hanno m che i cieli e la terra erano ammasso che poi disgregammo tramite l'aria, e creammo dall'acqua ogni essere vivente? Dunque, non è ancora giunto il momento per loro di aver fede? E abbiamo infisso sulla terra monti radicati affinché non oscilli coinvolgendoli, e vi abbiamo posto passi fra le montagne come sentieri affinché riescano ad orientarsi. E rendemmo il cielo copertura protetta, tuttavia dinnanzi ai suoi segni continuano ad essere ritrosi}[54].

Iddio ha creato quest'universo con saggezze eccezionali, impossibili da quantificare, poiché in ogni sua parte vi sono ragioni straordinarie e segni impressionanti, e se riflettessi su uno solo di questi, vi troveresti dell'incredibile. Osserva la meraviglia dell'opera di Iddio attraverso le piante, in cui non v’è foglia, né radice, né frutto che non abbia un’utilità che lascia la mente umana sbalordita. E osserva il passaggio dell’acqua all’interno di quelle sottili e fragili venature, a momenti impercettibili ad occhio nudo, come siano in grado di attirare l'acqua dal basso verso l'alto, così poi da spostarla in quei passaggi secondo la loro portata e capacità, e in seguito divergono e si discostano, dirigendosi verso una meta irrangiugibile alla vista.

Poi osserva la formazione dell'albero e il suo mutamento di stadio in stadio, simile a quel mutamento del feto, invisibile alla vista: un fusto nudo, privo di qualsiasi rivestimento che ad un tratto viene ricoperto, per grazia del suo Signore, di foglie. Qual migliore copertura! In seguito lo fa germogliare, dopo avergli fatto spuntare appositamente le foglie per proteggerlo e rivestire anche quei frutti ancora deboli affinché possano ripararsi dal freddo, dal caldo e dai parassiti.

Dunque, gloria sia a Lui, provvede al sostentamento e al nutrimento di quel frutto attraverso venature e dotti - proprio come si nutre il neonato attraverso il latte materno- permettendogli di crescere e svilupparsi sino a completarsi e maturare, dando infine vita a questo frutto delizioso e morbido da quella legno rigido.

E se osservassi la terra com'è stata creata, noteresti che rappresenta uno dei segni più portentosi donati da Chi dal nulla l’ha creata e originata. L’ha resa, gloria sia a Lui, vasta e distesa per i Suoi servi, e in essa gli ha fornito il sostentamento, il nutrimento e ogni causa di vita. Vi ha tracciato sentieri sicché siano in grado di spostarsi per soddisfare le proprie esigenze e necessità. Vi ha infisso montagne come pioli che le impediscono di oscillare compromettendo la vita di chi ci abita. Ne ha ampliato gli estremi e l’ha spianata e perciò è distesa. L'ha resa avvolgente in modo d'abbracciare i vivi sulla sua superficie e i morti nel suo interno, così il suo dorso è patria per i primi e il suo ventre è patria per i secondi. Osserva poi la sfera celeste, col suo sole, la sua luna, le sue stelle, le sue costellazioni come orbitano con questa rotazione permanente di perfetto ordine e disposizione, generando l'alternanza della notte e del giorno, delle stagioni, del freddo e del caldo e di conseguenza tutti i vantaggi che ciò comporta per le creature terrestri, e per tutti gli ecosistemi animali e vegetali.

Poi rifletti sulla creazione del cielo, ed osservalo volta dopo volta e percepirai come sia tra i segni più maestosi, e ciò per la sua altezza, ampiezza e stabilità, nonostante non poggi su colonne e non sia sospeso da tiranti, ma sia elevato tramite la potenza di Iddio che regge i cieli e la terra affinché non svaniscano; e se guardi attentamente quest'universo così distinto da un'armonia che intercorre tra ogni sua parte e il suo sistema perfetto, percepirai la completezza della sapienza del suo Creatore, la perfezione della Sua saggezza e la infinità della Sua bontà. Noteresti come tutto questo appaia simile ad una casa costruita e accessoriata di ogni apparecchio e marchingegno e di tutto il necessario: il cielo ne è il tetto, sospesovi al di sopra; la terra il pavimento, il tappeto e il letto, un riparo per chi vi abita; il sole e la luna due lampade che l'irradiano e le stelle lucerne che l'illuminano e guide per chi si muove all'interno di quest'abitazione; le gemme e i minerali provviste da utilizzare nel momento del bisogno, e ciascuna per l'utilizzo più appropriato; vi sono specie di piante idonee acché se ne tragga vantaggio, e specie di animali assoggettati ciascuno per la loro utilità: alcune, infatti, sono da monta, altre da latte, altre ancora di cui cibarsi, procurarsi vestiario e valide guardie. Poi l'uomo è stato posto come padrone autorizzato e dirigente di tutto questo tramite le proprie opere e i propri ordini.

Se meditassi quindi sulla natura dell'universo, o solo su una parte di esso, troveresti dello straordinario, e se approfondissi l'esplorazione, leale con te stesso e liberandoti dal giogo delle inclinazioni e dell’imitazione, raggiungeresti la piena certezza che questo universo è stato creato, originato dunque da qualcuno saggio, potente, sapiente, che l'ha statuito nel miglior modo e l'ha disposto col miglior ordine. Noteresti che chi ha creato è impossibile che sia due, piuttosto il Dio è solo Uno e non vi è Dio autentico se non Lui, e che se ci fosse stato nei cieli e nella terra un dio diverso da Iddio, si sarebbe viziata la loro condizione, disfatto il loro sistema e guastata la loro attività.

Ma se proprio insisti ad associare la creazione ad altri che al suo Creatore, cosa diresti a proposito di un mulino disposto su un fiume, composto di un meccanismo perfetto e di una montatura minuziosa, cui apparecchiature disposte nella miglior disposizione, sicché non possa trovare alcun osservatore difetto alcuno nella sua costituzione e nemmeno nel suo aspetto e inoltre predisposto per un giardino immenso e pomoso, nel quale immette l'acqua necessaria per tutti i tipi di frutti ivi presenti. E laggiù vi è chi ne estirpa la malerba, lo cura, lo segue incessantemente e ne soddisfa tutti i bisogni cosicché non si danneggi il giardino e non guastino i suoi frutti e in seguito, in tempo di raccolta, suddivide e distribuisce il raccolto per le varie destinazioni in base alle esigenze e alle necessità, e secondo ciò che è consono per ciascun destinatario, e tutto ciò ininterrottamente.  Crederesti mai che tutto questo possa accadere senza artefice, senza la volontà di un pianificatore e senza dirigente?? Dunque la presenza del mulino, il giardino e tutto il resto, potrebbe essere tutto accidentale senza quindi un promotore o gestore? Ti rendi conto di ciò che proporrebbe il tuo cervello se così fosse? E quale giudizio emetterebbe?  E verso cosa ti guiderebbe??[55].


 La saggezza in tutto questo

Dopo questo itinerario e riflessione sulla creazione di quest'universo, è opportuno per noi ricordare alcune delle saggezze[56] per le quali Iddio ha creato queste straordinarie entità e stupefacenti segni, tra le quali:

1-    Perché siano a servizio dell'uomo.

Quando Iddio ha decretato di porre un vicario sulla terra che Lo adori e che animi questo mondo, creò per lui tutto ciò affinché si stabilizzasse la sua sopravvivenza e fosse idonea la sua condizione di vita e di dimora. Disse l'Elevato: {E ha assoggettato per voi ciò che vi è nei cieli e nella terra, tutto da Lui proveniente}[57], e disse: {Iddio è Colui che ha creato i cieli e la terra e ha fatto scendere acqua dal cielo con cui ha fatto crescere frutti come mezzo di sostentamento per voi. E ha assoggettato per voi le navi ché scorrano sul mare per ordine Suo. Ha assoggettato per voi i fiumi, ha assoggettato per voi il sole e la luna che orbitano con regolarità e ugualmente ha assoggettato per voi la notte e il giorno e vi ha dato di tutto ciò che Gli avete chiesto. Invero se provaste a quantificare il dono di Iddio non riuscireste a conteggiarlo. In verità l'uomo è ingiusto e irriconoscente}[58].

2-    Affinché i cieli, la terra e tutto ciò che è presente in quest'universo siano testimonianze della Sua Signoria e prove della Sua Unicità, in quanto la realtà più nobile di quest'esistenza è appunto il riconoscimento della Sua Signoria e la fede nella Sua Unicità. A tal proposito, Iddio ha elevato le testimonianze più maestose, ha innalzato i segni più grandi, e ha presentato le prove più convincenti, quindi, gloria sia a Lui, ha edificato i cieli e la terra e il resto della creazione affinché ne siano prove sicure. Per questo motivo nel Corano abbondano versetti come: {E tra i Suoi segni}, come nel detto di Lui, l'Elevato: {E tra i Suoi segni la creazione dei cieli e della terra […]}, {E tra i Suoi segni il vostro sonno nella notte […]}, {E tra i Suoi segni farvi scorgere il lampo, [motivo] di paura e brama […]}, {E tra i Suoi segni l'innalzarsi del cielo e della terra col Suo ordine […]}[59].

3-    Affinché siano testimonianze della resurrezione. Dal momento che la vita è di due realtà: una vita terrena e una vita oltremondana, solo quest'ultima rappresenta di esse quella autentica. Disse l'Elevato: {E questa vita non è altro che svago e gioco, ed invero la dimora dell'Aldilà è la vita, se solo lo sapessero!}[60]. Poiché questa è la dimora della ricompensa e del resoconto, e in essa vi sarà la permanenza eterna e infinita nella beatitudine per la sua gente[61], e vi sarà la permanenza eterna e infinita nel tormento per la sua gente[62]. E giacché nessuno raggiungerà questa dimora se non dopo la morte e la resurrezione dopo la morte, non rinnega questa realtà se non colui al quale è reciso il collegamento col proprio Signore, alterata la sua natura primordiale e danneggiata la sua mente. Perciò Iddio ha presentato le argomentazioni e ha palesato le prove affinché le anime abbiano fede nella resurrezione e i cuori ne raggiungano la certezza, in quanto la ri-creazione delle creature è ben minore rispetto alla creazione originaria, e così la creazione dei cieli e della terra è assai più eccezionale della loro ri-creazione. Disse l'Eccelso: {Ed Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi la reitera e ciò Gli è più facile […]}[63]. E disse il Creatore: {In verità, la creazione dei cieli e della terra è più grande della creazione delle persone}[64], e disse, sia elevato il Suo elogio: {Iddio è Colui che ha innalzò i cieli senza colonne, che difatti non vedete, e in seguito si elevò sul trono. Assoggettò il sole e la luna: ciascuno di essi scorre fino ad un termine stabilito. Gestisce la questione ed esplica i segni affinché abbiate certezza dell'incontro del vostro Signore}[65].

 E dopo tutto questo, o Uomo!

Dal momento che quest'universo ti è stato asservito, e s'innalzano i suoi segni e le sue prove come testimonianze dinnanzi a tuoi occhi ed attestano che non vi è Iddio all'infuori di Iddio, l'Unico che non ha socio alcuno; e dopo che hai saputo che la tua resurrezione e la tua vita dopo la morte è poca cosa in confronto alla creazione dei cieli e della terra, e che incontrerai il tuo Signore, che ti conteggerà ogni tua opera.

E se consideri che questo universo tutto è servo del suo Signore, poiché tutte le creature glorificano con la lode il loro Signore, come disse l'Eccelso: {Rende gloria a Iddio tutto ciò che vi è nei cieli e vi è nella terra […]}[66] e si prosternano dinnanzi alla Sua magnificenza, come disse il Magnifico: {Non noti che a Iddio si prosternano tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra, e così il sole, la luna, le stelle, le montagne, gli alberi, gli animali e molti tra la gente? Ma su molti altri si è invece convalidato il tormento […]}[67]; e altresì tali esseri pregano il loro Signore, ognuno con preghiera che gli si addice, come disse l'Elevato: {Non noti che Iddio glorificano tutti coloro che sono nei cieli e nella terra e gli uccelli con le ali tese? Invero ciascuno sa come pregarLo e come renderGli gloria […]}[68]; e dal momento che il tuo corpo avanza nel Suo sistema secondo ciò che Iddio ha stabilito e provveduto -quindi il cuore, i polmoni, il fegato e il resto delle membra sono sottomessi al loro Signore, e consegnano a Lui il loro giogo- non è forse proprio la tua decisione volontaria, attraverso la quale ti è stato concesso di scegliere tra l’aver fede nel tuo Signore o miscredere, a costituire l'anomalia e l'eccezione in questa benedetta marcia all'interno dell'universo che ti circonda, anzi all'interno al tuo stesso corpo?

Invero la persona intelligente e completa è colui che si eleva dal rappresentare l'anomalia e l'eccezione, soprattutto dinnanzi a questo universo vasto e magnifico.


 La Creazione dell'Uomo e la sua Onorificenza

Iddio ha decretato di creare una creatura degna di animare quest'universo e così questa fu l'uomo. La Sua saggezza ha ritenuto, gloria sia a Lui, che la materia da cui creare l'uomo fosse la terra e difatti diede origine alla sua creazione dal fango, e in seguito lo plasmò in questa bella forma che possiede l'essere umano, e nel momento in cui si ultimò la sua immagine vi soffiò del Suo Spirito. Dunque, ecco che divenne uomo nella miglior costituzione: udente, vedente, semovente, parlante. A questo punto il suo Signore lo fece abitare nel Suo Paradiso, e gli insegnò tutto ciò che aveva bisogno di sapere, e gli rese lecito tutto ciò che vi era in questo Paradiso, proibendogli però di avvicinarsi ad un solo albero, come prova ed esame. Iddio volle mostrare il grado e il merito dell’uomo, così ordinò agli angeli di prosternarsi dinanzi a lui, e così si prosternarono tutti quanti tranne Satana, che rifiutò, carico di superbia e ostinazione. Allora il Suo Signore si adirò contro di lui per aver violato il Suo ordine escludendolo dalla Sua misericordia poiché si era mostrato superbo al Suo cospetto. Ma Satana domandò al suo Signore di prolungargli la vita e di concedergli del tempo sino al Giorno della Resurrezione: così il suo Signore gli concesse il tempo e gli prolungò la vita sino al Giorno della Resurrezione. Satana aveva invidiato Adamo per la maggior eccellenza che gli fu conferita, a lui e ai suoi discendenti, e giurò su Iddio che avrebbe deviato tutti i figli di Adamo, e che gli avrebbe corrotto il futuro e il passato e la rettitudine, richiamandoli allo sviamento, tranne i servi leali, veritieri e timorati, che Iddio proteggerà dalla trama del diavolo e della sua avversione. Egli, gloria sia a Lui, mise in guardia Adamo dalla trama del diavolo. Difatti Satana sussurrò ad Adamo e alla sua sposa Eva – tentandoli- per farli uscire dal Paradiso e rendere palese ad entrambi la nudità che gli era stata nascosta. Giurò loro di essere in verità un consigliere sincero, e che Iddio aveva interdetto loro quell'albero perché non diventassero angeli o immortali.

Allora mangiarono da quell'albero che Iddio aveva interdetto loro, e così, il primo castigo che li colpì a causa della loro disubbidienza all'ordine di Iddio fu la percezione della propria nudità. Iddio rammentò ad entrambi come li avesse messi in guardia dalla frode del diavolo, allora Adamo chiese perdono al suo Signore, il Quale lo perdonò ed accettò il suo pentimento prediligendolo e guidandolo. Gli ordinò poi di scendere dal Paradiso in cui abitava sulla terra che aveva reso stabile e provvista del necessario sino a un certo termine, e lo informò che da questa fu creato, su questa vivrà, in questa morirà e da questa verrà resuscitato. Così Adamo scese sulla terra con la sua sposa Eva, la loro prole si riprodusse ed essi - siccome Adamo era un Profeta - adoravano Iddio come Egli aveva ordinato loro. Iddio ci ha informati a proposito dicendo:

{E invero vi abbiamo creati e in seguito plasmati e poi dicemmo agli angeli: "Prosternatevi dinnanzi ad Adamo". Così si prosternarono, eccetto Iblis che non fu tra i prosternati. Disse: "Cosa ti ha impedito di prosternarti giacché te l'ho ordinato?". Rispose: "Io sono migliore di lui, hai creato me dal fuoco mentre lui l'hai creato dalla creta". Disse: "Scendi da questo[69] ché non ti è permesso superbire in esso. Quindi esci! Invero ora sei tra gli abietti". "Concedimi una dilazione – disse - fino al Giorno in cui saranno resuscitati". Disse: "Sia tu tra coloro per cui è stabilita una dilazione". Disse: "Giacché mi hai sviato, allora per questo m'insedierò per ostacolargli la Tua Retta Via, e incomberò dinnanzi a loro e alle spalle, da destra e da sinistra, e la maggior parte di loro non li troverai riconoscenti". Disse: "Esci da questo, abietto e scacciato. Anche quelli di loro che ti seguiranno, di certo riempirò l'Inferno di tutti voi!". E poi "O Adamo abita, tu e la tua sposa, il Paradiso e mangiate di ciò che desiderate e non avvicinatevi a quest'albero, ché allora sareste tra gli ingiusti. Il diavolo allora sussurrò loro affinché gli si palesasse la nudità che gli era stata tenuta nascosta dicendo: "Iddio non vi ha impedito di cibarvi da quest'albero se non perché non diventaste due angeli o diventaste immortali." E giurò loro: "In verità sono per voi un consigliere sincero". Quindi li fece cadere nel peccato tramite l'inganno, e quando assaggiarono dall'albero si accorsero della loro nudità. Allora presero a coprirsi accomodando [sulle pudenda] le foglie del Paradiso, e poi li chiamò il loro Signore: "Non avevo forse interdetto ad entrambi quell'albero dicendovi anche che il diavolo è un indubbio nemico per entrambi?". Dissero: "Signor nostro, abbiamo commesso ingiustizia verso noi stessi, e davvero, se non ci perdoni e ci usi misericordia saremo di certo tra i perdenti". Disse: "Scendete. Nemici sarete, gli uni degli altri, e avrete sulla terra permanenza e fruizione fino a un certo termine". Affermò: "Su questa vivrete e in questa morirete e da questa sarete resuscitati"}[70].

E nel momento in cui contempli la magnifica creazione di quest'uomo per opera di Iddio, che l'ha creato nella miglior costituzione e l'ha colmato di tutti gli attributi di dignità come l'intelletto, la sapienza, l'espressione, la fonazione, l'aspetto, la bella immagine, la nobile apparenza, il corpo equilibrato, l'acquisizione delle scienze tramite la deduzione e la riflessione, la comprensione delle qualità morali eccellente e decorose come la rettitudine, l'obbedienza, la docilità; quant'è ampio allora lo spazio che intercorre tra il suo stato quando era una goccia riposta all'interno dell'utero e il suo stato quando gli saranno pervenuti i suoi possedimenti nei Giardini dell'Eden? {[…] sia sempre più elevata la benedizione di Iddio […]}[71].

Il mondo è come un paese di cui l'uomo è abitante e tutti si occupano di lui, operano per i suoi interessi e sono stati soggiogati per rendergli servizio e soddisfare le sue necessità. Così gli angeli incaricati del suo essere lo preservano nel profondo della notte e agli estremi del giorno, mentre quelli incaricati della pioggia e delle piante operano in vista del suo sostentamento e di ciò si occupano. Gli astri assoggettati, direzionati e ruotanti secondo ciò che gli procura beneficio. Il sole, la luna e le stelle anch'esse assoggettate scorrono in sincronia con i suoi periodi, i suoi orari e con le stagioni che gli forniscono i mezzi di sussistenza. E così anche l'atmosfera è stata adattata per lui, con i venti, l’aria, le nuvole, gli uccelli e il resto di ciò che vi è stato collocato. E pure il mondo terreno è stato accomodato per lui e creato per i suoi vantaggi: la sua terra e le sue montagne, i suoi mari e i suoi fiumi, i suoi alberi e i suoi frutti, la sua vegetazione, i suoi animali e tutto ciò che vi è presente.

Disse l'Eccelso: {Iddio è Colui che ha creato i cieli e la terra e ha fatto scendere acqua dal cielo con cui ha fatto crescere frutti come mezzo di sostentamento per voi. E ha assoggettato per voi le navi ché scorrano sul mare per ordine Suo. Ha assoggettato per voi i fiumi, ha assoggettato per voi il sole e la luna che orbitano con regolarità e ugualmente ha assoggettato per voi la notte e il giorno e vi ha dato di tutto ciò che Gli avete chiesto. Invero se provaste a quantificare i doni di Iddio non riuscireste a conteggiarli. In verità l'uomo è ingiusto e irriconoscente}[72] [73].

E per la pienezza di questa onorificenza, è stato creato per lui tutto ciò di cui necessita nella sua vita terrena, e ugualmente gli sono stati forniti tutti i mezzi che gli consentono di raggiungere i gradi più elevati nella Dimora Ultima. Ha fatto scendere per lui i Suoi Libri e gli ha inviato i Suoi Messaggeri affinché gli indicassero la legge di Iddio e lo richiamassero ad essa.

In seguito creò per lui, dal suo stesso corpo, una sposa, affinché vi trovasse rifugio e soddisfazione per le proprie esigenze naturali – spirituali, fisiche e mentali – in modo da raggiungere il conforto, la tranquillità e la stabilità, e in modo da raggiungere entrambi, tramite la loro unione, la tranquillità, la soddisfazione, l'amore e la misericordia. Ciò grazie alla loro disposizione fisica, psicologica e nervosa, che rende ciascuno dei due appropriato a soddisfare i desideri dell'altro e a unircisi per dare vita ad una nuova generazione; così le emozioni e i sentimenti custoditi nei loro animi determinano, attraverso la loro relazione, serenità per lo spirito e per la psiche, conforto per il corpo e per il cuore, stabilità per la vita e per la sussistenza, compagnia per le anime e per le coscienze, e sollievo per l'uomo e per la donna allo stesso modo.

In seguito Iddio ha distinto i fedeli dal resto dei figli dell'uomo e li ha resi gente di Sua alleanza, e li ha usati per la Sua ubbidienza; quindi operano secondo la Sua Legge affinché siano degni della vicinanza del loro Signore nel Suo Paradiso.

Ha scelto tra di loro alleati e martiri, Profeti e Messaggeri, e gli ha concesso in questo mondo la maggior grazia di cui si possano gratificare le anime, cioè l'adorazione di Iddio, l'ubbidienza a Lui e il colloquio intimo con Lui e ha riservato loro doni eccellenti – irraggiungibili agli altri – tra i quali la sicurezza, la tranquillità e la felicità, ma l'aspetto più rilevante di tutto questo, è il fatto che riconoscano la Verità con cui sono giunti i Messaggeri e così abbiano fede in essa. Pertanto Egli ha serbato per loro, nella Dimora Finale, la grazia permanente e l’eccezionale successo, in proporzioni che si addicono alla Sua generosità, gloria sia a Lui, come premio per la loro fede e per la sincerità di culto che Gli hanno riservato.


 Lo Status della Donna

La donna nell'Islām ha raggiunto una posizione elevata, non raggiunta in nessuna religione precedente e che non potrà nemmeno raggiungere alcun popolo seguente, poiché l'onore attribuito all'essere umano è condiviso tra la donna e l'uomo in pari misura. Infatti, essi si equivalgono dinnanzi alle disposizioni di Iddio in questo mondo, come di fronte al Suo premio e alla ricompensa nella Dimora Finale.

Disse l'Elevato: {Invero abbiamo onorato i figli di Adamo […]}[74], e disse: {Agli uomini spetta una quota di ciò che lasciano i genitori e i parenti e alle donne spetta una quota di ciò che lasciano i genitori e i parenti […]}[75]e disse, gloria sia a Lui: {[…] ed esse hanno di diritto analogamente a ciò che hanno di dovere secondo la morale comune […]}[76] e disse: {E i fedeli e le fedeli, sono entrambi alleati gli uni degli altri […]}[77] e disse l'Elevato: {E il tuo Signore ha decretato di non adorare nulla se non Lui e [che si abbia] dei genitori benevolenza. Se dovesse l'uno di loro, o entrambi, raggiungere la vecchiaia presso di te allora non dire a loro nemmeno "Uff" e non li rimbrottare e dì a loro il detto generoso e inclina per loro l'ala dell'umiltà, in virtù di misericordia, e dì: “O Signore, abbi misericordia di loro, per come mi hanno cresciuto da piccolo”}[78] e disse: {[…] invero non trascurerò alcun'opera di qualunque operante di voi, maschio o femmina che sia […]}[79], E disse: {E chi ha compiuto il bene, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora gli faremo vivere certamente una buona vita e lo ricompenseremo di certo con una ricompensa pertinente al meglio di ciò che ha compiuto}[80] e disse: {E chi compie delle opere buone, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora questi entreranno in Paradiso e non subiranno ingiustizia alcuna, nemmeno di dimensione di un filo di dattero}[81].

E questo prestigio riservato alla la donna nell'Islām non ha equivalenti in nessun'altra religione, credo o legge.

La civiltà romana considerava la donna una serva assoggettata appartenente all'uomo, che non possedeva alcun diritto. Fu indetto a Roma un grande concilio, dove furono trattati gli affari riguardanti la donna, e in questo giunsero alla conclusione che ella fosse un essere senza anima - e di conseguenza non avente diritto ad ereditare la vita nell'Aldilà - ed inoltre che fosse impura.

Ad Atene era considerata merce di poco valore e veniva venduta e comprata, e considerata un'immonda opera di Satana.

Nei canoni dell'antica India, similmente, fu sostenuto che l'epidemia, la morte, l'Inferno, il veleno dei serpenti e il fuoco fossero migliori della donna, e fu stabilito che il suo diritto di vita terminava al termine della vita di suo marito – considerato suo padrone – pertanto, nel momento in cui veniva bruciato il cadavere di suo marito, ella doveva gettarsi nelle stesse fiamme, altrimenti sarebbe stata colpita dalla maledizione.

Nell'ebraismo è giudicata nell'Antico Testamento con ciò che segue: "Mi sono applicato a conoscere e indagare e cercare la sapienza e giungere a una conclusione, e a riconoscere che la malvagità è stoltezza e la stoltezza è follia.  Trovo che amara più della morte è la donna: essa è tutta lacci, una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Iddio le sfugge, ma chi fallisce ne resta preso"[82].

Così era considerata la donna nei tempi antichi. La sua condizione nel Medioevo e nell'età moderna invece può essere descritta tramite i seguenti avvenimenti:

Lo scrittore danese Wieth Kordsten ha illustrato la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti delle donne, dicendo: "Durante il Medioevo il riguardo per la donna europea fu molto limitato in conseguenza alla concezione della dottrina cattolica che considerava la donna una creatura di secondo grado".

In Francia si tenne un concilio nel 586 d.C. fu trattato il tema della donna, se potesse essere ritenuta umana o meno. E in seguito al dibattito, i presenti arrivarono alla conclusione che essa sia di natura umana ma creata per servire l'uomo. È stato deliberato nell'articolo 217 della legge francese ciò che segue: "Alla donna sposata – anche laddove il suo matrimonio sia fondato sul principio della separazione dei beni suoi da quelli del marito - non è comunque concesso donare, né trasferire la propria proprietà, né ipotecare né avere in proprietà con o senza indennizzo, senza il coinvolgimento del marito nel contratto, o la sua autorizzazione tramite una dichiarazione scritta".

In Inghilterra, Enrico VIII vietò alle donne inglesi la lettura della Bibbia, e le donne continuarono fino al 1850 a non essere considerate cittadine, e rimasero fino al 1882 senza diritti individuali[83].

La donna contemporanea in Europa, in America e negli altri paesi industrializzati, è una creatura abusata e sfruttata per fini commerciali in quanto parte delle campagne di propaganda pubblicitaria, giungendo ad un livello tale da venir spogliata dai propri abiti ed usata come vetrina per le promozioni commerciali; così il suo corpo e la sua dignità sono stati oltraggiati da ordinamenti istituiti da uomini, affinché sia per loro un semplice oggetto di piacere ovunque disponibile. Pertanto, finché essa ha la possibilità di rendere ed applicarsi con le proprie mani, la propria mente o il proprio corpo allora è oggetto di riguardo, ma nel momento in cui invecchia e perde ogni capacità di rendimento, viene abbandonata dalla società, sia a livello individuale che istituzionale, per poi passare il resto dei suoi giorni sola nella sua casa o in qualche casa di cura.

Confronta tutto ciò – e non vi è paragone – con quel che è giunto nel Nobile Corano in cui dice l'Elevato: {E i fedeli e le fedeli, sono entrambi alleati gli uni degli altri […]}[84], e in cui dice gloria sia a Lui: {[…] ed esse hanno di diritto analogamente a ciò che hanno di dovere secondo il buoncostume […]}[85] e ancora: {E il tuo Signore ha decretato di non adorare nulla se non Lui e [che si abbia] dei genitori benevolenza. Se dovesse l'uno di loro, o entrambi, raggiungere la vecchiaia presso di te allora non dire a loro nemmeno "Uff" e non li rimbrottare e dì a loro il detto generoso e inclina per loro l'ala dell'umiltà, in virtù di misericordia, e dì: “O Signore, abbi misericordia di loro, per come mi hanno cresciuto da piccolo”}[86].

E nel momento in cui l'ha onorata con questo prestigio, ha reso evidente a tutta l'umanità che l'ha creata affinché sia una madre, una moglie, una figlia e una sorella e di conseguenza ha istituito disposizioni particolari riservate solo alle donne.


 La Saggezza nella Creazione dell'Uomo

Iddio, gloria sia a Lui, possiede a riguardo saggezze che le menti non sono in grado di conoscere, né le lingue sono in grado di descrivere, tuttavia esporremo nei seguenti punti qualcosa in merito a queste ragioni, tra le quali:

1.    Egli, gloria sia a Lui, possiede i Nomi più belli tra i quali: il Perdonatore, il Misericordioso, l'Indulgente, il Paziente eccetera, ed era necessaria la manifestazione degli effetti di questi Nomi, così la Sua saggezza ha considerato opportuna la discesa[87] di Adamo, e dei suoi discendenti in seguito, affinché si riflettano su di loro gli effetti dei Suoi Nomi, i più belli. Difatti, Egli perdona chi vuole, ha misericordia di chi vuole, indulge nei confronti di chi vuole e pazienta con chi vuole, e altro in ciò che riguarda la manifestazione dell’effetto dei Suoi Nomi e dei Suoi Attributi.

2.    Egli, gloria sia a Lui, è il Re, il Vero, il Manifesto, e il re è colui che ordina e interdice, ricompensa e punisce, premia e discredita, onora ed umilia, quindi la Sua Signoria ha determinato, gloria sia a Lui, che Adamo scendesse, ed i suoi discendenti in seguito, affinché si realizzino le disposizioni del Re, che in seguito li condurrà in una dimora dove sarà portata a termine la ricompensa per le loro azioni.

3.    Egli, gloria sia a Lui, ha voluto prediligere tra di loro Profeti, Messaggeri, alleati e martiri che Lo amino e che Lui ami, e li ha dunque mischiati coi Suoi nemici, attraverso i quali li ha messi alla prova. Così, quando Lo hanno preferito a se stessi e hanno sacrificato le proprie persone e i propri beni per la Sua compiacenza e il Suo amore, hanno ottenuto del Suo amore, della Sua compiacenza e della Sua vicinanza ciò che non si sarebbe potuto ottenere senza tutto ciò. Il grado del Messaggio, della Profezia e del martirio sono tra i migliori presso Iddio, e non sarebbe stato possibile per l'uomo raggiungere tale grado se non tramite ciò che Iddio ha stabilito, gloria sia a Lui, ovvero la discesa di Adamo e dei suoi discendenti sulla Terra.

4.    Invero Iddio, gloria sia a Lui, creò Adamo e la sua discendenza di una mescolanza sottendente sia il bene che il male, aderente al richiamo della passione e della tentazione così come a quello della razionalità e della consapevolezza. Quindi, siano elevati i Suoi Nomi, creò in lui la razionalità e la passione stabilendoli a richiamo di ciò a cui induce ciascuno di essi, affinché si ultimi la Sua volontà e si manifesti ai Suoi servi la Sua Eccellenza nella saggezza e nella potenza, e la Sua misericordia, carità e grazia nell’autorità e nel dominio. Perciò la Sua saggezza ha determinato la discesa di Adamo e dei suoi discendenti sulla terra affinché si compia l'esame e siano resi manifesti i risultati della prestazione e della reazione dell'uomo circa i suddetti richiami, e di conseguenza la sua ricompensa o la sua umiliazione.

5.    Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha creato le creature perché Lo adorino, ed è questo il fine della loro creazione. Disse l'Elevato: {E non ho creato i jinn[88] e gli uomini se non perché Mi adorassero}[89]. Ed è risaputo che la completezza dell'adorazione richiesta alle creature non può avverarsi nella dimora della beatitudine e della permanenza, bensì si realizza nella dimora dell'avversità e della prova, in quanto la prima è luogo di solo piacere e delizia e non di esame e responsabilità.

6.    La fede nell'ignoto è in verità la fede che giova, mentre per quanto riguarda la fede nel manifesto, ogni persona avrà fede nel Giorno della Resurrezione. Perciò, se fossero stati creati nella dimora della beatitudine, non avrebbero conseguito il grado della fede nell'ignoto, succeduto dal piacere e dall’onorificenza ottenuti in virtù di questa fede. Perciò li fece discendere in una dimora dove la fede nell'ignoto potesse realizzarsi.

7.    Invero Iddio creò Adamo (su di lui sia la preservazione) da una manciata di tutte le terre, e le terre contengono il cattivo e il buono, l'impervio e l'agevole; così, gloria sia a Lui, già sapeva che tra i discendenti di Adamo vi sarebbe stato chi non sarebbe stato idoneo a coabitare nella Sua dimora, così l'ha fatto discendere in una dimora dove discernere il buono e il cattivo, poi ha contraddistinto ciascuno di essi con una dimora, così ha fatto dei buoni gente della Sua vicinanza e della Sua dimora, e dei cattivi gente della dimora della miseria e dei malvagi.

8.    Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha voluto, tramite ciò, far conoscere a quelli dei Suoi servi che ha colmato di delizia la completezza della Sua grazia e il Suo valore affinché questi ultimi siano per loro maggiormente amati e riconosciuti, e affinché gustino maggiormente il dono concessogli da Iddio. Così, gloria sia a Lui, gli ha mostrato il Suo agire verso i Suoi nemici e il tormento che ha preparato per loro, e gli ha fatto notare la distinzione con cui li ha privilegiati, concedendogli i più alti tipi di beatitudine, affinché si accresca la loro gioia, si completi la loro beatitudine e si accresca la loro felicità, e ciò per la pienezza della Sua benedizione e del Suo amore. Perciò era necessario che scendessero sulla terra -e fossero quindi messi alla prova ed esaminati- così che Egli potesse concedere successo a chi vuole per misericordia e favore, ed abbandonare chi vuole per saggezza e giustizia. In verità Egli è il Sapiente, il Saggio.

9.    Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha voluto che Adamo ritornasse (in Paradiso) con la sua discendenza nella condizione migliore. Gli ha fatto quindi provare le difficoltà del mondo, le sue afflizioni, le sue preoccupazioni e i suoi dolori cosicché appaia poi eccezionale il valore della loro entrata in Paradiso nell'Aldilà, giacché la bellezza di qualcosa è esaltata dal suo contrario[90].

E dopo aver presentato l'origine dell'uomo, è opportuno mostrare il suo bisogno della religione autentica.

 Il Bisogno Umano della Vera Religione

Il bisogno umano della religione è superiore al bisogno circa le altre necessità della vita, poiché è indispensabile per l'uomo conoscere ciò che compiace Iddio, gloria sia a Lui, e ciò che causa la Sua ira, così come necessita di quella attività attraverso la quale procurarsi il beneficio, e quella attraverso la quale invece respingere il danno. Ed è proprio la religione che distingue le opere che procurano beneficio da quelle che procurano danno, e ciò rappresenta la giustizia di Iddio tra le Sue creature e la Sua luce tra i Suo servi, ed è impossibile per la gente vivere senza la religione, attraverso la quale distinguere ciò che è da fare, da ciò che non lo è.

Siccome l'uomo è detentore di volontà, allora necessita di conoscere ciò che deve volere: dunque se è proficuo o nocivo, se lo rende migliore o lo danneggia. Alcune persone riescono a distinguerlo grazie alla loro natura primordiale, altri lo individuano attraverso la deduzione del proprio intelletto, altri ancora non lo riconoscono se non mediante la definizione dei Messaggeri, la loro esplicitazione e la loro guida[91].

Quantunque si sforzino di propagandare le ideologie ateo-materialistiche e cerchino di abbellirle, e quantunque si moltiplichino le ideologie e le teorie, non potranno comunque appagare i singoli e le società senza la vera religione, e non avranno possibilità di soddisfare le esigenze dell'anima e del corpo. Anzi, ogni volta che un individuo compia una rassegna di queste ideologie, realizza la piena certezza che queste non gli forniscono la sicurezza e non soddisfano la sua sete, e che non vi sia via d'uscita se non attraverso l'autentica religione.

Dice Ernest Renan: «È possibile che decada ogni cosa che amiamo, e che venga invalidata la libertà di usare il cervello, la sapienza e la produttività, ma è impossibile cancellare la religiosità, anzi rimarrà una dimostrazione eloquente della nullità della corrente materialistica che pretende di limitare l'essere umano negli spregevoli limiti della vita terrena»[92].

E dice Muĥammad Farīd Wajdī: «È impossibile che svanisca l'idea della religiosità poiché è la più raffinata propensione dell'anima e la più nobile delle sue emozioni, e ti basti che sia un'attitudine che innalza la testa dell'uomo. Anzi questa tendenza aumenterà, e l'idea della religiosità inseguirà l'uomo finché sarà possessore di una mente con la quale concepire la bellezza e la bruttezza, e aumenterà in lui quest'istinto in proporzione all'elevatezza delle sue percezioni e lo sviluppo delle sue conoscenze»[93].

Dunque nel momento in cui la persona si allontana dal proprio Signore, in misura dell'elevatezza delle sue percezioni e dell'ampiezza degli orizzonti della sua sapienza, avvertirà l'enormità della propria ignoranza nei confronti del proprio Signore e del dovere che gli spetta. Avvertirà altrettanto l'enormità della propria ignoranza nei confronti di se stesso e di ciò che gli procura beneficio e gli causa danno, di ciò che gli rende felicità o afflizione, e la propria ignoranza nelle branche delle scienze e nelle loro specialità come la scienza degli astri e delle galassie, o quella informatica o nucleare; e in quel momento il sapiente indietreggerà dallo stato di arroganza e orgoglio, verso l'umiltà e la sottomissione, e crederà al fatto che effettivamente dietro alla scienza vi è un Sapiente, Saggio, e dietro alla natura vi è un Creatore Onnipotente, e questa realtà imporrà al ricercatore equo la fede nell'ignoto, l'acquiescenza alla retta religione e l' accettazione del richiamo della disposizione naturale e dell'istinto, mentre se la persona  abbandona tutto ciò, la sua natura primordiale regredisce e si deteriora sino a raggiungere il livello del bestiame.

Si può giungere quindi alla conclusione che la religiosità veridica, cioè quella basata sul riservare a Iddio l’Unicità col Monoteismo e la Sua adorazione nel modo che ha legiferato, è un fattore essenziale per la vita affinché l'individuo possa realizzare tramite di essa il suo culto per Iddio, il Signore dei mondi, raggiungere la propria felicità e la salvezza dalla perdizione, dalla difficoltà e dalla miseria in entrambe le dimore, com'è necessaria altrettanto perché si possa attuare la forza potenziale nell'uomo, giacché solo grazie ad essa la mente trova ciò che sazia il proprio appetito, mentre senza non si realizzano le sue aspirazioni più elevate.

Ed è un fattore essenziale per la purificazione dello spirito e l'affinamento della forza della coscienza, poiché le nobili emozioni trovano nella religione ricco spazio e una sorgente senza fine nel quale appagare le propire esigenze.


Ed è un elemento essenziale per il perfezionamento della forza di volontà, in quanto la rafforza con le migliori motivazioni e stimoli, e la corazza con i maggiori mezzi di resistenza contro i fattori d'abbattimento e disperazione.

Perciò, se ci fosse qualcuno che dicesse: "In verità l'uomo è civile d'indole", allora dovremmo rispondergli: "In verità l'uomo è religioso di natura"[94], poiché l'uomo è caratterizzato da due facoltà: una facoltà conoscitiva teorica, e una facoltà applicativa volontaria, e la sua felicità completa è legata alla completezza di entrambe, e la prima - cioè quella conoscitiva - non si realizza se non con la conoscenza di ciò che segue:

1-    La conoscenza di Iddio, il Creatore, il Sostentatore che ha dato origine all'uomo dal nulla e l'ha colmato di grazia.

2-    La conoscenza dei Nomi di Iddio e dei Suoi Attributi e la conoscenza di ciò che è obbligatorio nei Suoi confronti, gloria sia a Lui, e gli effetti di questi Nomi sui Suoi servi.

3-    La conoscenza della Via che conduce a Lui.

4-    La conoscenza degli ostacoli e degli intralci che impediscono il riconoscimento di questa strada, e dell'eccellente beatitudine che questa permette di raggiungere.

5-    La vera conoscenza di se stessi e quindi la conoscenza di ciò di cui si ha bisogno e di ciò che giova al proprio essere o lo danneggia, ed altrettanto la conoscenza dei propri pregi e difetti.

Conoscendo queste cinque realtà, l'individuo perfeziona la propria facoltà conoscitiva, e quest'ultima, assieme a quella applicativa, non si avverano se non osservando i Suoi diritti, gloria sia a Lui, sul servo e l’adempimento di questi con sincerità, veridicità, equità e obbedienza, e con testimonianza di gratitudine verso di Lui; e non vi è possibilità di completare queste due facoltà se non attraverso il Suo sostegno, in quanto il servo necessita di essere guidato sulla Retta Via sulla quale Egli ha guidato i Suoi alleati[95].

E dopo aver saputo che la religione autentica è il sostegno divino per le varie forze dell’individuo, occorre sapere che è altrettanto lo scudo di difesa per la società. Ciò perché la società umana non si stabilizza se non attraverso la cooperazione tra i suoi membri e questa cooperazione si può avverare soltanto con la presenza di un sistema che regoli i loro rapporti, determini le loro funzioni e garantisca i loro diritti. Pertanto, è indispensabile per questo sistema un'autorità esecutiva e scrupolosa che impedisca ai singoli di trasgredirlo, li faccia ambire alla sua conservazione, affermi la reverenza verso di esso e protegga dalla profanazione la sua sacralità. Ma qual è quest'autorità? Allora dico: non vi è sulla faccia della terra una potenza che possa competere con la potenza della religiosità e dell'osservanza per assicurare il rispetto del sistema, garantire la coesione, la stabilità della società e del suo organismo e il conseguimento delle cause della sicurezza e della tranquillità.

E il segreto sta nel fatto che l'essere umano si distingue dal resto degli esseri viventi giacché i suoi movimenti e i suoi comportamenti volontari sono asserviti al comando di un'essenza che non si vede e non si sente, ossia la dottrina della fede, che raffina lo spirito e purifica le membra, poiché l'uomo è sempre guidato da una dottrina, giusta o corrotta che sia: così se il suo credo è equo, si corregge in lui ogni cosa, mentre se questo è corrotto, si corrompe in lui ogni cosa.

E la dottrina e la fede sono i controllori personali dell'individuo e sono – come si può notare nel genere umano - di due tipi:

1-    La fede nel valore della virtù e della dignità umana e delle morali simili, le quali le anime nobili proverebbero disagio a violare, anche qualora fossero esenti da eventuali conseguenze esterne o perdite materiali.

2-    La fede in Iddio, gloria sia a Lui, che controlla ciò che è nascosto e conosce il segreto e il recondito. Trae la propria autorità dal Suo ordine e divieto e in essa i sentimenti s'infiammano di pudore, per amore nei Suoi confronti o per timore, o per entrambi le ragioni; e non vi è dubbio che questo tipo di fede, sia tra i due il più forte nel dominio sull'ego e il più consistente nella resistenza contro le inclinazioni e i capricci delle emozioni, ed altrettanto quello che permea più rapidamente i cuori delle masse e dei singoli.

Perciò la religione rappresenta la miglior garanzia per fondare i rapporti tra le persone su basi di giustizia ed equità, ed è una necessità sociale. Pertanto non c'è da sorprendersi del fatto che la religione rappresenti per la comunità ciò che il cuore rappresenta per il corpo[96].

Poiché la religione occupa generalmente questa rilevanza, di conseguenza si può notare la molteplicità di religioni e credenze nel mondo, e il fatto che ogni popolo sia soddisfatto ed attaccato alla propria.

Ma allora qual è la vera religione che consente all'anima umana di raggiungere ciò a cui aspira? E quali sono i criteri che la contraddistinguono?

 I Criteri della Vera Religione

Ogni credente crede che la sua fede sia quella autentica e ciascun seguace di una religione è convinto che la sua sia quella migliore e quella di metodologia più retta. E se chiedi ai seguaci delle religioni alterate o a quelli delle ideologie umane razionalistiche circa la prova della loro credenza, noti che la motivano col fatto di aver trovato i loro padri su quella strada e di aver ricalcato le loro orme. Poi capita che citino racconti e notizie infondate, di contenuto discutibile e confutabile e si basino su libri tramandati che non si sa da chi siano stati scritti o le cui parole da chi siano state dette, e a volte non si conosce nemmeno in quale lingua siano stati stesi la prima volta o in che paese siano stati rinvenuti. In realtà, non sono altro che antologie raccolte, poi esaltate e infine date in eredità di generazione in generazione, senza un'indagine scientifica che ne analizzi la trasmissione e ne inquadri il testo. E questi testi e racconti ignoti, assieme alla imitazione cieca non possono rappresentare motivazioni appropriate in campo religioso-dottrinale.

Possono dunque, tutte queste religioni manomesse e ideologie umane, considerarsi vere, oppure sono false?

Ѐ impossibile che siano tutte verità, poiché la Verità è solo una e non molteplice, e ugualmente non è possibile che tutte queste religioni distorte e credenze umane provengano tutte da Iddio e che siano vere.

Ma dal momento che sono varie – e la Verità è solo una – quale di queste è quell'autentica?

Da qui emerge la necessità della presenza di criteri attraverso i quali distinguere la religione vera da quella falsa, e nel momento in cui s'individuano questi requisiti in una determinata religione, allora sappiamo che è quella giusta, mentre se vengono a mancare questi parametri, o solo uno di loro, allora sappiamo che è falsa.

I criteri con cui distinguere la vera religione da quella falsa:

Il primo: Che la religione provenga da Iddio e sia rivelata, tramite un angelo, ad un Messaggero affinché poi questi la trasmetta ai Suoi servi. Ciò perché la religione autentica è solo la religione di Iddio, ed è solo Lui che può sanzionare e presentare il resoconto alle creature nel Giorno della Resurrezione, sulla base appunto la religione che ha fatto loro pervenire. Disse l'Elevato: {Invero abbiamo rivelato a te come già rivelammo a Noè e ai Profeti dopo di lui. Abbiamo rivelato ad Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le tribù, Gesù, Giobbe, Giona, Aronne, Salomone e demmo a Davide il Salterio}[97]. E disse, gloria sia a Lui: {E non inviammo nessun Messaggero prima di te se non rivelandogli che invero non vi è Iddio all’infuori di Me, quindi adorateMi}[98]. Quindi di conseguenza, qualunque religione sia stata proposta da una persona che la attribuisce a se stesso e non a Iddio, allora è certamente una religione falsa.

Il secondo: Che richiami a riservare l’unicità a Iddio, gloria sia Lui, con l'adorazione, e interdica l'idolatria e i mezzi che conducono ad essa. Ciò perché il richiamo al Monoteismo è la base del richiamo di tutti i Profeti e Messaggeri, e ciascun Profeta diceva al suo popolo: {[…] adorate Iddio! Non avete alcun dio all'infuori di Lui […]}[99]. Di conseguenza, qualunque religione preveda l’idolatria e renda a Iddio consoci quali Profeti, angeli o santi, allora è una falsa religione, seppure i suoi sostenitori si spaccino per seguaci di uno dei Profeti.

Il terzo: Che corrisponda ai fondamenti ai quali hanno richiamato i Messaggeri, come il culto esclusivo per Iddio, il richiamo al Suo sentiero, il divieto dell'idolatria, della disobbedienza ai genitori, dell'uccisione di alcuno senza diritto, l'interdizione delle turpitudini, palesi o nascoste che siano. Disse l'Elevato: {E non inviammo nessun Messaggero prima di te se non rivelandogli che invero non vi è Iddio all’infuori di Me, quindi adorateMi}[100], e disse: {Dì: "Venite che vi recito ciò che il vostro Signore vi ha interdetto [ordinando]: che non Gli associate alcunché e dei genitori [abbiate] benevolenza, e che non uccidiate i vostri figli a causa della povertà - di certo Noi provvederemo a voi e a loro; e che non vi avviciniate alle turpitudini, palesi o nascoste che siano; e che non uccidiate l'anima che Iddio ha reso interdetta, purché non ve ne sia diritto. Ecco a voi ciò che vi ha raccomandato, affinché comprendiate}[101]. E disse: {E chiedi a chi inviammo prima di te dei Nostri Messaggeri. Stabilimmo forse divinità da adorare all'infuori del Misericordioso?}[102].

Il quarto: Che non sia contraddittorio e differente nelle sue parti, ovvero che non ordini qualcosa e poi lo contraddica con un altro ordine, o che proibisca qualcosa e in seguito permetta ciò che è simile senza una motivazione valida, o non proibisca qualcosa, oppure la legittimi, per qualcuno proibendolo per qualcun altro Disse l'Elevato: {Non meditano forse sul Corano? Se provenisse da altri che Iddio, vi avrebbero trovato molte contraddizioni}[103].

Il quinto: Che la religione preveda ciò che è atto a proteggere alle persone la loro fede, il loro onore, i loro beni, le loro vite e la loro prole, tramite le disposizioni, i divieti, la disciplina e la morale che permettono di conservare queste cinque in toto.

Il sesto: Che la religione sia misericordia per le creature e che impedisca l'ingiustizia che potrebbero compiere contro se stesse o reciprocamente, e ciò sia che l'iniquità riguardi la violazione di diritti o il monopolio dei beni, sia che riguardi lo sviamento degli umili a causa dei notabili. Disse Iddio a proposito della misericordia che era contenuta nella Torah che fece scendere su Mosè (che Iddio lo preservi): {E quando si acquietò la collera di Mosè, raccolse le tavole i cui testi contenevano guida e misericordia per coloro che dal loro Signore sono atterriti}[104], e disse Iddio a proposito del conferimento [della missione profetica] a Gesù, che Iddio lo preservi: {[…]e sicché renderlo un segno per le genti, e misericordia […]}[105] e disse il Misericordioso a proposito di Sāliĥ (che Iddio lo preservi): {Disse: "O popol mio, cosa dite, se mi basassi su un’evidenza proveniente dal mio Signore e mi avesse Lui dato la misericordia […]}[106] e disse: {E facciamo scendere del Corano ciò che è cura e misericordia per i fedeli […]}[107].

Il settimo: Che preveda la guida alla Legge di Iddio, indichi alla persona cosa Iddio si aspetta da lui e lo informi da dove è venuto e quale sarà la sua destinazione. Disse l'Elevato descrivendo la Torah: {Invero abbiamo fatto scendere la Torah e in essa guida e luce […]}[108] e disse del Vangelo: {[…] e gli demmo il Vangelo, in esso guida e luce […]}[109] e disse del Nobile Corano: {Egli è Colui che inviò il Suo Messaggero con la guida e la vera religione […]}[110]. Pertanto la vera religione è quella che detiene la guida per ordinamento divino e procura all'anima sicurezza e tranquillità, giacché respinge qualsiasi sussurro [demoniaco], risponde a qualsiasi perplessità e chiarisce qualsiasi dubbio.

L'ottavo: Che richiami alle nobili opere e morali come la sincerità, la giustizia, l'onestà, il pudore, la castità e la generosità; e che proibisca quelle malvagie come la disubbidienza ai genitori, l'omicidio, la turpitudine, la menzogna, l'ingiustizia, la prevaricazione, l'avidità e l’immoralità.

Il nono: Che realizzi la felicità per chi vi presta fede. Disse l'Elevato: {Ta-Ha, non abbiamo fatto scendere su di te il Corano perché tu ti affligga}[111]. Che sia coerente con la giusta natura primordiale: {[…] la naturale primordiale sulla quale Iddio ha creato la gente […]}[112], e che sia ugualmente coerente con l’intelletto sano, poiché la religione autentica è la Legge di Iddio, e l’intelletto sano è creazione di Iddio ed impossibile che vi sia contraddizione tra l’ordinamento di Iddio e la Sua creazione.

Il decimo: Che indichi il vero e metta in guardia dal falso; richiami alla guida e ammonisca riguardo alla deviazione; inviti la gente a quella Retta Via sulla quale non sono deviazioni né curve; Racconta Iddio dei jinn che quando sentirono il Corano dissero tra di loro: {O popol nostro, invero abbiamo sentito [recitare] un libro fatto scendere dopo Mosè, confermante ciò che l'ha preceduto, che guida alla Verità e alla Retta Via}[113]; quindi che non li richiami a ciò che causa loro afflizione: {Ta-Ha, non abbiamo fatto scendere su di te il Corano perché tu ti affligga}[114]; e non gli ordini nulla che conduca a rovina: {[…] e non uccidete voi stessi, invero Iddio è con voi misericorde}[115]; e non discrimini i suoi seguaci a causa di sesso, colore o tribù: {O gente! Invero vi abbiamo creato da maschio e femmina e vi abbiamo reso popoli e tribù affinché vi conosceste. Invero, presso Iddio, il più nobile di voi è il più timorato. Invero Iddio è onnisciente, beninformato}[116]. Così l'unico parametro considerato per definire la nobiltà nella vera religione è il timore di Iddio.

E dopo aver esposto i criteri con cui distinguere la religione vera da quella falsa – attestando il tutto con ciò che è giunto nel Nobile Corano che dimostra come questi siano requisiti generali comuni tra tutti i Messaggeri veritieri inviati da Iddio - è opportuno mostrare le categorie delle religioni.


 Le Categorie delle Religioni

L'umanità si divide, per quanto riguarda le loro religioni, in due categorie:

-  Una categoria che possiede una rivelazione da parte di Iddio, come i giudei, i nazareni e i musulmani.  I giudei e i nazareni però, a causa della loro incuria circa ciò che fu dettato a loro, a causa della loro esaltazione di individui presi poi come signori all’infuori di Iddio e a causa del lungo tempo trascorso dal primo patto, persero i Libri che Iddio fece scendere sui Profeti a loro inviati. Così i loro sacerdoti scrissero per loro scritture asserendo che fossero state inviate da Iddio, mentre non erano inviate da Iddio, ma erano solo personalizzazioni fatte da menzogneri e distorsioni fatte da fanatici.

Per quanto riguarda il Libro dei musulmani, il Nobile Corano, è l'ultimo dei Libri divini rivelati ed il più autentico nel suo contenuto.

Iddio Stesso ne ha garantito la conservazione senza delegare agli uomini quest'incarico. Disse l'Elevato: {Invero Noi abbiamo fatto scendere il Monito e Noi ne siamo i protettori}[117]. Difatti il Corano è conservato nei petti e sulle righe, ed è l'ultimo Libro che Iddio ha riservato come la guida per l'umanità, e dopo il quale non concederà scusante alcuna sino alla venuta dell'Ora. Ha prestabilito la sua permanenza, e ha disposto in ogni epoca persone che osservano i suoi limiti e le sue parole, ne applicano le disposizioni e vi prestano fede.

Ulteriori dettagli circa questo magnifico Libro saranno esposti nel paragrafo successivo[118].

-  Una categoria di religiosi che non possiedono un libro rivelato da Iddio, sebbene abbiano comunque un libro ereditato, attribuito al fondatore della loro religione come gli induisti, i magi, i buddisti, i confuciani e come gli arabi prima dell'avvento del Profeta Muĥammad  [].

E non vi è nazione sennonché abbia conoscenza teorica e mezzi pratici attraverso i quali giungere al proprio interesse mondano. E questa consuetudine fa parte della guida generale che Iddio ha posto in ogni persona, perfino in ogni animale. Nota, infatti, come abbia guidato l'animale a procurarsi ciò che gli giova in termini di cibo e di bevanda, e ad evitare ciò che gli nuoce e ha creato in lui l'amore per la prima cosa e l'avversione per la seconda. Disse l'Elevato: {Glorifica il nome del tuo Signore, il Supremo, Colui che ha creato e quindi plasmato, e Colui che ha decretato e quindi guidato}[119] e disse Mosè al Faraone come ha riferito Iddio nel Corano: {[…] il nostro Signore che ha assegnato ad ogni cosa la sua peculiare creazione e poi l'ha guidata}[120]. E disse Abramo: {Colui che mi ha creato e quindi mi guida}[121] [122].


Ed è noto ad ogni persona intelligente- che possiede quindi un minimo di senso critico e riflessione - che coloro che professano una religione sono superiori nelle scienze benefiche e nelle opere buone, in misura maggiore rispetto a coloro che invece non ne professano alcuna; e tra i religiosi, non vi è alcun bene che i non musulmani possiedano, senza che questo sia presente nell'Islām in misura più completa, e similmente, la gente delle religioni possiede ciò che non hanno gli atei. Difatti le scienze e le opere sono di due tipi:

Il primo tipo: quelle razionali, dedotte attraverso la ragione come la matematica, la medicina, l’industria, e queste questioni sono padroneggiate sia da coloro che seguono una religione sia da coloro che non ne seguono, e in esse questi ultimi sono addirittura più progrediti. Mentre ciò che non si può cogliere attraverso la semplice ragione, come la teologia e le scienze religiose, rappresentano peculiarità riservate unicamente a chi professa una fede. In queste ultime dottrine, vi sono questioni che possono essere colte tramite deduzioni logiche, e a tal proposito i Messaggeri hanno guidato ed insegnato alle creature l'utilizzo della ragione per raggiungerle, quindi rappresentano dimostrazioni di natura logico-religiosa.

Il secondo tipo: ciò che non può essere conosciuto se non attraverso le notizie dei Messaggeri. Questo tipo di conoscenza quindi non può essere colto tramite la ragione, e comprende tematiche come la conoscenza di Iddio, i Suoi Nomi e Attributi, ciò è stato predisposto nell'Aldilà in beatitudine per chi Gli ubbidisce, e in tormento per chi Gli disubbidisce, l'enunciazione delle Sue ingiunzioni, le notizie relative ai Profeti precedenti con i loro popoli[123].

 La Condizione delle Religioni Attuali

Le grandi religioni, con le loro pagine vetuste ed ordinamenti antichi, sono diventate facile preda di persone frivole e fraudolente, balocchi tra le mani di manipolatori e ipocriti, oggetto di sanguinosi episodi e gravi calamità, finché hanno perso il loro spirito e la loro forma, tanto che se risorgessero ora i loro primi seguaci e i Messaggeri incaricati di trasmetterle, le rinnegherebbero e le disconoscerebbero.

Il Giudaismo[124] oggigiorno è diventato un insieme di riti e tradizioni, senza spirito e vitalità ed è - a prescindere da questo – una religione a base etnica, riservata a un determinato popolo. Non porta alcun messaggio per il mondo, né richiamo per i popoli e nemmeno misericordia per l'umanità. È stata infettata nella sua dottrina originale, che rappresentava il vessillo con il quale si distingueva tra le religioni e le nazioni, e in cui era contenuto il segreto della sua nobiltà, cioè il principio del Monoteismo che Abramo raccomandò ai suoi figli, e lo stesso fece Giacobbe. Gli ebrei adottarono molte credenze dei popoli corrotti con cui confinavano o sotto il dominio dei quali vivevano, introducendo quindi molte delle usanze e delle tradizioni pagane. Questa realtà è stata confermata da imparziali storici ebrei com'è riportato nella "Enciclopedia Ebraica" approssimativamente ciò che significa: "Invero la collera dei Profeti e la loro ira contro l'adorazione degli idoli indica che il culto degli idoli e degli dèi era ormai penetrato nelle anime degli israeliti e che avevano accettato credenze politeistiche e mitologiche. Anche il Talmud testimonia che l'idolatria attraeva in modo particolare gli ebrei"[125].

E il Talmūd[126] babilonese – che gli ebrei esagerarono nel santificare, preferendolo a momenti alla Torah e che si diffuse tra gli ebrei nel sesto secolo d.C. e che contiene discorsi stravaganti che evidenziano leggerezza d'intelletto e assurdità di parola, giungendo addirittura all'insolenza nei riguardi di Iddio, con alterazione dei fatti e dileggio della religione e dell'intelletto – dimostra qual era il grado di degenerazione mentale e di corruzione del sentimento religioso raggiunto dalla comunità ebraica in quel secolo[127].

Il Cristianesimo[128] invece è stato afflitto da distorsioni di estremisti e interpretazioni di ignoranti e dal paganesimo dei romani convertitisi[129] sin dai suoi albori, diventando tutto ciò macerie sotto le quali furono sepolti i magnifici insegnamenti di Cristo. Si spense così la luce del Monoteismo e la sincerità di culto verso Iddio dietro a queste dense nubi.

Racconta uno scrittore nazareno circa la misura in cui è penetrato il credo della "trinità" nella società cristiana a partire dalla fine del IV secolo d.C. dicendo: «La convinzione che il Dio Unico sia composto da tre persone è penetrata nelle viscere della vita del mondo cristiano e nel suo pensiero a partire dall'ultimo quarto del IV secolo diventando poi credenza ufficiale riconosciuta in tutte le parti del mondo cristiano, e non fu svelato nulla riguardo lo sviluppo del concetto di "trinità" e il suo segreto se non nella seconda metà del diciannovesimo secolo d.C. »[130].

Un contemporaneo storico nazareno discute in un libro intitolato “The History of Christianity in the Light of Modern Knowledge”[131], circa l'apparizione del paganesimo nella società nazarena nei suoi diversi aspetti e variegate tinte, e l'artificiosità con cui vennero adottati i riti, i costumi, le feste e gli eroi pagani di nazioni e religioni intrise di idolatria a causa di imitazione, ammirazione o ignoranza, dicendo: «Il paganesimo terminò ma non fu completamente eliminato, bensì permeò le anime, e tutto continuò in nome del cristianesimo e sotto la sua copertura. Difatti quelli che eliminarono ed abbandonarono le proprie divinità e i propri eroi prendevano il loro martire e gli assegnavano i titoli dei loro idoli, poi gli erigevano una statua e così si trasferì quest'idolatria e questo culto delle statue a quei martiri locali, e non terminò questo secolo se non dopo che si fu diffusa tra di loro l'adorazione dei martiri e dei beati e si formò una nuova dottrina, quella secondo la quale i santi assumerebbero attributi divini; così quei beati e santi divennero creature intermediarie tra Iddio e l'uomo. Furono ugualmente sostituiti i nomi delle festività pagane con nuovi nomi, fintantoché, nel 400 d.C., l'antica Festa del Sole fu mutata nella festività del Natale di Cristo»[132].

I magi invece, erano conosciuti sin dai tempi antichi per il culto degli elementi naturali e special modo del fuoco, che giunsero alla fine ad adorare, erigendo per esso altari e templi, e si diffusero "i templi del fuoco" in tutto il paese, tantoché tutte le fedi e le religioni scomparvero tranne appunto il culto del fuoco e la venerazione del sole. Così la religione divenne per loro un insieme di rituali e pratiche tradizionali da professare in determinati luoghi[133].

Descrive l'autore di "L’Iran sous les Sassanides", il danese Arthur Christensen, la classe dei capi religiosi e le loro funzioni, dicendo: "Era obbligatorio per quei funzionari adorare il sole quattro volte al giorno, oltre al culto della luna, del fuoco e dell'acqua. Inoltre avevano l’obbligo di non lasciare che il fuoco si spegnesse, che acqua e fuoco non venissero a contatto tra di loro e che il metallo non arrugginisse, in quanto il metallo per loro era ritenuto sacro"[134]. Inoltre furono soggetti in tutte le epoche al dualismo che divenne la loro peculiarità, e credettero così nella coesistenza di due divinità: la luce, o il bene, o ciò che chiamano "Ahura Mazdā" o "Yazdan" e le tenebre, o il dio del male, ovvero "Ahreman". Due divinità tra cui c’è conflitto e guerra continua[135].

Il Buddismo invece, diffuso in India e in Asia centrale, è una religione di culto delle statue, che sono portate ovunque. Così vengono costruiti templi ed erette statue di “Buddha” ovunque giungano e risiedano i suoi seguaci[136].

Il Bramanesimo, invece, è una religione dell'India famosa per la molteplicità degli idoli e delle divinità, e la loro idolatria raggiunse il suo culmine nel VI secolo d.C. quando il numero delle loro divinità arrivò a 330 milioni[137]. Infatti considerarono ogni cosa stupenda, meravigliosa e benefica come idolo da adorare e di conseguenza si sviluppò la produzione della scultura di statue in quest'epoca e si applicarono con creatività gli scultori.

Dice lo scrittore indiano C. V. Vaidya nel suo libro “History of Medieval Hindu India” mentre descrive l'epoca del re Harash (606-648 dC), che è quella che segue l'avvento dell'Islām in Arabia: «L'Induismo e il Buddismo sono due religioni politeistiche allo stesso modo, e può darsi anche che il buddismo abbia superato l'induismo nello sprofondamento nel politeismo. L'origine di questa fede – il buddismo - iniziò con la negazione dell'esistenza di Iddio, ma col tempo fu adottato “Buddha” come idolo maggiore e poi gli sono state affiancate altre divinità come i "Bodhisattva". Così si diffuse in India il culto delle statue fino a che il nome “Buddha” divenne sinonimo di “idolo” o “statua” in alcune lingue orientali. E non vi è dubbio che il politeismo fosse sparso in tutto il mondo contemporaneo, difatti l'intero globo, dall'oceano Atlantico a quello Pacifico, era immerso nell'idolatria, e sembrava che tra il Cristianesimo, le religioni semitiche e il Buddismo ci fosse una competizione nella glorificazione e santificazione degli idoli che apparivano come cavalli da corsa che correvano in un unico circuito»[138].

Dice un altro induista, nel suo libro intitolato “Popular Hinduism”[139], che il processo di creazione di dèi non terminò a questo punto, bensì continuarono ad aggiungersi divinità minori nelle diverse epoche in questo “complesso divino”, in gran numero finché questa schiera raggiunse un numero oltre ogni limite o conteggio[140].

E questa è la condizione delle religioni, mentre nei paesi civilizzati si sono stabiliti governi potenti e si sono diffuse moltissime scienze diventando poi culle di civiltà, industrializzazione e arte, ma le religioni sono svanite e hanno perso la loro venerabilità e la loro influenza. Sono spariti i riformatori e si sono eclissati i maestri. Il richiamo all'ateismo è ormai praticato pubblicamente, la corruzione è ovunque diffusa e i normali stili di vita, considerati modelli a cui tendere, si sono alterati, giungendo al punto in cui l'uomo ha perso il proprio valore anche dinanzi a se stesso. Così è aumentato il numero dei suicidi, si sono spezzati i legami familiari e si sono sciolti i rapporti sociali. Le cliniche psichiatriche sono intasate da folle di pazienti e si sono stabiliti mercati d'indovini e stregoni. L'uomo ha ormai provato ogni piacere e ha seguito ogni novità, desideroso di dissetare il proprio spirito, di curare la propria anima e rasserenare il proprio cuore. Ma non avranno effetto tutti questi piaceri, ideologie e teorie nel raggiungere questo fine, pertanto quest'afflizione d'animo e tormento spirituale non cesseranno fino a quando l’uomo non stabilirà un rapporto col proprio Creatore, adorandoLo nel modo di cui Si compiace e per il quale ha inviato i Suoi Messaggeri. Disse Iddio, descrivendo la condizione di chi si discosta dal proprio Signore seguendo la guida di altri: {E chi si discosta dal Mio Monito, allora avrà vita angusta e sarà stipato cieco nel Giorno della Resurrezione}[141], e disse gloria sia a Lui, a proposito della sicurezza e della felicità dei fedeli in questa vita: {Coloro che hanno avuto fede e non avviluppano la loro fede con iniquità[142], son quelli che avranno la sicurezza[143] e sono guidati[144]}[145], e disse l'Eccelso: {Mentre coloro che saranno resi felici allora nel Paradiso [dimoreranno] in perpetuo, finché dureranno i cieli e la terra, eccetto ciò che il tuo Signore vorrà.

Un dono che non sarà spezzato}[146].

Se provassimo ora ad applicare i criteri che abbiamo citato in precedenza, noteremmo che a queste religioni – eccetto l'Islām - manca la maggior parte di essi, come emerge chiaramente da questa breve presentazione.

Tra l'altro, tutti questi culti mancano dell'elemento essenziale, cioè l’unicità riservata a Iddio, e i loro rispettivi seguaci hanno associato a Iddio altri dèi. Si nota altrettanto che queste religioni distorte non propongono alle persone una legge appropriata, adatta a ogni epoca e luogo, che preservi per la gente il proprio credo, il proprio onore, la propria prole, i propri beni e il proprio sangue. Inoltre, non gli indicano l'Ordinamento che Iddio ha stabilito e non gli provvedono serenità e felicità, dal momento che contengono contraddizioni e incoerenze.

Per quanto riguarda l'Islām invece, verrà esposto nei seguenti capitoli ciò che dimostra quanto questa sia effettivamente la vera e perpetua religione di Iddio e la fede di cui Si è compiaciuto e che ha approvato per l'umanità.

In conclusione di questa sezione è opportuno definire l'essenza della Profezia e i segni che la contraddistinguono, quindi la necessità di essa per il genere umano. Spiegheremo inoltre i fondamenti della missione dei Messaggeri e la realtà del Messaggio conclusivo ed eterno.


 La Realtà della Profezia

In verità, la più grande realtà che l'uomo è tenuto a comprendere in questa vita è la conoscenza del proprio Signore che gli ha dato origine dal nulla e l'ha colmato di grazie, e che il fine per cui Iddio ha creato le creature è l'adorazione esclusiva per Lui.

Ma in che modo l'uomo ha possibilità di conoscere il proprio Signore in maniera corretta? E come può conoscere i propri diritti e doveri, e come adorare Iddio?

Invero, l'uomo ha possibilità di trovare chi può assisterlo nelle vicissitudini della vita, provvedere ai suoi bisogni come la cura di una malattia procurandogli una medicina, aiutarlo a costruire una casa e così via, ma non potrà trovare nella gente comune chi è in grado di fargli conoscere il suo Signore e mostragli le modalità con cui adorarLo. Questo perché la mente dell’uomo non è in grado di definire in modo autonomo la volontà di Iddio nei suoi confronti, e ciò a causa della sua debolezza: difatti non è nemmeno in grado di percepire la volontà di un proprio consimile prima che questi lo informi a riguardo, come potrebbe quindi percepire autonomamente la volontà di Iddio? In realtà, questa missione è riservata ai Messaggeri e ai Profeti prescelti da Iddio per trasmettere il Messaggio- e affidata dopo di loro a rette guide, eredi dei Profeti, portatori della loro metodologia e ricalcanti le loro orme- che ne comunicano quindi il Messaggio, poiché gli uomini comuni non potrebbero ricevere in modo diretto da Iddio e nemmeno ne sarebbero in grado.


Disse l'Eccelso: {E non è stato [dato] ad alcun uomo che Iddio gli parlasse se non tramite rivelazione, da dietro un velo o inviando un Messaggero che gli riveli col Suo permesso ciò che vuole. Invero è Altissimo e Saggio}[147].

Quindi è indispensabile la presenza di un mediatore e di un ambasciatore che comunichi le disposizioni di Iddio ai Suoi servi, e questi mediatori ed ambasciatori sono appunto i Messaggeri e Profeti. Dunque, l'angelo reca il Messaggio divino al Profeta che in seguito lo comunica alla gente. L'angelo però non reca messaggi agli uomini in modo diretto poiché il mondo degli angeli si distingue per sua natura da quello degli uomini.

Disse l'Elevato: {Iddio presceglie Messaggeri tra gli angeli, e [ugualmente] tra gente […]}[148]. Disse il Misericordioso: {E non inviammo prima di te [o Muĥammad] se non uomini ai quali abbiamo rivelato[…]}[149] e disse: {E non inviammo Messaggero alcuno se non nella lingua del suo popolo affinché esplicasse loro [la rivelazione]}[150].

Questi Messaggeri e Profeti si distinguono per la perfezione dell'intelletto, l'integrità della natura primordiale, la veridicità nel detto e nelle opere, la fedeltà nel trasmettere ciò che gli è stato affidato, l'immunità da tutto ciò che potrebbe macchiare la condotta umana, la sanità corporale di contro alla deformità fisica, per la quale la natura prova normalmente avversione e ripugnanza[151].

Iddio li ha elevati nel loro spirito e nella loro morale, dunque sono gli uomini più completi, più puri d'animo e più generosi. Riunì in loro l'etica più nobile e l'eccellenza di condotta, combinando ad esempio la longanimità con la sapienza, la magnanimità e la generosità con la nobiltà, il coraggio con la giustizia, fino al punto che si distinsero in queste qualità dal resto della loro gente. Disse il popolo di Sāliĥ, come ci ha riferito Iddio nel Corano: {Dissero: “O Sāliĥ, invero avevamo in te speranza prima di questo. Vuoi forse tu impedirci di adorare ciò che adoravano i nostri padri?”}[152], e fu detto a Shu'ayb dal suo popolo: {[...] è forse il tuo culto che ti ordina di farci abbandonare ciò che adoravano i nostri padri o di non fare ciò che vogliamo dei nostri beni? Eppure dovresti essere proprio tu il longanime e il retto”}[153]. Ed era conosciuto Muĥammad [] nel suo popolo col titolo di "Al-Amīn" (Il fidato) già prima che gli venisse rivelato il Messaggio, e l'ha descritto il suo Signore dicendo: {E invero sei di una moralità sublime}[154].

Dunque sono loro i migliori tra le creature di Iddio. Li ha preferiti e prescelti per recare il Suo Messaggio e comunicarne ciò che gli ha dato in custodia. Disse l'Elevato: {Iddio sa dove porre il Suo Messaggio}[155], e disse: {Invero Iddio ha prescelto Adamo, Noè, la famiglia di Abramo e la famiglia di 'Imrān sul creato}[156].

E questi Profeti e Messaggeri, nonostante Iddio li abbia descritti con nobili qualità e sebbene fossero conosciuti per i loro eccellenti attributi, erano comunque umani, e quindi pativano ciò che patiscono il resto degli uomini: così si affamavano, si ammalavano, dormivano, mangiavano, si sposavano e morivano. Disse l'Eccelso: {Di certo morirai e invero anche loro sono mortali}[157], e disse: {E invero inviammo Messaggeri prima di te [o Muĥammad] e stabilimmo per loro spose e discendenti}[158]. Addirittura capitava che fossero perseguitati, uccisi o cacciati dalle loro case, disse l'Elevato: {E [ricorda] quando gli infedeli tramavano contro di te per imprigionarti o ucciderti o cacciarti, e così tramano ma anche Iddio trama, ma Iddio il migliore di coloro che tramano}[159].

Tuttavia la vittoria, il trionfo e il dominio spetterà a loro, in questo mondo e nell'Aldilà: {Di certo Iddio darà il trionfo a chi Lo farà trionfare}[160] e disse, gloria sia Lui: {Iddio ha decretato: "Invero prevarrò, Io e i Miei Messaggeri". Invero Iddio è Potente, Eccelso}[161].

 I Segni della Profezia

Dal momento che la Profezia rappresenta un mezzo per giungere alla conoscenza della Scienza più nobile e all'adempimento delle opere migliori, Iddio, gloria sia a Lui, per Sua misericordia, ha contraddistinto codesti Profeti con segni distintivi, attraverso i quali la gente potesse individuarli e riconoscerli – e difatti su tutti quelli che hanno intrapreso un richiamo appariva, tramite indizi ed eventi, ciò che confermava la veridicità di ciascuno nel caso fosse realmente veridico, e viceversa, la falsità nel caso fosse menzognero - e questi segni sono molti, cui più importanti sono:

1.    Che il Messaggero inviti al culto esclusivo di Iddio senza attribuirGli consocio alcuno, richiamando quindi all'abbandono dell'adorazione di tutto all'infuori di Lui. Ed è proprio questo il fine per cui Iddio ha dato origine al creato.

2.    Che inviti la gente a prestargli fede, a credergli e aa applicare ciò che è contenuto nel Messaggio con cui è giunto. Infatti Iddio ordinò al Suo Profeta Muĥammad [] di dire: {“O gente, invero io sono un Messaggero di Iddio per voi tutti”}[162].

3.    Che sia sostenuto da Iddio attraverso le varie forme di evidenze proprie della Profezia, tra cui segni che il Profeta mostra e che il suo popolo non è in grado di rinnegare o di riprodurre alcunché di simile. Ne è un esempio la prova con cui giunse Mosè [] quando il suo bastone si trasformò in serpente; la prova di Gesù [] quando guariva i ciechi e i lebbrosi col permesso di Iddio, ed altrettanto la prova di Muĥammad [] che giunse col Nobile Corano nonostante fosse analfabeta e illetterato, e molti altri segni profetici.

E tra questi segni vi è la chiara Verità con la quale giungevano i Profeti e i Messaggeri e che i loro stessi avversari non erano in grado di smentire o rinnegare, anzi sapevano che ciò che i Profeti avevano recato era la Verità che non poteva essere confutata.

E tra questi segni vi sono pure i requisiti perfetti, le caratteristiche migliori e le più nobili qualità e morali con le quale Iddio distingue i Suoi Profeti.

E tra questi segni vi è il trionfo che Iddio concede loro contro i Suoi avversari e la superiorità che accorda al Messaggio al quale richiamano.

4.    Che il suo Messaggio concordi nei suoi fondamenti con quelli cui hanno richiamato i Messaggeri e i Profeti[163].

5.    Che non richiami al culto di se stesso o che gli sia indirizzato qualsivoglia atto di culto, o che richiami all'esaltazione della propria tribù o della propria gente. Iddio ordinò al Suo Profeta Muĥammad [] di dire alla gente: {Dì: “Non vi dico di possedere le dispense di Iddio, né di conoscere l'ignoto e nemmeno di essere un angelo. Invero non seguo altro che ciò che mi viene rivelato”}[164].

6.    Che non chieda alla gente nulla delle cose materiali in cambio del suo richiamo. Raccontò Iddio a proposito dei Suoi Profeti, Noè, Hūd, Sālih, Lūt, Shu'ayb – che Iddio li elogi e li preservi - che tutti dissero ai loro popoli: {Non vi chiedo per questo ricompensa alcuna, invero la mia ricompensa non l'aspetto che dal Signore dei mondi}[165]. E disse Muĥammad [] al suo popolo per ordine del Suo Signore: {Dì: “Non vi chiedo per questo ricompensa alcuna e non faccio parte degli impostori”}[166].

E questi Messaggeri e Profeti, di cui abbiamo ricordato qualcosa sugli attributi e i segni delle loro Profezie, furono numerosissimi. Disse l'Eccelso: {In verità, in ogni comunità abbiamo inviato un Messaggero con: “Adorate Iddio e appartate i prevaricatori”}[167].

L'umanità ha saggiato la felicità con il loro avvento e la storia li ha celebrati registrando le loro notizie, e sono stati trasmessi in larga misura i loro ordinamenti religiosi e la testimonianza del fatto che rappresentino veridicità e giustizia. Allo stesso modo sono state tramandate eccezionalmente le notizie del trionfo con cui Iddio li sostenne, e che mandò invece in rovina i loro nemici, come fece col diluvio contro il popolo di Noè, l'annegamento del Faraone e il tormento sul popolo di Lūt.

Altrettanto manifesta è la vittoria di Muĥammad [] sui suoi nemici e la peculiare diffusione della sua religione. E chi è informato di tutto ciò sa con certezza che essi giunsero solo con il bene e la guida ed indicarono all'umanità tutto ciò che potesse giovarle e ammonendola quindi da tutto ciò che potesse nuocerle. Il primo di questi fu Noè e l'ultimo fu Muĥammad [].

 Il Bisogno degli uomini dei Messaggeri

I Profeti sono gli inviati di Iddio per i Suoi servi, ai quali trasmettono i precetti divini e danno la buona novella della beatitudine che Iddio ha predisposto per chi di loro osserva i Suoi ordini, e li ammoniscono circa il tormento permanente se disubbidiscono, e raccontano loro le notizie dei popoli precedenti e di ciò che subirono come pena e castigo a causa della loro violazione delle prescrizioni del loro Signore.

E siccome questi comandamenti divini, ordini e divieti, non possono essere conosciuti dalla ragione umana in modo autonomo, Iddio ha perciò stabilito gli ordinamenti e prescritto le disposizioni per onorare l'umanità e per preservare i suoi interessi. Ciò perché le persone potrebbero inclinare alle proprie passioni, violando di conseguenza le interdizioni e prevaricando le altre persone, usurpandone quindi i diritti. Perciò rappresenta una suprema saggezza, il fatto che Iddio inviasse tra gli uomini, tra un’epoca e l'altra, Messaggeri che ricordassero loro gli ordini di Iddio, e li mettessero in guardia dal cadere nel peccato, predicando tra di loro discorsi edificanti nei quali esponevano vicissitudini di generazioni passate. Notizie sorprendenti e concetti straordinari che quando raggiungono l'udito e risvegliano la mente, colmano gli intelletti così da innalzarli in sapienza, procurandogli inoltre la corretta percezione. Difatti le persone che ascoltano di più sono quelle che possiedono pensieri più profondi, e quelle con pensieri più profondi sono le persone di maggior riflessione, e quelle di maggior riflessione sono le persone di maggior sapienza, e quelle di maggior sapienza sono le persone di maggior azione[168].

Disse Shaykh Al-Islām Ibn Taymiyyah[169], che Iddio abbia di lui misericordia: «[…] e il Messaggio è indispensabile affinché il servo migliori nella sua vita mondana e nella sua vita oltremondana, e come non sarà in grado di raggiungere l'integrità nell’Aldilà se non seguendo il Messaggio, allo stesso modo non avrà integrità nella sua vita in questo mondo se non seguendo il Messaggio. Infatti l'uomo necessita dell'ordinamento divino in quanto si trova tra due forze: una forza tramite la quale attira ciò che gli giova, e un’altra tramite la quale respinge ciò che gli nuoce, e la religione è la luce che mostra ciò che gli procura beneficio e ciò che gli arreca danno, in quanto è la luce di Iddio sulla Sua terra, la Sua giustizia tra i Suoi servi e la Sua fortezza in cui chi entra è al sicuro.

E non s'intende con ordinamento la distinzione tra il beneficio e il danno attraverso i sensi, poiché ciò accade agli animali - infatti l'asino e il cammello differenziano e distinguono l'orzo dalla sabbia - bensì la distinzione tra le opere che danneggiano chi le compie in questo mondo e nell'Aldilà e le opere che invece lo beneficiano in questo mondo e nell'Aldilà, come il beneficio della fede, del Monoteismo, della giustizia, della rettitudine, della carità, dell'onestà, della castità, del coraggio, della sapienza, della pazienza, dell'ordinare il bene e vietare il male, del mantenere i legami di sangue, della benevolenza coi genitori, della bontà coi vicini, del soddisfare i diritti del prossimo, della sincerità nel compiere le opere esclusivamente per Iddio, del riporre fiducia in Lui, del cercare in Lui l'aiuto, dell'accettazione degli eventi decretati, del sottomettersi al Suo giudizio, del crederGli e credere ai Suoi Messaggeri in tutto ciò di cui hanno informato, e di tutto il resto che rappresenta beneficio e moralità per il servo nel mondo terreno e nell’Aldilà. Mentre nel contrario di ciò vi è la sua miseria e il suo danno in questo mondo e nell’Aldilà.

E se non fosse per il Messaggio, l'intelletto umano non sarebbe stato in grado di giungere alla conoscenza dei dettagli di ciò che è giovevole e di ciò che è dannoso nella vita mondana. Quindi, tra le supreme grazie e i più grandi favori che Iddio abbia concesso ai Suoi servi, vi è il fatto che Egli abbia inviato a loro i Suoi Messaggeri e abbia fatto scendere su di loro i Suoi Libri e abbia mostrato a loro la Retta Via, altrimenti l'uomo sarebbe stato come bestiame o peggio ancora. Quindi chi accetta il Messaggio di Iddio e si conforma ad esso è tra i migliori della creazione, e chi invece lo respinge e se ne discosta allora è tra i peggiori della creazione ed è di status peggiore di quello del cane o del maiale e più spregevole di ogni vile.

Inoltre non potrebbe esserci permanenza per gli abitanti della terra senza la presenza degli effetti del Messaggio tra di loro, poiché qualora dovessero scomparire le tracce dei Messaggeri sulla terra e cancellarsi i riferimenti ai loro insegnamenti, allora in quel momento Iddio distruggerà il mondo celeste e quello terreno e innalzerà la Resurrezione.

E il bisogno che le genti della terra hanno dei Messaggeri non è come il loro bisogno del sole, della luna, del vento o della pioggia, e non è nemmeno come il bisogno che l'uomo ha della sua vita, né tantomeno come il bisogno che l'occhio ha della luce, o il corpo del cibo e della bevanda, bensì è ben maggiore di tutto questo e ne necessitano più di qualsiasi cosa si possa immaginare. I Messaggeri, che Iddio li elogi e li preservi, sono mediatori tra Iddio l'Eccelso e le Sue creature per ciò che riguarda il Suo ordine e il Suo divieto, e sono gli ambasciatori tra Lui e i Suoi servi. Il loro sigillo, il sommo di loro e il più nobile presso il suo Signore è Muĥammad , che Iddio elogi e preservi lui e così tutti loro. Iddio l'ha inviato come misericordia per le creazioni, lo ha reso prova sicura per gli incamminati e per tutte le creature. Ha reso obbligatoria l’ubbidienza a lui, l’amore per lui, il suo rispetto, il suo sostegno, e l'adempimento dei suoi diritti. Ha ugualmente stretto il patto e la promessa da parte di tutti i Profeti e Messaggeri di aver fede in lui e di seguirlo, e ha ordinato loro di stabilire il patto con i loro seguaci fedeli. L'ha inviato prossimo all'Ora, nunzio di buona novella, ammonitore e richiamante a Iddio e come lampada che illumina. Così ha ultimato tramite di lui il Suo Messaggio e ha guidato fuori dalla deviazione attraverso di lui, e ha insegnato tramite di lui in contrasto all'ignoranza, e ha aperto tramite il suo Messaggio occhi ciechi, orecchi sordi e cuori avviluppati, così il mondo albeggiò dopo le sue tenebre e i cuori si affiatarono dopo la loro divisione. Quindi ha rettificato tramite di lui le credenze distorte e ha reso palese attraverso di lui il Retto Sentiero limpido. Gli ha aperto il petto, l'ha liberato dal suo fardello e ha reso onorata la menzione del suo nome.

Ha predisposto l'umiliazione e la disgrazia a chi contraddice il suo ordine e l'ha inviato dopo un intervallo nella successione dei Messaggeri e dopo scomparsa dei Libri. In quei tempi le parole erano alterate, gli ordinamenti cambiati e ogni popolo sosteneva l'ingiustizia delle proprie congetture, sentenziava su Iddio e giudicava tra i Suoi servi in base alle sue passioni e verdetti corrotti. Allora, ha guidato tramite di lui le creazioni e ha reso nota attraverso di lui la via e tratto la gente dalle tenebre alla luce, e l'ha reso il discrimine tra la gente della buona riuscita da quella dell'immoralità.

Quindi, chi segue la sua guida sarà ben guidato e chi si discosta dal suo sentiero, allora si devia ed eccede. Che Iddio lo elogi e lo preservi e così il resto dei Messaggeri e Profeti»[170].


 Possiamo quindi riassumere le motivazioni del bisogno che l'uomo ha del Messaggio nei punti seguenti:

  1. Perché l'uomo è una creatura asservita e necessita della conoscenza del suo Creatore, della Sua Volontà nei suoi confronti e del motivo per cui l'ha creato. Tuttavia l'uomo non è in grado di conoscere tutto questo in modo autonomo e non vi è possibilità alcuna a riguardo se non attraverso i Profeti e i Messaggeri e attraverso la luce e la guida con cui sono giunti.
  2. Perché l'uomo è composto di corpo e spirito. Il nutrimento del primo avviene attraverso ciò che è disponibile di cibo e bevanda, mentre quello dello spirito gliel'ha predisposto Colui che l'ha creato, e consiste nella giusta religione e nell'opera buona. Così i Profeti e i Messaggeri sono giunti con la giusta religione e hanno indicato la pratica dell'opera buona.
  3. Perché l'uomo è religioso per natura e necessita quindi di una religione da professare. Perciò era indispensabile che questa religione fosse autentica e non vi è possibilità di giungere alla fede veridica se non attraverso la fede nei Profeti e Messaggeri e la fede in tutto ciò con cui sono giunti.
  4. Perché l'uomo ha bisogno di conoscere la via che lo conduce alla compiacenza di Iddio in questo mondo e al Suo Paradiso e alla Sua beatitudine nell'Aldilà, e non possono guidare su questa via e indicarla se non i Profeti e i Messaggeri.
  5. Perché l'uomo è debole di natura e molti nemici gli tendono insidie, dal diavolo che lo vuole ingannare, alle cattive amicizie che gli abbelliscono l'immoralità, all'anima che gli ordina il male. Perciò ha bisogno di ciò che lo preservi dalle trame dei suoi nemici, e certamente i Profeti e i Messaggeri lo hanno indirizzato nel migliore dei modi.
  6. Perché l'uomo è sociale per sua natura, perciò il suo incontro con le persone e la sua convivenza con loro necessita di un ordinamento affinché possano interagire con equità e giustizia – altrimenti la loro vita sarebbe come la vita nella giungla - ed è indispensabile che questo ordinamento conservi a ciascuno i propri diritti senza preferenze o negligenza, e nessuno è in grado di fornire una legge completa se non i Profeti e i Messaggeri.
  7. Perché ha bisogno di conoscere ciò che realizza la serenità e la quiete interiore e gli indichi le cause della vera felicità, e a ciò non possono indirizzare se non i Profeti e i Messaggeri.

E dopo aver chiarito le motivazioni del bisogno che l'umanità ha dei Profeti e Messaggeri, risulta opportuno trattare ciò che riguarda la destinazione finale, menzionando le prove e le testimonianze che ne confermano la realtà.


 Il Ritorno Finale

Ogni uomo sa con certezza che la sua morte è inevitabile, ma quale sarà il suo destino dopo la morte? Sarà tra i beati o tra i miserabili?

Invero tanti popoli e tante nazioni credono nella resurrezione dopo la morte e che saranno chiamati a rispondere delle loro opere, e quindi ricompensati nel bene se queste sono buone e nel male se sono cattive[171], e questi avvenimenti – la resurrezione e il resoconto – li conferma ogni mente sana e l'approvano le religioni divine, e si basa su tre principi fondamentali:

  1. La conferma dell'onniscienza del Signore, gloria sia a Lui.
  2. La conferma della Sua onnipotenza, gloria sia a Lui[172].
  3. La conferma della Sua perfetta saggezza, gloria sia a Lui.

 Molte sono le prove, testuali e logiche, che confermano questo ritorno finale, e tra queste:

  1. La dimostrazione attraverso la creazione dei cieli e della terra, per provare la risurrezione dei morti. Disse l'Elevato: {Non vedono forse come Iddio è Colui che creò i cieli e la terra e non si è stancato della loro creazione, è in grado di risuscitare i morti? Certo che lo è! Invero Egli è Colui che tutto può}[173], e disse: {Non è forse in grado, Colui che creò i cieli e la terra, di creare ciò che ne è simile? Certo che lo è! Invero Egli è il Creatore assiduo, l'Onnisciente}[174].
  2. La dimostrazione attraverso la Sua potestà di creazione del creato senza alcun modello precedente per provare della Sua potestà di ricreare [gli uomini] nuovamente dopo la loro morte. Difatti, chi è in grado di dare origine dal nulla è a fortiori in grado di riportare in vita. Disse l'Eccelso: {Ed Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi la reitera e ciò Gli è alquanto facile ed appartiene a Lui l'attributo più elevato}[175] e disse: {E ci ha definito tramite un paragone, dimenticando però la sua creazione. Disse: “Chi darà vita alle ossa quando saranno polvere?” Dì: “Le rivivificherà Colui che le ha originate la prima volta e che di tutte le creazioni è sapiente”}[176].
  3. La creazione dell’uomo nella miglior forma e in quest’immagine perfetta con le sue membra, le sue facoltà e i suoi attributi; la carne, le ossa, le vene, i nervi di cui è composto; gli orifizi, gli organi, le capacità comprensive, volitive e fattive e quant’altro rappresentano la miglior dimostrazione della Sua potestà di ricrearli nuovamente dopo la loro morte, gloria sia a Lui.
  4. Dimostrare attraverso la resurrezione dei morti avvenuta già nella vita terrena la Sua potestà di ricrearli nuovamente nella vita oltremondana. Sono, infatti, giunte le notizie nei Libri divini che Iddio ha rivelato ai Suoi Messaggeri di resurrezioni avvenute per mano di Abramo e Gesù (che Iddio li preservi) ed altri ancora, col permesso di Iddio.

5.       Dimostrare attraverso la Sua potestà di resuscitare i morti, circostanze simili a quelle del Giorno del Giudizio come l'ammassamento e resurrezione, tra le quali:

a)    Iddio crea l'uomo da una goccia di sperma che in precedenza era frammentata nel corpo, ed è perciò che tutte le membra partecipano del piacere del coito. Così Iddio riunisce dall’intero corpo questa goccia, che poi entrerà nella stabilità dell'utero dal quale prenderà poi origine l'uomo. Giacché queste parti erano divise e sono state poi riunite formando infine quest'individuo, nel momento allora in cui si divideranno nuovamente con la morte, cosa potrebbe impedirGli di raggrupparle un'altra volta? Disse l'Eccelso: {Non avete visto ciò che eiaculate? Siete forse voi che lo create oppure siamo Noi i suoi Creatori?}[177].

b)    I semi delle piante, nonostante la diversità delle loro forme, nel momento in cui cadono su un suolo fertile e vengono avvolti dalla terra e dall'acqua, rimangono conservati, eppure secondo la logica umana dovrebbero marcire e decomporsi - e per questo sarebbe sufficiente un solo elemento dei due, l'acqua o terra, e quindi a maggior ragione la loro combinazione – invece, quando aumenta l'umidità, ecco che il seme si spezza e ne esce la pianta. Non testimonia forse tutto ciò una potenza totale e una saggezza universale? Come si potrebbe quindi supporre che questo Iddio saggio e potente non sia in grado di raccogliere ogni parte ed unire tutte le membra? Disse l'Elevato: {Non avete visto ciò che coltivate? Siete forse voi che lo fate germinare, oppure siamo Noi i suoi germinatori?}[178] e in un versetto simile disse: {E vedi la terra morta, ma quando vi facciamo scendere l'acqua si scuote e prospera, e germoglia di ogni specie stupenda}[179].

6.       Invero il Creatore, il Potente, il Sapiente, il Saggio, è ben lontano dall'aver creato le creature invano per poi trascurarle, senza incarichi né resoconto. Disse, gloria sia a Lui: {E non creammo i cieli e la terra e ciò che vi è frammezzo senza motivo. Questa è la supposizione di coloro che hanno dichiarato infedeltà! Ma sciagura a coloro che hanno miscreduto, per il Fuoco [che li attende]!}[180]. Piuttosto, li ha creati per una motivazione importante e un fine nobile. Disse l'Elevato: {E non ho creato i jinn e gli uomini se non perché mi adorassero}[181]. Non si addice quindi a questo Dio saggio che siano equivalenti presso di Lui chi Gli ubbidisce e chi invece Gli disobbedisce; disse l'Elevato: {Trattiamo forse coloro che hanno avuto fede e compiuto le opere buone come i corruttori sulla terra? O forse trattiamo i timorati come i trasgressori?}[182]. Pertanto, la completezza della Sua saggezza e la magnificenza della Sua soggiogazione non potevano che indurre a suscitare la resurrezione delle creature nel Giorno del Giudizio, affinché venga ricompensato ciascun uomo secondo le proprie azioni, dunque premiato il benefattore e punito il malfattore; disse l'Eccelso: {Presso di Lui è il ritorno di tutti voi. La promessa di Iddio è certamente veridica. Invero Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi la reitera affinché ricompensi coloro che hanno avuto fede e compiuto il bene con equità, mentre coloro che non hanno avuto fede avranno bevanda di liquido bollente e doloroso tormento}[183].

 Pertanto la fede nel Giorno Ultimo – il Giorno della Resurrezione- ha molti effetti sull’individuo e sulla società, e tra questi:

1.    La perseveranza dell'individuo nell'ubbidienza a Iddio, poiché desideroso del premio serbato per quel Giorno, e l’impegno nell'allontanarsi dalla Sua disubbidienza per paura del castigo di quel Giorno.

2.    La fede nel Giorno Ultimo comporta consolazione per il fedele circa ciò che gli viene a mancare in termini di piaceri e delizie in questo mondo, per le delizie e piaceri a cui ambisce nell'Aldilà.

3.    Attraverso la fede nel Giorno Ultimo, l'uomo raggiunge la conoscenza di quella che sarà la sua destinazione dopo la morte e sa che ritroverà la giusta ricompensa delle sue azioni, e quindi ricambiato in bene qualora meritasse il bene, e in male qualora invece meritasse il male. Terrà presente il fatto che sarà convocato per un resoconto e che dovrà riscattarsi da chi ha subito ingiustizia da lui e che sarà interrogato riguardo ai diritti di ogni persona verso cui ha commesso torto o aggressione.

4.    La fede nel Giorno Ultimo scoraggia l'uomo dal compiere ingiustizia e dalla violazione dei diritti altrui. Dunque nel momento in cui le persone hanno fede nel Giorno del Giudizio, ciascuno sarà al sicuro dall'ingiustizia dell'altro e saranno preservati i diritti di tutti.

5.    La fede nel Giorno Ultimo fa sì che l'uomo consideri la dimora terrena come una delle fasi della vita e non come la totalità della vita.

Ed infine è opportuno concludere questo paragrafo con una citazione di conferma di un ex-cristiano americano, Win Bet, che prestava servizio in chiesa, poi convertitosi all'Islām, in cui si nota il frutto della fede nel Giorno del Giudizio. Infatti dice: «Invero ora conosco le risposte alle quattro domande che hanno occupato molto la mia vita e sono: "Chi sono?", "Cosa voglio?", "Perché ci sono?" e "Qual è il mio destino?"»[184].

 I Fondamenti del Richiamo dei Messaggeri

Tutti i Profeti e i Messaggeri sono d’accordo circa il richiamo a fondamenti universali[185] quali la fede in Iddio, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno Ultimo e nel Destino (nel suo bene e nel suo male); lo stesso circa l’ordine di adorare Lui unicamente senza attribuirGli consocio alcuno, la percorrenza del Suo Sentiero e la non percorrenza dei percorsi dissenzienti, l'interdizione delle quattro specie, che sono: le turpitudini, palesi o recondite che siano; il peccato; l’aggressione senza diritto; l’attribuzione di consoci a Iddio e l'adorazione di idoli e statue. [Sono altrettanto d’accordo circa] l’elevare Iddio dall’avere una compagna, o un figlio, o un consocio, o un compare, o un consimile e che venga detto di Lui senza diritto; la proibizione di uccidere i figli, la proibizione di uccidere un'anima senza diritto, la proibizione dell'usura e dell'appropriazione indebita dei beni dell'orfano; l’ordine di mantenere i patti, l'onestà nel pesare e quantificare le merci, il rispetto dei genitori, l'equità tra le persone, la veridicità nel detto e nell'azione, e la proibizione dello sperpero, l'arroganza e la sottrazione dei beni altrui ingiustamente.

Disse Ibn Al-Qayyim (che Iddio abbia di lui misericordia)[186]: «Tutti gli ordinamenti [divini] – nonostante fossero diversi – nei loro fondamenti sono concordi e la loro magnificenza è ben incisa nelle menti e se fossero stati diversi da come sono si sarebbero allontanati dalla saggezza, dal beneficio e dalla misericordia. Anzi, è proprio impossibile che possano giungere diversamente da come sono giunti: {E se la Verità seguisse le loro inclinazioni sarebbero andati in rovina i cieli, la terra e chiunque vi si trova}[187]. Come potrebbe essere ammissibile, per chi possiede un intelletto, respingere la Legge del più equo Giudice tra i giudici per qualcosa di contrario a ciò che stato tramandato?»[188].

Perciò la religione dei Profeti è una, come disse Iddio l'Elevato: {O Messaggeri! Mangiate di ciò che è lecito e operate il bene, invero so bene ciò che fate. In verità la vostra morale è una morale unica, e io sono il vostro Signore, quindi temeteMi}[189]. E disse anche: {Ha stabilito per voi come religione ciò che ha raccomandato a Noè, e così ciò che abbiamo rivelato a te [o Muĥammad ] e ciò che abbiamo raccomandato ad Abramo, a Mosè e a Gesù, cioè assolvete alla religione e non dividetevi in essa}[190].

Ciò che è inteso con religione è proprio la realizzazione da parte delle persone di ciò per cui sono state create, cioè l'adorazione del loro Signore, rivolgendola unicamente a Lui senza attribuirGli socio alcuno[191]. Così stabilisce per loro dei doveri da compiere, gli garantisce dei diritti e gli fornisce i mezzi che gli consentono di raggiungere questo fine, affinché avverino la compiacenza di Iddio e la felicità nelle due dimore (in questo mondo e nell'Aldilà), secondo una metodologia divina che non lascia l'uomo disperso in ogni direzione, o che venga colpita la sua personalità con la malattia dello sdoppiamento, una malinconia che lo induce infine al conflitto tra la sua natura primordiale, il suo spirito e l'universo che lo circonda.

Quindi, tutti i Messaggeri richiamano alla religione divina, che offre all'umanità la base dottrinale in cui avere fede, la disposizione sulla quale basare la propria vita. La Torah, infatti, conteneva dottrina e ordinamento, e la sua gente fu incaricata di attenersi ad essa nei loro giudizi. Disse l'Elevato: {Invero Noi abbiamo fatto scendere la Torah, fonte di guida e luce. Hanno giudicato tra i giudei con essa i Profeti che si sono sottomessi e così i rabbini e i sapienti}[192]. In seguito giunse Gesù [] col Vangelo, ugualmente fonte di guida e luce, e confermante la Torah che lo precedette. Disse Iddio: {E facemmo seguire sulle loro orme Gesù, figlio di Maria, confermante la Torah che l'ha preceduto, e gli demmo il Vangelo, fonte di guida e luce}[193].

Infine giunse Muĥammad [] con l'ordinamento finale e la religione completa, predominante sugli ordinamenti che l'hanno preceduto e confermante i Libri che l'hanno anticipato. Disse l'Elevato: {E ha fatto scendere su di te [o Muĥammad ] il Libro con la Verità, confermante i Libri che l'hanno preceduto e predominante su di questi. Quindi giudica tra di loro secondo ciò che Iddio ha fatto scendere su di te e non seguire i loro desideri tralasciando ciò che ti è giunto di Verità}[194].

E Iddio ha dimostrato, gloria sia a Lui, che Muĥammad  [] e i fedeli con lui, hanno avuto fede in questo proprio come ebbero fede i Profeti e i Messaggeri che li hanno preceduti, così disse: {Il Messaggero ha avuto fede in ciò che il suo Signore ha fatto scendere su di lui, e così i fedeli. Tutti hanno avuto fede in Iddio, nei Suoi angeli, nei Suoi libri e nei Suoi Messaggeri: “Non facciamo distinzione alcuna tra i Suoi Messaggeri” e dissero: “Abbiamo ascoltato e abbiamo obbedito. Il perdono tuo, nostro Signore, è presso di Te la destinazione”}[195].


 Il Messaggio Eterno[196]

Ciò che abbiamo esposto in precedenza circa lo stato del Giudaismo, del Cristianesimo, del Mazdeismo, dello Zoroastrismo e delle varie religioni politeistiche nel sesto secolo d.C., mostra la condizione dell'umanità[197], e come degenerano le condizioni politiche, sociali, economiche nel momento in cui degenera la religione. Difatti si diffusero sanguinose guerre, apparve la tirannia e l'umanità visse nelle tenebre più oscure e di conseguenza i cuori si offuscarono a causa del buio dell'infedeltà e dell'ignoranza. Si degradò ogni canone di moralità, fu violato ogni diritto e apparve la corruzione sulla terra e nel mare giungendo ad una condizione tale, che se una persona intelligente riflettesse a riguardo si accorgerebbe che l'umanità era ormai – in quell'epoca –  sul punto di morte e su una strada di non ritorno,  se Iddio non l'avesse salvata attraverso un magnifico riformatore giunto con il lume della Profezia e la fiaccola della guida per illuminarne il sentiero alle creature e guidarle sulla Retta Via.

Perciò in quei tempi Iddio decretò che albeggiasse l'eterna luce Profetica dalla Mecca onorata- dove ha sede la magnifica Casa- che tuttavia aveva una condizione simile a quello del resto dell'umanità in termini di idolatria, ignoranza, ingiustizia e tirannia, tranne che si distingueva dagli altri luoghi in molti aspetti, tra cui:


1.    Era un ambiente integro, non viziato dalle influenze della filosofia greca o romana o indiana, e i suoi singoli abitanti godevano di una sobria eloquenza, menti brillanti e talenti eccezionali.

2.    Cade proprio nel cuore del mondo, infatti si trova proprio al centro tra l'Europa, l'Asia e l'Africa, e ciò rappresenta un fattore importante in termini di velocità di diffusione e raggiungimento del Messaggio eterno in questi continenti in un breve periodo.

3.    È un luogo sicuro. Difatti Iddio la protesse quando Abraha[198] provò ad invaderla; non era un luogo ambito dagli imperi, romano e persiano, circostanti. Fu preservato perfino il suo commercio, nel nord e nel sud. Così era un ambiente adatto per l'invio di questo nobile Profeta. Iddio ha ricordato agli abitanti di quella terra, a proposito di questa grazia di cui li ha colmati, dicendo: {Non gli abbiamo forse dato il possesso di un santuario sicuro dove vengono riuniti frutti di ogni specie?}[199].

4.    Era un ambiente desertico che conservava molte virtù lodevoli come la generosità, la conservazione dei rapporti di vicinato, il riguardo per l'onore ed altre caratteristiche che hanno reso quella regione luogo adatto per la discesa del Messaggio eterno. Da questo magnifico posto e dalla tribù dei Coreisciti, famosa per l'eloquenza, la retorica e le nobili consuetudini, e dotata di onore e egemonia, Iddio ha prescelto il Suo Profeta [] perché fosse il sigillo dei Profeti e dei Messaggeri.

Nacque nel sesto secolo, nell'anno 570 d.C. circa. Crebbe orfano, infatti perse il padre quando ancora era nel grembo materno e non trascorse molto tempo che morì anche la madre e poi il nonno paterno a cui era stato affidato, così a sei anni raggiunse suo zio Abu Tālib che da quel momento se ne prese cura. Crescerà quindi orfano. Apparvero su di lui sin da subito i segni dell’intelletto e si distinse dal suo popolo nelle sue consuetudini, nei suoi atteggiamenti e nelle sue qualità. Non mentiva nei suoi discorsi e non causava danno a nessuno. Divenne famoso per la sua veridicità, castità e onestà così che molti del suo popolo si fidavano di lui a tal punto che gli lasciavano in custodia i loro beni di cui si prendeva cura proprio come si prendeva cura della propria persona e dei propri beni. Pertanto fu soprannominato "Al-Amīn" (Il Fidato).

Era così pudico che giammai apparve dinnanzi a qualcuno senza vestiti dopo la pubertà ed era onesto e timorato, e si addolorava nel vedere il suo popolo immerso nel culto delle statue, nel consumo di vino, nello spargimento di sangue. Perciò tendeva a condividere col suo popolo quelle opere di cui si compiaceva, isolandosi invece nei momenti di loro spudoratezza o trasgressione.

Sosteneva gli orfani e gli schiavi e sfamava i poveri, ma quando raggiunse l'età dei quarant'anni non sopportò più la corruzione che aveva intorno, perciò iniziò ad isolarsi per adorare il suo Signore domandandoGli la guida sulla Retta Via. Così, mentre si trovava in questo stato, ecco che scese a lui uno degli angeli con la rivelazione da parte del suo Signore, che gli ordinò di informare le genti di questa religione e di richiamarli all'adorazione del loro Creatore e all'abbandono del culto di tutto ciò che è all'infuori di Lui. Proseguì la discesa della rivelazione con gli ordinamenti e le norme giorno dopo giorno e anno dopo anno, fino a quando Iddio completò questa religione per l'umanità e li colmò col Suo Favore ultimandola. Così terminò anche la sua missione [] e con essa la sua vita.

Morì all'età di sessantatré anni, di cui quaranta prima della carica Profetica e ventitré da Profeta e Messaggero [].

Chi medita circa le condizioni dei Profeti e studia la loro storia, raggiunge la certezza che non vi è nessuna modalità attraverso la quale fu diffusa la Profezia di chiunque tra i Profeti senza che si sia verificata, e in misura maggiore, per confermare la Profezia di Muĥammad  [].

Se osservi infatti il modo in cui è stata tramandata la Profezia di Mosè e Gesù (che Iddio li preservi) noteresti che ciò è avvenuto tramite tramite un numero di persone non quantificabile, e che la larga diffusione con cui è stato tramandato il Messaggio di Muĥammad [] è ben più elevata, attendibile e recenziore.

Inoltre anche la diffusione con la quale sono stati tramandati i loro miracoli e i loro segni è simile, anzi, risulta essere superiore nel caso di Muĥammad [], infatti i suoi segni furono numerosi. Perfino il Nobile Corano, che rappresenta la dimostrazione più eccezionale della sua Profezia, viene ancora tramandato inestimabilmente, sia oralmente che graficamente[200].

E chi confronta tra quello con cui giunsero Mosè e Gesù (che Iddio li preservi) e quello con cui giunse Muĥammad [] in termini di saggia dottrina, ordinamenti perfetti e sapienza benefica, nota con certezza che tutto è state irradiato dal medesimo lume, cioè dal lume Profetico.

Chi confronta inoltre tra la condizione dei seguaci di questi Profeti e quella dei seguaci di Muĥammad [] percepisce che furono le persone migliori per altre persone. Anzi, furono i seguaci dei Profeti di maggior merito su chi è venuto dopo di loro, infatti  diffusero il Monoteismo, irraggiarono la giustizia e furono misericordia per i deboli e i meschini.

E se desideri ulteriori prove che ti dimostrino la missione Profetica di Muĥammad [], allora ti citerò le testimonianze e i segni che individuò ‘Alī Ibn Rabbān At-Tabarī, quando era nazareno, a causa dei quali poi diventò musulmano, e sono:

1.    Il fatto che egli abbia richiamato all'adorazione esclusiva di Iddio e all'abbandono di tutto ciò che è all'infuori di Lui, quindi in sintonia con la totalità dei Profeti a tal riguardo.

2.    Il fatto che abbia mostrato segni evidenti che non possono essere manifestati se non dai Profeti di Iddio.

3.    Il fatto che abbia preannunciato eventi futuri, che sono poi accaduti come aveva riferito.

4.    Il fatto che abbia preannunciato avvenimenti epocali futuri sul mondo e sulle nazioni che poi siano avvenuti proprio come ha predetto.

5.    Invero il Libro con cui giunse Muĥammad  [] - il Corano - è in sé uno dei segni della Profezia. Infatti è il Libro più eloquente in assoluto, eppure l'uomo su cui fu fatto scendere era analfabeta, quindi non scriveva e non leggeva. Eppure ha sfidato ogni eloquente a riprodurne uno simile, o solo una parte. Inoltre, Iddio ne ha garantito la conservazione, preservandovi all'interno l'autentica dottrina, includendovi l'ordinamento più completo e elevando tramite esso la miglior comunità.

6.    Il fatto che sia il sigillo dei Profeti. Infatti se non fosse stato inviato si sarebbero invalidate le Profezie dei Profeti che ne avevano preannunciato l'avvento.

7.    Il fatto che i Profeti (che Iddio li preservi) abbiano predetto la sua venuta molto tempo prima del suo avvento, descrivendo la sua missione, il suo paese, la subordinazione a lui e alla sua comunità da parte delle nazioni e dei re, in riferimento alla diffusione della sua religione.

8.    Il suo trionfo sulle nazioni che l'hanno combattuto è uno dei segni della Profezia, in quanto è impossibile che una persona asserisca falsamente di essere Messaggero di Iddio e poi riceva da Iddio il trionfo e l'autorità, la vittoria sui nemici, la diffusione del suo richiamo e l'abbondanza di seguaci. Di certo tutto ciò non può avverarsi se non per opera di un Profeta veritiero.

9.    La sua applicazione rituale, la sua dignità, la sua veridicità, e l'eccellenza della sua biografia, della sua condotta e delle sue disposizioni non potrebbero riunirsi se non in un Profeta.

Disse infine questo guidato dopo aver ricordato le suddette prove: «Dunque queste sono qualità lampanti e testimonianze sufficienti: a chi le presenta gli è dovuta la Profezia, guadagna la sua quota, ottiene il suo diritto, e credervi è doveroso, perciò chi respinge e rinnega [queste testimonianze], rimane deluso nella sua ricerca e perde nel mondo terreno e nell’Aldilà»[201].

E in conclusione di questo paragrafo ti cito due testimonianze: la testimonianza di un imperatore romano contemporaneo di Muĥammad [] e quella di John Saint, un evangelista cristiano dei nostri tempi.

 La Testimonianza di Eraclio

Al-Bukhāri (che Iddio abbia di lui misericordia) ha riportato l'episodio in cui l'imperatore romano convocò Abu Sufyān, e dopo aver citato la catena di trasmissione ha scritto: «Abu Sufyān informò Ibn 'Abbās che Eraclio lo aveva convocato mentre era in compagnia di alcuni viaggiatori Coreisciti, giunti nel Levante per commercio nel periodo in cui il Messaggero di Iddio [] aveva accordato una tregua[202] ad Abu Sufyān e ai Coreisciti infedeli. Così lo raggiunsero ad Ilya[203] dove li invitò presso la sua corte, in presenza dei notabili romani e avendo convocato anche il suo interprete, e gli chiese: “Chi di voi ha il legame di parentela più stretto con questo uomo che asserisce di essere un Profeta?”.

Così Abu Sufyān disse: “Io sono il più vicino a lui in parentela”.

Allora disse: “Approssimatelo a me e avvicinate i suoi compagni e disponeteli alle sue spalle” e poi si rivolse al suo dragomanno[204], dicendogli: “Dì loro che chiederò ora a questo tale a proposito di quell'uomo: se mi mente, smentitelo!”.

Per Iddio – continuò Abu Sufyān nel suo racconto ad Ibn 'Abbās - se non fosse stato per la vergogna di venire accusato da loro di menzogna, avrei mentito nei suoi confronti! In seguito la prima cosa che mi chiese di lui fu: “Com'è la sua discendenza tra di voi?”.

Dissi: “Tra di noi è di nobile discendenza”.

Disse: “Qualcuno di voi ha prima di lui ha mai sostenuto quanto afferma?”. Dissi: “No”.

Chiese: “Tra i suoi avi vi è mai stato un re?”. Dissi: “No”.

Chiese: “Sono le persone nobili che lo seguono oppure gli umili?”. Risposi: “Piuttosto gli umili”.

Chiese: “Aumentano o diminuiscono?”. Dissi: “Piuttosto aumentano”.

Disse: “Qualcuno di loro apostata dalla sua religione per sdegno dopo esservi entrato?”. Risposi: “No”.

Chiese: “Lo accusavate di menzogna prima che affermasse ciò che ha affermato?”. Risposi: “No”.

Chiese: “Tradisce?”. Risposi: “No, comunque ci ha accordato una tregua e non sappiamo cosa farà nel frattanto", e in nessuna risposta fui in grado di insinuare nulla tranne che in questa”.

Chiese: “Lo avete combattuto?”. Risposi: “Si”.

Chiese: “Come si sono rivelate le battaglie contro di lui?”.

Risposi: “La guerra tra noi e lui è alterna [nell’esito], a volte ci batte e a volte lo battiamo”.

Chiese: “Cosa vi ordina?”. Dissi: “Dice: «Adorate Iddio, Lui solo e non attribuiteGli consocio alcuno, e abbandonate ciò che sostengono i vostri padri[205]», e ci ordina la preghiera, la veridicità, la castità e il legame[206]”.

Allora disse al dragomanno: “Digli: «Ti ho chiesto a proposito della sua discendenza e hai ricordato che è tra voi di nobile discendenza: difatti i Messaggeri vengono scelti tra la nobile discendenza nei loro popoli.

Ti ho chiesto poi se qualcuno di voi avesse mai sostenuto quanto afferma e hai risposto di no: dunque dico che se qualcuno avesse affermato questo prima di lui, avrei ritenuto che fosse un uomo che s'ispira a un detto già espresso.

Poi ti ho chiesto se tra i suoi avi vi fosse un re e mi ha risposto di no, allora dico: se ci fosse stato qualche re tra i suoi avi avrei ritenuto che fosse un uomo che reclama il loro regno.

E ti ho chiesto se lo accusavate di menzogna prima che affermasse ciò che ha detto e mi hai confermato di no: quindi deduco che non potrebbe di certo astenersi dalla menzogna verso la gente per poi mentire su Iddio.

Ti ho chiesto se a seguirlo sono state le persone nobili oppure gli umili dei loro, e mi ha affermato che sono gli umili a seguirlo e proprio loro sono i seguaci dei Messaggeri.

Ti ho chiesto se aumentano o diminuiscono, e mi hai confermato che aumentano: ed è così lo stato della fede finché non si completa.

Ti ho chiesto se qualcuno apostata per sdegno dopo esservi entrato, e mi ha risposto di no, ed è così lo stato della fede quando la sua letizia si mescola ai cuori.

E ti ho chiesto se tradisce e hai detto no, e infatti i Messaggeri non tradiscono.

Ti ho chiesto cosa vi ordina e hai affermato che vi ordina di adorare Iddio senza associarGli alcunché e vi proibisce il culto degli idoli, e vi ordina la preghiera, la veridicità, la castità.

Se ciò che dici è vero allora egli dominerà sul luogo dove appoggio questi due miei piedi. Sapevo che sarebbe apparso ma non pensavo che sarebbe stato di voi, e invero se fossi certo di riuscire a raggiungerlo, mi sforzerei di incontrarlo e se fossi al suo cospetto laverei i suoi piedi»”.

In seguito ordinò che gli venisse presentata la missiva del Messaggero di Iddio [] che era stata inviata tramite Dihya al governatore di Bostra[207], così gli fu consegnata e la lesse. Recitava:

«In nome di Iddio, il Misericordioso in Sé, Colui che usa misericordia.. Da Muĥammad , servo di Iddio e suo Messaggero a Eraclio, il sovrano dei romani.

Salute a chi segue la guida.

Dopo di ciò:

Invero t'invito con l'invito dell'Islām: accetta l'Islām, sarai incolume e Iddio ti renderà la tua ricompensa due volte. Se invece ti distogli, allora ti farai carico di tutti i peccati degli ariani[208].

O gente del Libro addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi, cioè che non adoreremo se non Iddio e non Gli assoceremo nulla e che non si prenderanno alcuni di noi, altri come signori all’infuori di Iddio. Se invece si distolgono, allora dite: "Testimoniate che invero noi siamo musulmani"»[209].

 La testimonianza dell'evangelista inglese contemporaneo, John Saint, in cui dice:

«Dopo una lettura continuativa sui dettagli dell'Islām, i suoi principi a servizio del singolo e della comunità, e la sua giustizia nella creazione di una società basata su fondamenti d'uguaglianza e Monoteismo, mi sono trovato spinto verso l'Islām con tutto la mia mente e la mia anima, così da quel giorno ho promesso a Iddio, gloria sia a Lui, di essere un richiamante all'Islām, nunzio della sua guida in ogni luogo».

Egli è giunto a questa certezza dopo uno studio e approfondimento del Cristianesimo, e non trovandovi risposte a molte delle domande che si ripresentano nelle vite delle persone, ha iniziato ad avere dubbi, dedicandosi in seguito allo studio del Comunismo e del Buddismo. Ma anche lì non ha trovato ciò che cercava. Infine ha studiato l'Islām e l'ha approfondito, così vi ha avuto fede e ha richiamato a esso[210].

 Il Sigillo della Profezia

Hai conosciuto precedentemente la realtà della Profezia, le sue prove e i suoi segni. Inoltre hai osservato le testimonianze della Profezia del nostro Profeta Muĥammad [] e ora, prima di parlare della fine della Profezia, è indispensabile che tu sappia che Iddio, gloria sia a Lui l'Elevato, non invia un Messaggero se non secondo le seguenti modalità:

1.    Invia un Messaggero con un Messaggio riservato esclusivamente ad un determinato popolo senza ordinargli di comunicarlo alle nazioni circostanti. Dopodiché Iddio ne invia un altro, col suo rispettivo Messaggio, definito per un altro popolo.

2.    Invia un Messaggero a causa della dispersione del Messaggio dell'inviato che l'ha preceduto, affinché rinnovi per la gente la loro religione.

3.    Nel momento in cui l'ordinamento del Profeta precedente, con validità limitata al tempo in cui è sceso, non è più appropriato per le epoche successive, allora Iddio invia un Messaggero con un Messaggio ed un ordinamento consoni all'epoca e al luogo.

Tuttavia, la Sua saggezza ha considerato opportuno l'invio di Muĥammad [] con un Messaggio universale per tutti gli abitanti della Terra, adatto ad ogni luogo e tempo, e la sua preservazione dalla manipolazione e delle alterazioni, affinché la sua scienza rimanesse viva e fosse fonte di rivivificazione continua per le genti e pura dall’onta della distorsione e della contraffazione. Così Iddio ha reso il suo Messaggio sigillo di tutti i Messaggi[211].

E tra le qualità con cui Iddio ha distinto Muĥammad [], vi è il fatto che l'abbia reso il sigillo dei Profeti, quindi non vi sarà dopo di lui alcun inviato dal momento che Iddio ha completato tramite di lui i Messaggi, terminato gli ordinamenti e ultimato con lui la costruzione. Così con la sua Profezia si è avverato l'annuncio del Messia quando disse: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare”[212].

Il reverendo Ibrāhīm Khalīl - convertitosi poi all'Islām – ha trovato questo detto equivalente a quello che disse Muĥammad [] di se stesso: «Invero, la similitudine che intercorre tra me e i Profeti che mi hanno preceduto è come quella di un uomo che aveva costruito una casa, quindi l'aveva perfezionata e abbellita, tranne il posto della pietra angolare. La gente prese a girarci attorno ammirandola e dicendo: "Se avessi posto quella pietra!". Disse: "Invero sono io la pietra e invero io sono il sigillo dei Profeti»[213] [214].

Perciò Iddio, gloria sia a Lui, ha reso il Libro inviato a Muĥammad [] preminente sui Libri precedenti e inoltre abrogativo, così come ha reso il suo ordinamento abrogativo di ogni disposizione passata. Iddio ha garantito la conservazione del suo Messaggio, infatti è stato trasmesso con una diffusione numericamente incalcolabile, sia oralmente sia graficamente. Allo stesso modo è stata tramandata la sua Sunnah[215], nei detti e nei fatti, e inoltre l'applicazione pratica dei canoni di questa religione, gli atti di culto, i modi di comportamento e le sue norme. Chi legge la biografia del Profeta [] e la sua Sunnah, saprà con certezza che i suoi Compagni, che Iddio si compiaccia di loro, hanno effettivamente conservato per l'umanità tutti i suoi detti e le sue azioni, così come hanno testimoniato della sua adorazione per il suo Signore, il suo sforzo, le sue invocazioni, le sue richieste di perdono, la sua generosità, il suo coraggio, il suo rapportarsi con i suoi compagni e con le delegazioni che lo raggiungevano. Hanno riferito finanche la sua gioia e la sua tristezza, il suo viaggio e il suo soggiorno, il suo modo di mangiare, di bere e di vestirsi e così la sua veglia e il suo sonno. E quando comprenderai tutto ciò, avvertirai con certezza che questa religione è preservata di una preservazione divina, e dunque saprai in quel momento che egli rappresenta davvero il sigillo dei Profeti e dei Messaggeri. E poi è Iddio stesso che ci informa di questa realtà.

Disse infatti: {Muĥammad  non è il padre di nessuno dei vostri uomini, bensì è Messaggero di Iddio e sigillo dei Profeti}[216], e disse il Profeta []: «[...] e sono stato inviato alla totalità della creazione, e con me si sono ultimati i Profeti»[217].

Ed è giunto ora il momento della definizione dell'Islām e della spiegazione della sua essenza, delle sue fonti, dei suoi pilastri e dei suoi gradi.

 Il Significato del termine "Islām"

Consultando i dizionari linguistici troverai che il significato del termine Islām è "la subordinazione, l'asservimento, l'osservanza, la sottomissione, l'esecuzione di quanto è prescritto da altri in termini di ordini e divieti senza opposizione". Così Iddio ha chiamato la religione autentica con il nome Islām poiché rappresenta l'ubbidienza a Lui, la subordinazione al Suo ordine senza opposizione, la sincerità di culto rivolto esclusivamente a Lui, il credo nella Sua notizia, la fede in Lui, diventando infine denominazione propria della religione con cui giunse Muĥammad [].


 La Definizione di “Islām”[218]

Per quale ragione la religione è stata chiamata “Islām”?

Invero tutte le varie religioni presenti sulla terra sono state chiamate con un proprio nome derivato o da un uomo in particolare o da un determinato popolo. La religione nazarena (il Cristianesimo) ha preso nome dalla città di Nazareth (o dal nome di Cristo). Il Buddismo dal nome del suo fondatore Buddha. Lo Zoroastrismo anch'essa dal suo fondatore Zoroastro (o Zaratustra), il Giudaismo dalla tribù di Giuda e così via.

Tranne l'Islām, che non viene attribuito ad un uomo in particolare, né ad un popolo specifico, bensì indica nel suo nome una qualità particolare veicolata dal significato del termine "Islām". Tra l'altro, tra le indicazioni che emergono da questa denominazione vi è il fatto che questa religione non è stata originata né fondata da un uomo e nemmeno è riservata ad una nazione determinata, escludendo dunque le altre. Il suo obiettivo invece è quello di adornare tutti gli abitanti della Terra con la qualità dell'Islām, cosicché qualunque individuo si distingua con quest'attributo: tra la gente del passato e tra la contemporanea allora si chiama musulmano, così come saranno chiamati tutti coloro che si adorneranno con questo in futuro.


 La Realtà dell'Islām

È noto che ogni elemento in quest'universo è soggetto ad una determinata regola e condotta stabile. Il sole, la luna, le stelle e la terra sono assoggettati ad una legge costante alla quale non possono sottrarsi né scostarsi nemmeno di un capello. Anche l'uomo stesso, se riflettessi sulla sua condizione, noteresti che è sottomesso ai princìpi divini di una sottomissione totale. Infatti non respira, né sente il bisogno di bere, di mangiare, della luce o del calore se non in virtù del decreto divino che regola la sua vita e al quale si assoggettano tutte le sue membra, le quali non espletano funzione alcuna se non appunto secondo ciò che Iddio gli ha prescritto.

E questo decreto generale, al quale si sottomette ogni cosa e all’ubbidienza del quale non sfugge nulla nell'universo - dal pianeta più grande al granello di sabbia più piccolo sulla terra – è appunto il decreto di Iddio, il Re, l'Eccelso, l'Onnipotente. Quindi se tutto ciò che è nei cieli e sulla terra è assoggettato a questa disposizione e tutto il pianeta ubbidisce a questo Sovrano Onnipotente che l'ha originato, e si conforma ai Suoi ordini, emerge da questa considerazione che l'Islām è la religione di tutto l'universo. Ciò perché il significato di Islām, come abbiamo già ricordato in precedenza, è la sottomissione e l'esecuzione di quanto è prescritto da altri in termini di ordini e divieti senza opposizione. Il sole, la luna e la terra sono sottomessi. L'aria, l'acqua, la luce, il buio e il calore sono sottomessi. Gli alberi, la roccia e gli animali sono ugualmente sottomessi. Addirittura l'uomo che non conosce il suo Signore, rinnega la sua esistenza e smentisce i Suoi segni o adora altri che Lui o Gli attribuisce consoci, in verità è anch'egli sottomesso nei termini della natura primordiale sulla quale è stato disposto. Dopo aver compreso questo, diamo uno sguardo più approfondito alla condizione dell'uomo.

Possiamo notare difatti che egli è influenzato da due realtà:

La prima: la natura primordiale sulla quale Iddio ha disposto l'uomo in termini di asservimento a Lui e amore per la Sua adorazione e vicinanza, e così l'amore per ciò che Iddio ama come la verità, il bene, la veridicità; e l'odio per ciò che Iddio odia come la falsità, il male, l'ingiustizia, l'iniquità ecc. Si aggiunge poi a tutto ciò, sempre in virtù di questa natura primordiale, l'amore per le ricchezze, per la famiglia, per la prole e il desiderio di mangiare, di bere, di sposarsi e di tutte quelle facoltà fisiche necessarie per avverare il tutto.

La seconda: la volontà e la capacità dell'uomo di scegliere. Perciò Iddio gli ha inviato i Messaggeri e gli ha rivelato i Libri, affinché possa distinguere il vero dal falso, la rettitudine dalla devianza e il bene dal male, e l'ha dotato di un intelletto e di una cognizione perché possa essere avveduto nelle sue scelte. Così, se vuole intraprende la strada del bene che lo conduce alla verità e alla rettitudine, e se vuole intraprende la strada del male che lo conduce alla falsità e alla rovina.

Pertanto, se consideri l'uomo dal punto di vista della prima descrizione, lo trovi disposto all'asservimento e propenso alla rettitudine dalla quale non vi è nulla che lo possa distogliere, e così il resto delle creature. Se lo consideri invece dal punto di vista della seconda descrizione, lo trovi dotato di comprensione e volontà, così sceglie ciò che vuole e di conseguenza o è sottomesso o è ribelle, {[…]quindi è riconoscente o è ingrato}[219].

 Perciò, trovi che le persone appartengono a una di due categorie:

·      Un uomo che conosce il suo Creatore e ha fede in Lui come Signore, Padrone e Dio, che Lo adora in modo esclusivo e segue il Suo ordinamento nella sua vita, realizzandolo attraverso la propria volontà, nello stesso modo in cui per natura è predisposto alla sottomissione al suo Signore, senza eccezione alcuna, soggetto al Suo decreto, e questo è il musulmano completo, che ha realizzato il proprio Islām, e che ha raggiunto una conoscenza integra, giacché ha conosciuto Iddio il suo Creatore, Colui che gli ha dato origine, gli ha inviato i Messaggeri e gli ha donato la forza, la sapienza e l'apprendimento, finché ha ottenuto una mente sana e un giudizio retto. Questo perché ha riflettuto e in seguito ha deciso di non adorare nulla se non Iddio, che l'ha onorato con la dote della comprensione e il giudizio di fronte alle situazioni. E ha realizzato altrettanto una parola integra, dichiarante il vero giacché non accetta altri all’infuori del Signore Unico, che è Iddio, Colui che l'ha dotato di linguaggio ed espressione e, a questo punto, è come se nella sua vita non ci fosse altro che veridicità, dal momento che si è asservito all'ordinamento di Iddio in ciò su cui ha libero arbitrio, stabilendo una interrelazione di familiarità, conoscenza e compagnia tra sé e il resto delle creature dell'universo. Infatti, anche lui non adora altri che Iddio, il Saggio, l'Onnisciente, Colui che loro adorano e al Cui Ordine sono subordinati, e al cui comandamento sono assoggettate tutte le creature che Iddio ha reso al tuo servizio, o uomo!


 La Realtà dell'Infedeltà

Al contrario invece, un altro uomo, che è nato sottomesso e ha vissuto sottomesso per tutta la sua vita, senza però sentire la presenza di questa sottomissione e nemmeno accorgersene. Non ha conosciuto il suo Signore, non ha avuto fede nelle Sue disposizioni, non ha seguito i Suoi Messaggeri e non ha utilizzato ciò che Iddio gli ha donato in termini di sapienza e intelletto, affinché riconosca chi l'ha creato e chi lo ha provvisto dell'udito e della vista.

Quindi ne ha rinnegato l'esistenza e ha respinto con arroganza la Sua adorazione. Ha rifiutato di asservirsi alle Sue disposizioni tra le questioni della sua vita in cui gli è stata concessa libertà di azione e di scelta o Gli ha associato terzi, e ha deposto la fede nei Suoi segni che indicano la Sua Unicità, ed è proprio costui il kāfir (l'infedele).

Difatti il significato del termine “kāfir” indica la copertura, il rivestimento e il celamento. Si dice per esempio "kafara il suo scudo col suo abito" se lo copre e indossa l’abito sopra di esso. Quindi si dice di chi è simile a tale uomo “kāfir”, poiché ha coperto la sua natura primordiale e l'ha rivestita col rivestimento dell'ignoranza e dell’insolenza. Hai saputo infatti in precedenza, che non vi è neonato alcuno sennonché nascesse asservito, e che le membra del suo corpo non operano se non in conformità alla disposizione innata alla sottomissione, così come l'intero universo intorno a lui non opera se non in concordanza coi principi di sottomissione. Ma poi ha ricoperto tutto ciò con un velo spesso di corruzione e arroganza, perdendo di vista la disposizione del mondo così come quella propria innata, pertanto lo vedi utilizzare le sue capacità intellettuali e scientifiche solo in ciò che viola e contraddice la sua natura, e si sforza proprio in ciò che la svalorizza.

Sta a te ora giudicare di persona l'evidente deviazione e la profonda trasgressione in cui il kāfir si è immerso.

E questo Islām che ti è richiesto di applicare non rappresenta una pratica difficile, bensì molto facile per colui al quale Iddio lo facilita, poiché l'Islām è la modalità sulla quale si sostiene l'intero universo: {E a Lui si sono sottomessi tutti coloro che vi sono nei cieli e la terra, con ubbidienza o con costrizione[220]}[221], ed è la religione di Iddio, com’Egli disse: {Invero la religione presso Iddio è l'Islām}[222], e prevede la sottomissione del proprio volto a Iddio, com’Egli disse: {Se disputano con te, allora dì: "Ho sottomesso il mio volto a Iddio, io e coloro che mi hanno seguito"}[223].

Disse il Profeta [] a proposito del significato di Islām: «È il sottomettere il tuo cuore a Iddio, il rivolgere il tuo volto a Iddio e il versare il tributo purificatorio obbligatorio»[224].

Chiese un uomo al Messaggero di Iddio []: "Che cos'è l'Islām?". Rispose: "È l'assoggettare il tuo cuore a Iddio e la sicurezza dei musulmani dalla tua lingua e dalla tua mano". Disse: "Qual è l'Islām migliore?". Rispose: "La fede". Chiese: "Che cos'è la Fede?". Rispose: "Che tu abbia fede in Iddio, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nel Suoi Messaggeri, e nella resurrezione dopo la morte"[225].

E come disse il Messaggero di Iddio []: "L'Islām è che tu testimoni che non vi è Iddio [autentico degno di adorazione] se non Iddio e che Muĥammad è Messaggero di Iddio, che tu stabilisca la preghiera, che versi il tributo purificatorio, che digiuni di Ramadān e che compi il pellegrinaggio alla Casa qualora ne avessi la possibilità", e disse: "Il musulmano è colui dalla cui lingua e dalla cui mano sono al sicuro i musulmani"[226].

E questa religione, cioè l'Islām, è quella oltre alla quale Iddio non accetta altre, né dagli avi né dai posteri, poiché tutti i Profeti sono sulla religione dell'Islām. Disse Iddio l'Eccelso: {E narra loro la notizia di Noè quando disse al suo popolo: "O popol mio! Se ormai vi è gravosa la mia presenza e la mia rammemorazione dei segni di Iddio, allora è a Iddio che mi sono affidato […]"}, sino al detto: {[…] e mi è stato ordinato di essere uno dei musulmani}[227].

Disse l'Elevato di Abramo: {Quando gli disse il Suo Signore: "Sottomettiti" disse: "Mi sono sottomesso al Signore dei mondi"}[228].

E disse di Mosè: {E disse Mosè: "O popol mio! Se davvero avete avuto fede in Iddio, allora affidatevi a Lui se siete musulmani"}[229].

E raccontò di ciò che disse a Gesù: {Quando ho ispirato agli apostoli: "Abbiate fede in Me e così nel Mio Messaggero". Dissero: "Abbiamo avuto fede e sii testimone che siamo davvero musulmani"}[230] [231].

E questa religione – l'Islām – trae il suo ordinamento, la sua dottrina, le sue leggi dalla rivelazione divina - il Corano e la Sunnah- di cui ti esporrò una breve presentazione.

 Le Basi e le Fonti dell'Islām

È ormai uso comune tra i seguaci delle false religioni e delle ideologie razionalistiche, la santificazione di libri tramandati tra di loro, scritti in tempi immemorabili, di cui spesso non si conosce nemmanco l'identità dell'autore, né quella del traduttore, né l'epoca in cui sono stati scritti. Ma quel che è certo è che sono stati redatti da persone, che in quanto tali risentono ciò che risente il resto degli esseri umani in quanto a debolezze, mancanze, inclinazioni e dimenticanze.

L'Islām invece si distingue poiché si basa sulla fonte di Verità, la rivelazione divina, il Corano e la Sunnah, e in ciò che segue vi sarà una breve introduzione a proposito di entrambi:


 Il Glorioso Corano:

Hai saputo in precedenza che l'Islām è davvero la religione di Iddio, ed è per questo motivo che Egli ha fatto scendere il Corano sul Suo Messaggero Muĥammad [] come guida per i timorati, statuto per i musulmani, cura per i cuori di coloro per cui Iddio ha voluto la guarigione, lume per coloro cui Iddio ha voluto dare il successo e la luce.

Raccoglie i fondamenti per cui Iddio ha inviato i Messaggeri[232] e il Corano non rappresenta un’innovazione tra i Libri sacri, così come Muĥammad [] non rappresenta innovazione tra i Messaggeri. Infatti Iddio rivelò ad Abramo i Fogli, onorò Mosè con la Torah e Davide con i Salmi, e Gesù giunse col Vangelo. E tutti questi Libri sono in verità rivelazioni di Iddio ai Suoi Profeti e Messaggeri, ma gran parte del contenuto di queste Scritture precedenti è andato perso, e la maggioranza di esse sono scomparse o sono state afflitte da distorsione e manipolazione.

Nel caso del Glorioso Corano, invece, Iddio ne ha garantito la conservazione e l'ha reso preminente e abrogativo dei Libri che l'hanno preceduto. Disse l'Elevato: {E ti abbiamo fatto scendere [o Muĥammad] il Libro con la Verità, confermante ciò che di Scrittura l'ha preceduto e preminente su di essa}[233]; e Colui che l'ha fatto scendere l’ha descritto come spiegazione di ogni cosa, così disse: {E abbiamo fatto scendere su di te il Libro, spiegazione di ogni cosa}[234]; e come guida e misericordia: {Invero vi è giunta una prova dal vostro Signore, guida e misericordia}[235]; e conducente  a ciò che più retto {Invero, questo Corano guida a ciò che è più retto […]}[236]: quindi, guida gli uomini alla retta via in ciascuna delle questioni della loro vita.

E questo Corano rappresenta una prova eterna della veridicità di Muĥammad [] – tra le prove permanenti sino al Giorno della Resurrezione - a differenza dei segni e dei miracoli concessi ai Profeti che l'hanno preceduto, le cui evidenze terminavano assieme al termine delle loro vite.

Il Corano invece, Iddio l’ha reso una garanzia permanente. È la dimostrazione consolidata e la prova stupefacente, e attraverso la sua magnificenza Iddio ha sfidato l'umanità a riprodurne uno simile, poi a riprodurne dieci sure e infine solo una, ma non ne sono stati in grado. Eppure non è composto da altro che lettere e parole, e il popolo su cui è sceso era il popolo dell’eloquenza e della retorica.

Disse l'Elevato: {O diranno: "È lui che l'ha inventato!". Dì: "Allora presentate una sura simile e chiamate pure chi potete all’infuori di Iddio, se siete veritieri"}[237].

E tra le realtà che testimoniano che il Corano sia effettivamente rivelazione da parte di Iddio, vi è il fatto che contenga molte notizie sui popoli passati, che abbia predetto eventi futuri accaduti poi esattamente come li aveva preannunciati, e che abbia presentato molte verità scientifiche di cui gli scienziati sono in parte venuti a conoscenza solo in quest'epoca.

Testimonia pure in favore del fatto che il Corano sia una rivelazione da parte di Iddio che il Profeta su cui è sceso non era noto per opere simili e non è stato riferito da lui nulla che potesse assomigliare al Corano, prima della sua rivelazione. Disse l'Elevato: {Dì: "Se Iddio avesse voluto non l'avrei recitato a voi e non ve ne avrebbe dato conoscenza. Ho trascorso tra di voi una vita prima di questo. Non riflettete dunque?"}[238]. Era inoltre analfabeta, quindi non sapeva leggere o scrivere; non frequentava maestri e nemmeno sedeva con insegnanti e nonostante ciò ha sfidato tutti gli eloquenti e i maestri di retorica a presentare qualcosa di simile a ciò che aveva presentato: {Eppure non recitavi prima di questo alcun libro e nemmeno ne trascrivevi con la destra. [Se così fosse stato] avrebbero avuto motivo di dubitare i rinnegatori}[239].

Ed a questo uomo analfabeta – il cui avvento era stato preannunciato nella Torah e nel Vangelo, nei quali fu evidenziato il fatto che fosse illetterato, che quindi non scriveva e non leggeva - giungevano i monaci ebrei e nazareni che possedevano ancora resti della Torah e il Vangelo per domandargli circa le questioni in cui divergevano e si appellavano al suo giudizio nelle loro controversie. Disse Iddio a proposito del suo annuncio nella Torah e nel Vangelo: {Coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano scritto presso di loro nella Torah e nel Vangelo, che ordina  loro il bene e proibisce loro il riprovevole, gli rende lecite le cose buone e interdice loro le malvagità […]}[240], e l'Elevato menzionò occasioni in cui gli ebrei e i nazareni domandavano a Muĥammad []: {Ti chiede la gente del Libro di far scendere su di loro un libro dal cielo}[241], {E ti chiedono a proposito dello spirito}[242], {E ti chiedono a proposito del Bicorne}[243], e disse l'Eccelso: {Invero questo Corano narra ai Figli d'Israele la maggior parte di ciò su cui sono discordi}[244].

Il reverendo Abraham Philips tentò di smentire il Corano in una tesi di dottorato, ma fallì nel suo tentativo, finendo soggiogato dal Corano con le sue dimostrazioni, le sue testimonianze e i suoi segni. Così annunciò la propria impotenza, s'asservì al proprio Creatore e dichiarò il proprio ritorno all'Islām[245].

Quando fu regalata da un musulmano una copia tradotta di significati del Nobile Corano al dott. Jeffrey Lang, trovò che questo Corano si rivolgeva proprio a lui, che rispondeva alle sue domande e che rimuoveva ogni barriera tra lui e la propria anima, fino a che disse: «Colui che ha rivelato il Corano è come se mi conoscesse più di quanto io conosca me stesso»[246]. E come no, giacché Colui che rivelò il Corano è proprio Colui che creò l'uomo, cioè Iddio, gloria sia a Lui. {Non conosce [Egli] forse chi ha creato, Lui che è il Fine[247], il Beninformato[248]?}[249]. In seguito, la lettura di questa traduzione dei significati coranici si rivelò causa del suo ritorno all'Islām e della stesura del libro dal quale ti ho riportato la precedente citazione.

Il Nobile Corano comprende tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno. Contiene, infatti, i principi delle nozioni basilari, delle credenze, delle norme, delle transazioni e della morale. Disse l'Eccelso: {Invero non Abbiamo tralasciato nulla nel Libro}[250]. In esso vi è il richiamo al Monoteismo, e in esso Egli ha ricordato i Suoi Nomi, i Suoi Attributi e le Sue Azioni. Richiama inoltre alla rettitudine con cui giunsero i Profeti e i Messaggeri. Conferma l'Aldilà, la ricompensa, il Resoconto e dimostra la veridicità di questi eventi attraverso prove e testimonianze. Menziona notizie sui popoli precedenti e sul castigo che subirono in questa vita e sul tormento della punizione che li attende nell'Aldilà.

In esso vi sono prove, evidenze e segni che lasciano stupefatti gli scienziati e si rivelano adatti ad ogni epoca, e in esso i sapienti e i ricercatori ritrovano ciò su cui indagano.

Ti enuncerò ora a riguardo tre casi come esempio di quanto ricordato:

1.    Disse Iddio: {Ed Egli è Colui che ha fatto confluire i due mari: l’uno dolce, gradevole e l’altro salato, amaro. E ha posto tra loro una barriera e una partizione distinta}[251] e disse: {O come tenebre in un vasto mare profondo coperto da onde sormontate da onde, sovrastate da nuvole. Tenebre ammassate l'una sull'altra, tanto che se tende il suo braccio a momenti non riesce a vederlo. Difatti a chi Iddio non concede luce, allora non ha luce alcuna}[252]. Ed è noto che Muĥammad  [] non abbia mai avuto modo di navigare e nemmeno esistevano nella sua epoca strumenti materiali che permettessero di esaminare le profondità marine. Chi avrebbe quindi potuto fornire a Muĥammad [] queste informazioni se non Iddio?

2.    Disse Iddio: {E invero abbiamo creato l'uomo da un estratto di fango. In seguito l'abbiamo reso goccia di sperma in un ricettacolo stabile. Poi abbiamo originato dalla goccia di sperma un coagulo, poi dal coagulo abbiamo creato un minuto pezzo di carne, poi dal minuto pezzo di carne abbiamo creato ossa, quindi abbiamo rivestito l'osso con carne e poi abbiamo dato origine ad un'altra creazione. Sia sempre più elevata la benedizione di Iddio, il migliore dei creatori.}[253]. Gli scienziati non hanno scoperto i particolari delle fasi dello sviluppo embrionale in dettaglio se non attualmente.

3.    Disse l'Elevato: {E in Suo possesso [sono] i depositi dell'ignoto di cui non possiede conoscenza alcuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca foglia se non che ne abbia conoscenza, e non vi è seme nelle tenebre della terra, o corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[254]. Non era usuale all'umanità questo tipo di riflessione globale e nè la considerava, né tantomeno ne sarebbe stata in grado; difatti, quando un gruppo di scienziati analizza una pianta o un insetto e registrano i dati delle loro scoperte, non possiamo far altro che rimanerne sbalorditi, pur sapendo che ciò che ne è rimasto ignoto è ben più di ciò che hanno identificato.

Uno scienziato francese, Maurice Bucaille, ha attuato un confronto tra la Torah, il Vangelo e il Corano, e tra i risultati delle recenti scoperte scientifiche riguardanti la creazione dei cieli e della terra e quella dell'uomo. È giunto alla conclusione che le scoperte contemporanee sono in armonia con ciò che è rinvenuto nel Corano, mentre, al contrario, ha notato che la Torah e il Vangelo che possediamo attualmente contengono molte informazioni errate a proposito della creazione dei cieli, della terra, dell'uomo e dell'animale[255].

 La Consuetudine Profetica (Sunnah):

Iddio ha rivelato al Suo Messaggero [] il Nobile Corano e gli ha rivelato ciò che gli è simile, cioè la Consuetudine Profetica (Sunnah) che esplica e chiarisce il Corano. Disse []: «Invero mi è stato dato il Corano e con esso ciò che gli è simile»[256]. Iddio gli ha concesso, infatti, di chiarire ciò che è contenuto nel Corano in termini di concetti generali, particolari o indefiniti. Disse l'Elevato: {E abbiamo fatto scendere su di te il Monito affinché chiarifichi alla gente ciò che è sceso su di loro, ché possano riflettere}[257].

La Sunnah quindi è la seconda delle fonti dell'Islām, e consiste in tutto ciò che è stato riferito del Profeta [] - con una catena di trasmissione integra e continua fino al Messaggero [ ]- in termini di detti, opere, approvazioni o descrizioni.

Anch'essa è rivelazione da parte di Iddio al Suo Messaggero [], in quanto il Profeta [] non parlava sulla base di inclinazioni personali, e disse Iddio: {Invero non è che un'ispirazione rivelata. Gli ha insegnato infatti uno di grandissima potenza[258]}[259], bensì comunicava alla gente soltanto ciò che gli era stato ordinato di annunciare, infatti Iddio gli ordinò di dire: {Non seguo se non ciò che mi viene rivelato e non sono altro che un ammonitore esplicito}[260].

E la Sunnah purificata consiste nell'attuazione concreta delle norme, delle credenze, degli atti di culto, delle transazioni e della morale dell'Islām. Il Profeta [] infatti, eseguiva quello che gli veniva ordinato, poi lo comunicava alle persone e le richiamava ad operare nello stesso modo in cui operava, come appunto appare nel suo detto []: «Pregate come mi avete visto pregare»[261].

E il Signore ha ordinato ai fedeli di prenderlo da esempio nelle loro azioni e nelle loro parole, affinché si perfezioni la loro fede. Disse l'Eccelso: {Invero avete nel Messaggero di Iddio un ottimo esempio per chi spera in Iddio e nell'Ultimo Giorno e ricorda Iddio assiduamente}[262].

In seguito, i nobili Compagni (che Iddio si compiaccia di loro) hanno tramandato i detti e le opere del Profeta [] a chi è giunto dopo di loro, che a sua volta li hanno tramandato a coloro che li hanno succeduti, per essere poi registrati nelle raccolte della Sunnah. Pertanto, i trasmettitori della Sunnah erano molto rigorosi nel selezionare le persone da cui riportare le narrazioni, tantoché ponevano come condizione che il referente fosse contemporaneo alla persona da cui aveva ricevuto la notizia Profetica, e così fino al termine della catena di trasmissione, quindi dal narratore fino al Messaggero di Iddio [][263]. Allo stesso modo era condizione necessaria che tutte le persone della catena fossero affidabili, credibili, veritieri ed onesti.

Inoltre la Sunnah, oltre ad essere l’appilacazione pratica dell'Islām, chiarisce pure il Nobile Corano, ne spiega i versetti e ne definisce ciò che è indefinito, poiché il Profeta [] convalidava ciò che gli veniva rivelato, in alcuni casi tramite il detto, in altri tramite l'atto e in altri ancora attraverso entrambi. Alcune volte capitò anche che norme e disposizioni furono statuite direttamente attraverso la Sunnah, in modo indipendente.

È obbligatorio quindi aver fede sia nel Corano sia nella Sunnah che costituiscono le due fonti fondamentali nella religione dell'Islām, dunque occorre necessariamente seguirle, farvi riferimento, obbedire ai loro ordini, appartare i loro divieti, credere nelle loro notizie, aver fede nei Nomi, negli Attributi e nelle azioni di Iddio in essi contenuti, e altrettanto in ciò che Iddio ha riservato ai Suoi fedeli alleati e in ciò che ha serbato per gli infedeli. Disse l'Elevato: {Dunque no, per il tuo Signore, non avranno fede fintantoché non ti rendano giudice nelle controversie che hanno luogo tra di loro, e in seguito non trovino nelle loro anime avversione per ciò che hai giudicato, sottomettendosi con decisa sottomissione}[264] e disse, gloria sia a Lui: {E ciò che vi ha concesso il Messaggero, allora prendetelo, e ciò che vi ha negato, astenetevene}[265].

E dopo la definizione delle fonti di questa religione, è opportuno ricordarne i gradi, che sono: l'Islām, l'Imān[266] e l'Ihsān[267], citando brevemente i pilastri di ciascuno di essi.

 Il Primo Grado: Al-Islām[268]

L'Islām si fonda su cinque pilastri:

1)    Le due testimonianze (As-Shahādatayn).

2)    La Preghiera (Aş-Şalāh).

3)    Il Tributo purificatorio (Az-Zakāh).

4)    Il Digiuno (Aş-Şiyām).

5)    Il Pellegrinaggio (Al-Ĥajj).

 Il Primo Pilastro: La testimonianza che "Non vi è dio [autentico degno d'adorazione] se non Iddio" e che "Muĥammad è Messaggero di Iddio"[].

- «La ilaha illa Allah», significa che non vi è nulla di adorato a buon diritto[269], nei cieli e nella terra, se non Iddio, Lui Unico. Egli è il Dio Autentico e ogni idolo all'infuori di Lui è falso[270]. Quest'attestazione richiede necessariamente la sincerità di culto, esclusivo per Iddio, e a Lui unicamente, negandolo a chiunque altro.

Pertanto, l'individuo non potrà beneficiare di quest'attestazione finché non si avverino in lui due requisiti:

Il primo: attestare con credo, sapienza, certezza, veridicità e amore.

Il secondo: il rinnegamento di tutto ciò che viene adorato all’infuori di Iddio.

Perciò a chi pronuncia questa testimonianza senza diffidare e senza rinnegare ciò che viene adorato all’infuori di Iddio, questa testimonianza non potrà servire a nulla[271].

- «Muĥammad Rasul Allah» (Muĥammad è Messaggero di Iddio), consiste nell’ubbidirgli in ciò che ha ordinato, nel credere in ciò che riferito, nell'evitare ciò che ha interdetto e impedito, nel non adorare Iddio se non nel modo che ha indicato e nel sapere e credere che Muĥammad è il Messaggero di Iddio per la totalità delle genti, adoratore e non adorabile, e che è un Messaggero che non mente e pertanto occorre ubbidirgli e seguirlo, e che chi gli ubbidisce entra in Paradiso e chi gli disubbidisce entra nell'Inferno, e nel credere che ogni ordinamento di riferimento, sia che riguardi la dottrina, che gli atti di culto che Iddio ha prescritto, che il sistema governativo e legislativo, che la morale, che la costituzione della famiglia, che la liceità e l’interdizione debba essere esclusivamente quello giunto attraverso questo nobile inviato, Muĥammad [], poiché è il Messaggero di Iddio e referente del Suo Ordinamento[272].


 Il Secondo Pilastro: La preghiera[273]

Aş-Şalāh[274] rappresenta ​​il secondo dei pilastri dell'Islām, anzi, ne è la colonna portante, in quanto rappresenta il legame tra il servo e il suo Signore. Il fedele la compie cinque volte al giorno, in occasione delle quali rinnova la propria fede e purifica la propria anima dalla contaminazione delle proprie colpe, ed essa si frappone tra lui e le turpitudini e i peccati. Così al mattino, quando il fedele si desta dal sonno, sta ritto dinnanzi al suo Signore, mondo e puro, prima di occuparsi delle effimere questioni mondane. Dunque magnifica il suo Signore, riconosce il proprio asservimento a Lui e Gli chiede il sostegno e la guida, rinnovando tra lui e il suo Signore il patto d'obbedienza e sottomissione, tra prosternazione, innalzamento ed inchino, ogni giorno per cinque volte.

Necessita, per l'esecuzione di questa preghiera, di purificare il proprio cuore, il proprio corpo, i propri indumenti e il luogo in cui prega. Occorre inoltre che il musulmano la compia collettivamente assieme ai propri fratelli musulmani, tutti asserviti al loro Signore, orientando i loro volti verso la Ka'bah Onorata, la Casa di Iddio.

Così la preghiera, che il Creatore ha assegnato ai propri fedeli come atto di culto, è stata prescritta nel modo più completo e nella forma migliore, poiché sottende alla Sua glorificazione con ciascuna delle membra del corpo: dalla pronuncia della lingua alle operazioni delle mani, delle gambe, del capo, dei sensi e di tutte le altre parti del corpo, ciascuna che beneficia della sua parte di questa magnifica adorazione.

Ecco allora che i sensi e le membra ne colgono la propria quota, e lo stesso il cuore. Ciò perché prevede l'elogio, la lode, l'esaltazione, la glorificazione, la magnificazione, la testimonianza della verità, la recitazione del Corano e lo star ritto dinnanzi al Signore nel ruolo dell’umile servo sottomesso al Padrone Provvidente, e ancora l’umiliazione, la supplica, e la vicinanza a Lui. Poi prosegue con l'inchino, la prosternazione e la seduta con soggezione, riverenza e remissività per la Sua magnificenza e umiltà dinnanzi alla Sua maestosità. Il suo cuore è ormai piegato, il suo corpo è ormai assoggettato e le sue membra sono ormai rassegnate, così infine termina la sua preghiera con l'esaltazione di Iddio e invocando l'elogio e la preservazione per il Suo Profeta [], chiedendo poi al suo Signore il bene di questa vita mondana e dell'Aldilà[275].


 Il Terzo Pilastro: Il Tributo Purificatorio[276]

Az-Zakāh[277] rappresenta il terzo pilastro dell'Islām e il suo versamento è obbligatorio per il musulmano benestante. Questa tuttavia rappresenta una quota minima, riservata ai poveri, ai meschini e ad altre categorie che ne hanno diritto.

Occorre che il musulmano la elargisca a chi di diritto, con buon animo, senza rinfacciare o nuocere a chi la riceve, poiché è necessario che la versi desideroso del compiacimento di Iddio, senza attendere né ricompensa né ringraziamento alcuno dalla gente, bensì pagandola in modo sincero per il Volto di Iddio, e non per ostentazione o fama.

Il versamento della Zakāh procura benedizione, consolazione per i poveri, i meschini e i bisognosi, in quanto risparmia loro l'umiliazione della richiesta dell'elemosina in modo diretto. È misericordia per loro, di fronte al danno e all'indigenza che li colpirebbero se venissero abbandonati dai ricchi.

Col versamento della Zakāh ci si distingue con le caratteristiche della generosità, della magnanimità, dell’altruismo, della filantropia e della compassione, e si abbandonano le caratteristiche della gente dell'avarizia, della grettezza e dell'abiezione. Attraverso di essa i musulmani si sostengono a vicenda e si realizza la misericordia da parte dei ricchi verso i poveri, giungendo addirittura – laddove questo rito venisse applicato in modo onesto - a non avere nella società alcun povero indigente, o debitore sopraffatto, o viandante disagiato.

 Il Quarto Pilastro: Il Digiuno[278]

Con Aş-Şiyām s'intende il digiuno del mese di Ramadān, dallo spuntare dell'alba al tramonto del sole, in cui il digiunatore si astiene dal cibo, dalla bevanda e dal rapporto sessuale come atto di adorazione verso Iddio, gloria a Lui l'Elevato, in virtù del quale trattiene la propria anima dai suoi desideri. Iddio ha esonerato da ciò il malato, il viaggiatore e la donna gravida, o in allattamento, o puerpera, o mestruata e per ciascuno di queste categorie esistono norme particolari a riguardo.

In questo mese il musulmano frena la propria anima dalle sue passioni, elevandola - attraverso quest'adorazione - da una condizione simile a quella bestiale a una condizione simile a quella angelica, tipica degli angeli ravvicinati, fino a che il digiunatore raggiunge uno stato tale da apparire come uno che non necessita di nulla in questo mondo se non del conseguimento della compiacenza di Iddio.

Il digiuno ravviva il cuore, distoglie dal mondo, sollecita a tendere a ciò che è presso Iddio e fa sì che i ricchi non si dimentichino dei poveri e della loro condizione, così da addolcire i cuori dei primi nei confronti dei secondi. Inoltre i benestanti riconosceranno il bene che Iddio ha concesso loro aumentando in gratitudine.

Il digiuno inoltre purifica l'anima, la educa al timore di Iddio e fa sì che sia l’individuo che la società percepiscano il dominio di Iddio, di fronte al benessere come di fronte al disagio, in privato come in pubblico. Questo perché la società osserva per un mese intero quest'atto di culto, consapevole del dominio del suo Signore, e questo di conseguenza la induce all'ossequio verso Iddio, alla fede in Lui e nel Giorno Ultimo, alla certezza che Iddio conosce il segreto e il celato e che è inevitabile l'avvento di quel Giorno in cui ciascun individuo dovrà sostare dinanzi al suo Signore che gli chiederà conto di tutte le sue opere, grandi o piccole che siano[279].

 Il Quinto Pilastro: Il Pellegrinaggio[280]

Con Al-Ĥajj s'intende il pellegrinaggio alla Casa di Iddio presso Mecca l'Onorata. Questo è obbligatorio per ogni musulmano adulto, capace di intendere e volere, fisicamente in grado, dotato del mezzo di trasporto o avente la possibilità di noleggiarlo sino alla Santa Casa. È necessario inoltre che possieda il denaro bastante per l'andata e il ritorno - con la condizione però che questo sia sufficiente per i bisogni delle persone che ha a carico - che possa godere di una certa sicurezza nel viaggio ed altrettanto le persone che ha a carico nel periodo della sua assenza. Quest'atto di culto è obbligatorio una sola volta nella vita per chi è in grado di intraprenderne il percorso.

È necessario, per chi intende compiere il pellegrinaggio, pentirsi nei confronti di Iddio, affinché si purifichi l'anima dalle macchie dei peccati. Quando raggiunge Mecca l'Onorata e i luoghi sacri gli è richiesto di compiere i riti del pellegrinaggio con sottomissione e magnificazione dell'Elevato, rivolgendosi esclusivamente a Iddio, e che sappia che la Ka'bah e i siti del rito non vanno adorati assieme a Iddio e che non giovano né danneggiano in nulla, e che se non fosse per l'ordine di Iddio di compiere il pellegrinaggio, non sarebbe stato di alcuna utilità recarsi presso quei luoghi.

E durante questo viaggio, il pellegrino indossa due abiti bianchi, così si radunano i musulmani da ogni parte della terra in un unico luogo, vestono un'unica divisa ed adorano un Unico Signore. Non vi è differenza alcuna tra governante e suddito, tra ricco e povero, tra bianco e nero. Sono tutte creature di Iddio e tutti Suoi servi e non vi è merito di un musulmano su un altro se non in base al timore e al buon operato. Si realizza così tra i musulmani sostegno e conoscenza reciproca, e in quest'occasione tutti loro hanno modo di ricordare il Giorno in cui Iddio li farà resuscitare e li stiperà su un unico rilievo per il resoconto, cosicché si preparino ad affrontare, mediante l'ubbidienza a Iddio[281], ciò che verrà dopo la morte.


 L'Adorazione nell'Islām[282]

L'adorazione nell'Islām è la servitù nel suo significato e nella sua essenza. Iddio infatti è il Creatore e tu la creatura, tu sei l'adoratore e Egli l'adorato, e se questa è la realtà, allora è necessario che la persona proceda in questa vita sul Retto Sentiero di Iddio seguendo le Sua legislazione, limitandosi ad osservare le orme dei Suoi Messaggeri. Egli ha difatti stabilito per i Suoi servi magnifiche prescrizioni quali la realizzazione del puro monoteismo nei riguardi Iddio, Signore dei mondi; la preghiera, il tributo purificatorio, il digiuno e il pellegrinaggio.

Tuttavia, gli atti di culto nell'Islām non si limitano solo a questi citati, bensì il concetto di adorazione nell'Islām è ben più ampio, in quanto consiste in tutto ciò che Iddio ama e di cui Si compiace tra le opere e i detti, palesi o celati. Quindi ogni opera che hai svolto o detto che hai pronunciato tra ciò che Iddio ama e di cui Si compiace è adorazione, anzi, qualunque buona abitudine che metti in atto con l'intenzione di avvicinarti a Iddio rappresenta adorazione.

Così la tua benevola convivenza con il tuo genitore, la tua famiglia, il tuo coniuge, i tuoi figli, i tuoi vicini, se la pratichi desiderando con questa il Volto di Iddio, allora è adorazione. Altrettanto la tua buona condotta in casa, nel mercato, in ufficio, se la attui desiderando il Volto di Iddio, allora è adorazione. Il riguardo per la fiducia accordatati, l'osservanza della veridicità e della giustizia, l'astensione dal nuocere, l'aiuto ai deboli, il guadagno legittimo, il mantenimento della famiglia, insomma ogni opera che compi per te stesso, per la tua famiglia, per la società o per il tuo paese, se svolta con lo scopo di ottenere il compiacimento di Iddio, allora è adorazione.

Addirittura la soddisfazione della proprie concupiscenza, nei limiti di ciò che Iddio ha reso lecito, diventa atto di culto, qualora venga accompagnata da una buona intenzione.

Disse il Profeta []: "Anche nel vostro amplesso avete una ricompensa". Dissero: "O Messaggero di Iddio! Uno di noi soddisfa la propria concupiscenza e in questa ottiene ricompensa?". Disse: "Non vi accorgete forse che se la ponesse nell'illecito[283] sarebbe caricato della colpa? Così allo stesso modo, quando lo pone nel lecito ottiene ricompensa"[284].

E disse anche []: “Ad ogni musulmano è prescritta l’elemosina”. Fu chiesto: "E nel caso non trovasse?”. Disse: “Che operi con le proprie mani, dunque giovi a se stesso e faccia l'elemosina”. Fu chiesto: “E nel caso non fosse in grado?”. Disse: “Che aiuti chi è afflitto dal bisogno”. Fu chiesto: “E nel caso non fosse in grado?”. Disse: “Che ordini la virtù o il bene”. Chiese: “E nel caso non lo faccia?”. Disse: “Che si trattenga dal male, poiché è elemosina”[285].


 Il Secondo Grado: Al-Imān[286]

La Fede si fonda su sei pilastri:

1)        La Fede in Iddio.

2)        La Fede nei Suoi Angeli.

3)        La Fede nei Suoi Libri.

4)        La Fede nei Suoi Messaggeri.

5)        La Fede nel Giorno Ultimo.

6)        La Fede nel Destino.

 Il Primo Pilastro: la Fede in Iddio

La Fede in Iddio consiste nell’avere fede:

§  Nella Signoria di Iddio l'Elevato, cioè nel fatto che sia il Creatore, il Padrone e il Provvidente di ogni questione.

§  Nella Sua Deità, gloria a Lui l'Eccelso, cioè nel fatto che sia l'unico Iddio autentico e che qualsiasi idolo adorato all’infuori Lui è falso.

§  Nei Suoi Nomi e nei Suoi Attributi, cioè nel fatto che possieda i Nomi più belli e gli Attributi Sublimi perfetti.

§  Nella Sua Unicità in tutto questo, cioè nel fatto che non abbia consocio alcuno nella Sua Signoria né nella Sua Deità e nemmeno nei Suoi Nomi e Attributi. Disse l'Elevato: {Il Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è frammezzo. Adora Lui dunque. Ne conosci forse consimili?}[287].

§  Nel fatto che non Lo colpiscano sopore né sonno, gloria sia a Lui l'Elevato, che conosca l'ignoto e il manifesto e che sia possessore dei cieli e della terra. Disse l'Elevato: {E in Suo possesso [sono] i depositi dell'ignoto di cui non possiede conoscenza alcuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca foglia se non che ne abbia conoscenza, e non vi è seme nelle tenebre della terra, o corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[288].

§  Nel fatto che Egli l'Eccelso sia sul Suo Trono, elevato rispetto alla Sue creature ed allo stesso tempo presente con loro attraverso la Sua Sapienza e che quindi conosca le loro condizioni, senta i loro detti, veda le loro posizioni, diriga le loro faccende, sostenti il povero, conforti il sofferente, assegni l'autorità a chi vuole e destituisca dall'autorità chi vuole e che Egli è in grado di compiere ogni cosa[289].

 Tra i benefici della fede in Iddio, vi è ciò che segue:

1.    Favorisce nel fedele l'amore per Iddio e per la Sua magnificenza, condizioni indispensabili per l'osservanza dei Suoi ordini e l'astensione dai Suoi divieti. Difatti, nel momento in cui il servo raggiunge quest'obiettivo, raggiunge la completa felicità nel mondo e nell'Aldilà.

2.    Origina nell'anima l'autostima e l'onore, in quanto raggiunge la consapevolezza che Iddio è il vero possessore di tutto ciò che è presente in quest'universo e che non giova né nuoce nulla se non Lui e questa consapevolezza gli permette quindi di fare a meno di tutto ciò che è all'infuori di Iddio e di rimuovere dal proprio cuore qualsiasi paura di altri che Lui, così non spera se non in Iddio e non ha paura se non di Lui.

3.    Origina nell'anima l'umiltà, poiché sa che il bene di cui giova è dono da parte di Iddio, così si ripara dall'inganno del Diavolo evitando la superbia e l'arroganza, senza vantarsi del proprio potere o della propria ricchezza.

4.    Permette di raggiungere la certezza che non vi è alcun sentiero per raggiungere il successo e la salvezza se non attraverso le opere buone di cui Iddio Si compiace, laddove invece altri detengono false credenze come la convinzione che la crocifissione del presunto figlio di Iddio abbia espiato le loro colpe, la supposizione che vi siano altri dèi che avverano i loro desideri - quando in verità non arrecano beneficio, né causano danno alcuno - o ancora, essendo atei, non credono nell’esistenza di un Creatore; ma queste non sono altro che congetture, e quando saranno rimandati a Iddio nel Giorno della Resurrezione e vedranno la Verità, allora si renderanno davvero conto dell'evidente errore sul quale erano.

5.    Sviluppa nell'individuo una straordinaria forza di determinazione, coraggio, perseveranza, fermezza e fiducia con la quale affronta le faccende del mondo, desideroso in tutto ciò del compiacimento di Iddio, consapevole di confidare nel Sovrano dei cieli e della terra che lo sostiene e lo prende per mano, perciò è di un’intrepidezza simile all'irremovibilità delle montagne nella sua pazienza, fermezza e fiducia[290].

 Il Secondo Pilastro: la Fede negli Angeli

La fede negli Angeli consiste nell’aver fede nel fatto che sia stato Iddio a crearli, e ciò perché Lo adorassero. Li ha descritti, gloria sia a Lui, dicendo: {[…] servi onorati, non Lo precedono nel Suo detto e secondo il Suo ordine operano. Conosce il loro avvenire e il loro passato e non possono intercedere se non per coloro di cui Egli si compiace e dal timor di Lui sono impauriti}[291] e inoltre: {Non si dimostrano altezzosi nell’adorarLo e non se ne spossano. Rendono gloria giorno e notte e non si fiaccano}[292].

Iddio li ha celati alla nostra vista, ma a volte è capitato che abbia mostrato qualcuno di loro a qualche Suo Profeta e Messaggero.

Agli angeli sono state assegnate determinati compiti. Tra questi vi è Gabriele (Jibrīl), a cui è stata affidata la trasmissione della rivelazione con cui è disceso da parte di Iddio presso il servo-messaggero da Lui stabilito. Ad altri è assegnata l'asportazione delle anime in punto di morte e alcuni sono incaricati dei feti all'interno dei ventri. Ad altri ancora è stata affidata la protezione dei figli di Adamo e tra loro vi è chi è incaricato di registrare le loro azioni, cosicché per ogni individuo vi sono due angeli: {Alla destra e alla sinistra seduti. Non pronuncia alcun detto senza che vi sia presso di lui un controllore solerte}[293] [294].

 Tra i benefici della Fede negli Angeli, vi è ciò che segue:

1.    Il credo del musulmano si purifica dalle macchie e dalle contaminazioni dell'idolatria[295], poiché dal momento in cui ha fede nell’esistenza degli angeli in quanto creature che Iddio ha incaricato di queste opere straordinarie, si libera dalla credenza nell’esistenza di creature immaginarie che contribuiscono alla direzione dell'universo.

2.    Il musulmano raggiunge la consapevolezza che gli angeli non giovano ne nuocciono, bensì sono servi onorati che non disobbediscono a Iddio in ciò che gli ordina ed eseguono ciò che gli viene comandato di fare. Quindi non li adora, non si rivolge o si affida a loro.


 Il Terzo Pilastro: la Fede nei Libri

La fede nei Libri consiste nell’aver fede nel fatto che Iddio abbia rivelato Libri ai Suoi Profeti e Messaggeri affinché espongano il Suo diritto e richiamino a Lui, come disse l'Eccelso: {Invero abbiamo inviato i Nostri Messaggeri con le prove chiare e abbiamo fatto discendere con loro il Libro e la Bilancia affinché la gente si regoli con equità}[296].

Questi Libri sono molti, tra cui: i Fogli di Abramo, la Torah ricevuta da Mosè, i Salmi coi quali fu inviato Davide, il Vangelo con cui giunse il Messia, che Iddio preservi tutti loro.

E questi Libri di cui ci ha dato notizia Iddio si sono dissolti, difatti non è rimasta alcuna presenza dei Fogli di Abramo. Riguardo invece alla Torah, al Vangelo e ai Salmi, nonostante fossero presenti con questo nome presso i giudei e i nazareni, sono stati comunque alterati, manipolati e molti passi del loro contenuto sono andati perduti. Così è stato aggiunto al loro sostanza ciò che non ne faceva parte, addirittura sono stati poi attribuiti ad altri che i loro latori. L'Antico Testamento contiene più di quaranta libri, eppure solo cinque di questi sono attribuiti a Mosè, mentre nemmeno un Vangelo di quelli presenti viene attribuito a Gesù.

L'essenza della fede in questi libri consiste sostanzialmente nel credere che questi siano stati fatti discendere da Iddio sui Suoi Messaggeri e che contenevano effettivamente la Legge che Iddio ha voluto che fosse trasmessa alla gente di quell'epoca.

L'ultimo Libro che è stato rivelato da Iddio è il Nobile Corano, che fece scendere su Muĥammad []. Continua ad essere preservato in virtù della preservazione divina e non ha subito modifica o alterazione alcuna, né nelle lettere, né nelle parole, né nei segni diacritici, né nei significati.

 Il Corano si distingue dai Libri che l'hanno preceduto sotto vari aspetti, tra i quali:

1.    I Libri precedenti sono andati perduti, hanno subito manomissioni e modifiche, sono stati attribuiti ad altri che ai loro latori, vi sono state aggiunte spiegazioni, commenti ed esegesi e contengono molti concetti che contraddicono la rivelazione divina, la ragione e la natura primordiale. Il Nobile Corano invece è preservato in virtù della preservazione divina e continua a essere composto dalle medesime lettere e parole che Iddio fece scendere su Muĥammad []. Non ha subito alcuna distorsione e non è stato toccato da alcuna aggiunta e i musulmani si sono impegnati affinché rimanesse puro da qualsiasi macchia, perciò non mescolarono nulla ad esso della biografia del Messaggero [], o di quelle dei Compagni, che Iddio si compiaccia di loro, né della sua esegesi e nemmeno delle disposizioni concernenti gli atti adorativi o le transazioni.

2.    Oggigiorno, dei Libri precedenti, non si conosce alcuna autorità storica. Addirittura di alcuni non si conosce nemmeno a chi siano stati rivelati o in quale lingua siano stati fatti scendere, e altri ancora sono stati attribuiti ad altri che ai loro latori. Il Corano invece, l'hanno tramandato i musulmani da Muĥammad [], oralmente e testualmente, attraverso un numero così incalcolabile di persone che non avrebbero avuto possibilità di inventare menzogne. Così tra i musulmani, in ogni epoca e luogo, vi sono migliaia di persone che conoscono a memoria il Libro così come migliaia di sue copie scritte, e nel caso le "copie" orali non combacino con quelle scritte, allora il contenuto divergente non viene riconosciuto. Pertanto, è strettamente necessario che ciò che è nei petti coincida con ciò che è sulle le righe. Il Corano inoltre è stato tramandato con trasmissione orale, un metodo con cui nessun altro libro al mondo era stato mai divulgato, infatti questa metodologia di diffusione non è stata applicata se non nella Comunità di Muĥammad [] e le modalità di questa trasmissione consiste nella perfetta memorizzazione di un allievo presso il suo maestro, che a sua volta aveva imparato a memoria presso il suo maestro. Al termine, l'insegnante conferiva al proprio studente un attestato chiamato "Ijazah", nella quale lo shaykh[297] testimoniava di aver insegnato al suo allievo ciò che aveva imparato a sua volta dai suoi mashaykh, shaykh dopo shaykh, e ciascuno di loro riportava il nome del proprio maestro fino a giungere con l'autorità al Messaggero []. Così con queste modalità, continua la catena dell'autorità orale, dallo studente sino a giungere al Profeta []. Nella stessa maniera si sono avvicendate le prove solide e le testimonianze storiche – tramandate ugualmente con trasmissione a catena continua – a proposito della definizione di ogni capitolo e versetto del Nobile Corano, e dove e quando ciascuno di essi è stato rivelato a Muĥammad [].

3.    Le lingue in cui sono stati rivelati libri precedenti si sono estinte da lungo tempo e non vi è oggi nessuno che le parli e solo in pochi sono in grado di capirle. La lingua invece con la quale è stato rivelato il Corano è una lingua viva parlata da decine di milioni di persone e viene insegnata e appresa in ogni luogo al mondo, e chi non avesse modo di studiarla troverebbe comunque e ovunque chi è in grado di insegnargli il significato del Corano.

4.    I Libri precedenti erano prescritti per un periodo determinato, così come erano assegnati ad un determinato popolo. Perciò, contenevano norme adeguate solamente per quel popolo e per quell'epoca, e quel che presenta siffatte caratteristiche non può essere adeguato per tutte le genti. Il Nobile Corano, invece, è un Libro predisposto per ogni epoca e adatto per ogni luogo e comprende norme, transazioni e morale eque per ogni nazione, in ogni momento, poiché il discorso è rivolto all'intera umanità.

Da quanto riportato, appare chiaramente quanto sia impossibile che l’argomentazione di Iddio all'umanità possa essere in libri di cui non esistono le copie originali né tantomeno che ci sia alcuno sulla faccia della terra che parli le lingue con cui sono state redatte queste scritture dopo la loro alterazione; piuttosto l’argomentazione di Iddio alle Sue creature, infatti, non può che trovarsi in un Libro preservato, integro dalle aggiunte, dalle mancanze e dalle alterazioni, la cui copia sia diffusa in ogni luogo e scritto con una lingua viva, utilizzata nella lettura da milioni di persone, affinché possano divulgarsi i messaggi divini a tutte le genti.

Questo Libro non è altro che il "Magnifico Corano", che Iddio ha rivelato a Muĥammad [], rendendolo preminente su tutte le Scritture precedenti, confermante e testimone di queste, ed è proprio questo il Libro che tutta l'umanità deve seguire in modo che sia per essa luce e guarigione, guida e misericordia.

Disse l'Eccelso: {E questo Libro lo abbiamo fatto scendere benedetto, quindi seguitelo e abbiate timore, sicché possiate essere oggetto di misericordia}[298] e disse anche: {Dì: "O gente, Invero io sono un Messaggero di Iddio per tutti voi}[299] [300].


 Il Quarto Pilastro: La Fede nei Messaggeri[301]

Invero Iddio ha inviato Messaggeri alle Sue creature affinché gli rechino la buona novella della beatitudine a loro riservata laddove abbiano fede in Iddio e credano nei Messaggeri, e li ammoniscano invece laddove disobbediscano. Disse l'Elevato: {In verità, in ogni comunità abbiamo inviato un Messaggero con: "Adorate Iddio e appartate i prevaricatori"}[302] e disse: {Messaggeri, nunzi e ammonitori, affinché non vi sia argomentazione per la gente nei confronti di Iddio dopo gli inviati}[303].

E questi Messaggeri sono stati numerosi. Il primo di questi fu Noè, mentre l'ultimo fu Muĥammad []. Di alcuni di loro, Iddio ci ha dato notizia, come Abramo, Mosè, Gesù, Davide, Giovanni, Zaccaria, Sālih; mentre altri non sono stati menzionati. Disse Iddio: {Messaggeri di cui ti abbiamo raccontato e Messaggeri invece di cui non ti abbiamo raccontato nulla}[304].

Tutti questi Messaggeri sono esseri umani creati da Iddio e non possiedono della Signoria e della Deità alcun attributo. Così, nessun atto di culto viene rivolto loro e non possiedono nemmeno il giovamento o danno per se stessi. Racconta Iddio che Noè – che fu appunto il primo di loro - disse al suo popolo: {E non vi dico di possedere i depositi di Iddio o di conoscere l'ignoto e non vi dico nemmeno di essere un angelo}[305] e ordinò all'ultimo di dire[306]: {"Non vi dico di possedere i depositi di Iddio o di conoscere l'ignoto e non vi dico nemmeno di essere un angelo"}[307] e di dire inoltre: {"Non possiedo per me stesso beneficio né danno, eccetto ciò che Iddio vuole"}[308].

I Profeti, quindi, sono servi onorati che Iddio ha prescelto e onorato con il Messaggio. Li ha descritti esaltando la loro servitù, la loro religione è l'Islām e Iddio non accetta altre religioni diverse da questa. Disse l'Elevato: {Invero la religione presso Iddio è l'Islām}[309].

I loro Messaggi concordano nei loro fondamenti e variano invece nella loro normativa. Disse l'Eccelso: {A ciascuno abbiamo assegnato un ordinamento e una metodologia}[310].

E il sigillo di questi è l'Ordinamento di Muĥammad [], che abroga tutto ciò che l'ha preceduto, così come il suo Messaggio è l'ultimo dei Messaggi e lui è il sigillo dei Messaggeri.

Per chi ha fede in un Profeta è necessario aver fede in tutti loro, e chi ne rinnega uno, allora li rinnega tutti. Questo perché tutti i Profeti e i Messaggeri hanno richiamato alla fede in Iddio, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri e nell'Ultimo Giorno in quanto la loro religione è unica. Chi quindi fa distinzione tra di loro o crede in alcuni e miscrede in altri, allora è infedele nei confronti di tutti loro, poiché ciascuno di questi ha richiamato ad aver fede in tutti i Profeti e Messaggeri[311]. Disse l'Onnipotente: {Il Messaggero ha avuto fede in ciò che il suo Signore ha fatto scendere su di lui, e così i fedeli. Tutti hanno avuto fede in Iddio, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri: “Non facciamo distinzione alcuna tra i Suoi Messaggeri” e dissero “Abbiamo ascoltato e abbiamo obbedito. Il perdono tuo, nostro Signore, è verso di Te la destinazione”}[312] e disse: {Invero coloro che non hanno fede in Iddio e nei Suoi Messaggeri e vogliono distinguere tra Iddio e i Suoi Messaggeri e dicono: “Abbiamo fede in alcuni e rinneghiamo altri” e così vogliono intraprendere in quella [distinzione] un [proprio] sentiero}[313].


 Il Quinto Pilastro: la Fede nel Giorno Ultimo

La Fede nel Giorno Ultimo giacché il destino di ogni creatura nel mondo è la morte! Allora qual è la sorte dell'uomo dopo la morte? Qual è la meta degli ingiusti che sono scampati dal tormento nella vita terrena? Si salveranno forse dalla sofferenza per loro ingiustizia? E i benevolenti invece che non hanno ottenuto la loro parte di ricompensa per il bene che hanno compiuto nella vita terrena? Andranno forse perduti le loro ricompense?

Invero l'umanità si sussegue nella morte, generazione dopo generazione, e ciò finché Iddio non ordinerà la fine del mondo e qualsiasi creatura in esso perirà.  Poi Iddio farà resuscitare ogni essere in un Giorno memorabile dove riunirà le prime generazioni e le ultime e in seguito chiederà il resoconto a ciascun servo a proposito delle sue opere, buone o malvagie, compiute nella vita terrena. I fedeli verranno guidati nel Paradiso mentre gli infedeli saranno trascinati nell’Inferno.

Il Paradiso rappresenta la beatitudine che Iddio ha serbato per i Suoi fedeli alleati e in questo vi sono delizie che nessuno è in grado di descrivere. È suddiviso in 100 livelli e ogni livello avrà i suoi abitanti distribuiti in base alla fede e all'ubbidienza a Lui. Gli abitanti del livello più basso del Paradiso avranno come delizia il pari del regno di uno dei re di questo mondo, o dieci volte tanto.

L'inferno invece rappresenta il tormento che Iddio ha serbato per coloro che non hanno fede in Lui e in esso vi sono tipi di tormenti che terrorizzano solo a ricordarli, e se Iddio permettesse a qualcuno di morire nell'Aldilà, la gente dell'Inferno morirebbe al solo vederli.  

Iddio sa già – per prescienza – cosa ciascun individuo dirà e cosa farà, in bene o in male, in pubblico o in privato, e quindi ha incaricato per ogni persona due angeli: uno che ne scrive le opere buone e l'altro quelle malvagie e nulla potrà sfuggirgli. Disse l'Onnisciente: {Non pronuncia alcun detto senza che vi sia presso di lui un controllore solerte}[314]. Così, verranno registrate tutte queste opere in un libro che verrà dato all'individuo nel Giorno della Resurrezione: {E sarà posto il libro. Così vedi i criminali impauriti da ciò che contiene e dire: “Oh, è la nostra rovina! Cos'ha questo libro che non tralascia minuzia né gravità senza che l'abbia computata!?”. Così hanno trovato presente ciò che avevano compiuto. Di certo il tuo Signore non fa torto ad alcuno}[315]. Allora leggerà il suo libro e non negherà nulla di ciò che contiene. Quanto a colui invece che ne negherà qualcosa, Iddio farà pronunciare il suo udito, la sua vista, le sue mani, i suoi piedi, la sua pelle e tutte le sue membra. Disse l'Elevato: {E nel giorno in cui i nemici di Iddio saranno costretti[316] verso il Fuoco e quindi disposti. Quando vi giungeranno, i loro uditi, le loro viste e le loro pelli testimonieranno contro di loro per quel che avranno operato. Diranno allora alle loro pelli: "Perché avete testimoniato contro di noi?” Diranno: “Ѐ Iddio che ci ha fatto proferire, Colui che fa proferire ogni cosa. Ed è proprio Lui che vi ha creati la prima volta ed è a Lui che sarete ricondotti. Non vi mettevate a riparo dal fatto che potessero testimoniarvi contro il vostro udito, i vostri occhi e le vostri pelli, ma credevate che invero Iddio molto di ciò fate non sapesse”}[317].

E della Fede nel Giorno Ultimo – che è il Giorno della Resurrezione e del Resuscitamento - hanno dato notizia tutti i Profeti e Messaggeri. Disse l'Elevato: {E tra i Suoi segni vi è la terra che vedi arida che quando vi facciamo scendere l'acqua si scuote e prospera. Invero, Colui che le ha ridato vita, ridà vita ai morti}[318] e disse: {Non vedono forse come Iddio, Colui che creò i cieli e la terra e non si è stancato nella loro creazione, è in grado di risuscitare i morti?}[319]. Ed è questo che la saggezza divina corrobora, in quanto Iddio non ha creato le Sue creature invano e nemmeno le ha lasciate senza incarichi o resoconto. Perfino la persona più debole intellettivamente non esegue alcuna opera volontaria senza che abbia uno scopo; e se è impossibile immaginare questo per un umano, come è possibile che poi questo stesso umano possa supporre che il Suo Signore lo abbia creato invano lasciandolo senza incarico alcuno o resoconto? Sia elevato Iddio d'immensa elevazione da ciò che affermano! Disse l'Eccelso: {Credete forse che vi abbiamo creati invano e che da Noi non sarete ricondotti?}[320]. E disse anche: {E non creammo i cieli e la terra e ciò che vi è nel frammezzo invano. Questa è la supposizione di coloro che hanno miscreduto! Ma sciagura a coloro che hanno miscreduto, per il Fuoco [che li attende]!}[321].

E della necessità della fede nel Giorno Ultimo hanno testimoniato tutte le persone dotate d’intelletto ed è questa la realtà che la ragione appoggia e alla quale si asservisce la retta natura primordiale. Questo perché l'uomo, nel momento in cui ha fede nel Giorno della Resurrezione, percepisce il motivo per cui abbandona ciò che abbandona e opera ciò che opera, desideroso di ciò che è presso Iddio. Coglie altrettanto il fatto che chi compie ingiustizia contro la gente è indispensabile che trovi ciò che merita e che le persone che hanno subìto da lui gli facciano denuncia contro nel Giorno del Giudizio. Perciò intuisce quanto sia inevitabile che l'uomo abbia la propria mercede: in bene per il bene e in male per il male, affinché sia compensata ogni anima per ciò che ha operato e si avveri la giustizia divina. Disse l'Elevato: {E chi compie il peso di una particella di bene lo vedrà, e chi compie il peso di una particella di male lo vedrà}[322] [323].

Nessuno tra gli uomini sa quando avverrà il Giorno della Resurrezione - nemmeno i Profeti inviati e gli angeli ravvicinati lo sanno - in quanto Iddio l'ha riservato alla Sua sapienza. Disse l'Elevato: {Ti chiederanno a proposito dell'Ora: "Quando sarà il suo termine?". Dì: "Invero la scienza a riguardo è riservata al mio Signore e non renderà palese il suo tempo se non Lui"}[324] e disse, gloria sia Lui: {Invero è solo presso Iddio la sapienza dell'Ora}[325].


 Il Sesto Pilastro: La Fede nel Decreto e nel Destino

La Fede nel Decreto e nel Destino consiste nell’avere fede nel fatto che Iddio sa ciò che fu e ciò che sarà, e che già sa le condizioni dei servi, la durata delle loro vite e la natura del loro sostentamento. Disse l'Elevato: {Invero Iddio ha sapienza di ogni cosa}[326] e disse: {E in Suo possesso [sono] i depositi dell'ignoto di cui non possiede conoscenza alcuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca foglia se non che ne abbia conoscenza, e non vi è seme nelle tenebre della terra, o corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[327].

E ha già per iscritto tutto ciò in un libro presso di Lui, e disse, gloria sia a Lui: {Ed abbiamo enumerato ogni cosa in un libro-guida esplicito}[328].


E disse il Magnifico: {Non sai forse che invero Iddio sa ciò che vi è nel cielo e nella terra? Tutto ciò in verità è in un libro. Di certo questo è facile per Iddio}[329]. Nel momento in cui Iddio vuole qualcosa dice a questa: "Sii", e quindi è. Difatti disse: {Invero il Suo ordine, nel momento in cui vuole qualcosa, è che dica: "Sii" ed essa è}[330]. Inoltre Iddio, così come ha prestabilito ogni cosa, è anche Colui che ha creato ogni cosa. Disse: {Invero abbiamo creato ogni cosa con predestinazione} [331] e disse: {Iddio è Creatore di ogni cosa}[332]. Così ha creato i servi affinché Lo adorassero, presentandogli e  ordinandogli l'adorazione, così come gli ha presentato e proibito la disobbedienza a Lui , e li ha dotati della capacità e della volontà che consente loro di eseguire i Suoi comandi ottenendo di conseguenza la ricompensa e di commettere i peccati verso di Lui meritando di conseguenza il tormento.


 Nel momento in cui la persona ha fede nel Decreto e nel Destino, si avvera per lui ciò che segue:

1.    Il fatto di affidarsi a Iddio nel momento in cui ricerca le opportunità, poiché sa che la causa e l'effetto sono entrambi dipendenti dal decreto di Iddio e dalla Sua predestinazione.

2.    Il benessere dell'anima e la serenità del cuore, poiché nel momento in cui sa che il tutto dipende dal decreto di Iddio e dalla Sua predestinazione, e che il danno decretato avverrà inevitabilmente, si acquieta la sua anima e accetta ciò che Iddio ha decretato. Difatti, non vi è nessuno di miglior vita, con anima più sollevata e con maggior serenità di chi ha fede nella predestinazione.

3.    Il bando della superbia nel momento in cui si raggiunge ciò che si desiderava, poiché l'ottenimento di questo non è altro che grazia da parte di Iddio che ha concesso le cause del bene e del successo. Che ringrazi quindi Iddio per questo.

4.    L’eliminazione dell'ansia e della delusione nel momento in cui si manca l'obiettivo desiderato o quando si è colpiti da un male, in quanto questo avviene secondo il decreto di Iddio che non può essere in alcun modo respinto. Non è ammessa modifica al Suo giudizio, che si realizzerà immancabilmente. Che pazienti, dunque, aspirando alla ricompensa di Iddio.

Disse il Misericordioso: {Non si abbatte calamità sulla terra o in voi stessi, che non sia in un libro già prima di crearla, e ciò in verità è facile per Iddio. Questo affinché non disperiate a causa di ciò che vi è sfuggito e non esultiate per ciò che vi è giunto. Infatti Iddio non ama nessun altero superbo}[333] [334].

5.    Il pieno confidare in Iddio, gloria sia a Lui. Ciò perché il musulmano sa che solo Iddio ha il potere di causare il beneficio o il danno, quindi non temerà un potente per la sua potenza e non esiterà nel compiere il bene per paura di alcun umano. Disse il Profeta [] ad Ibn 'Abbās, che Iddio si compiaccia di lui e del padre: «E sappi che se tutta l'umanità si riunisse per procurarti beneficio non potrebbe beneficiarti se non con ciò che Iddio ti ha preordinato; e che se si riunissero per arrecarti nocumento, non potrebbero nuocerti se non con che Iddio ti ha preordinato»[335].


 Il Terzo Grado: Al-Iĥsān[336]

Al-Iĥsān ha un solo pilastro e consiste nell'adorare Iddio come se Lo vedessi poiché nonostante tu non lo veda, invero Egli ti vede.

Così l'individuo adora il Suo Signore con questa virtù che richiama la percezione della Sua vicinanza e il sentimento di essere dinnanzi a Lui. Ciò induce all'ossequio, alla paura, alla reverenza e alla venerazione, così come obbliga alla correttezza nello svolgimento dell'adorazione e allo sforzo nell’affinarla e completarla.

Il servo così considera la sorveglianza del Suo Signore nell'attuazione del culto e cerca di avvertire la Sua prossimità, e nel caso non ne fosse in grado, cerca motivazione nel fatto che Iddio lo vede e che sa il suo segreto e il suo manifesto, il suo interiore e il suo esteriore e nulla delle sue faccende è a Lui nascosta[337].

Il servo che raggiunge questo livello adora il suo Signore con sincerità, senza rivolgersi ad altri che a Lui. Non si attende così l'elogio della gente e nemmeno teme la loro disapprovazione. Gli basta, infatti, solo la compiacenza del suo Signore e la lode del suo Padrone.

È una persona agli occhi della quale equivalgono le opere nascoste e quelle palesate, adora il Suo Signore in privato e in pubblico e possiede un'indubbia certezza che Iddio osserva ciò che ha nel cuore e ciò che gli sussurra la sua anima. La fede ormai predomina nel suo cuore, e avverte su di lui la sorveglianza del suo Signore. I suoi arti si sono asserviti a Colui che li ha originati e non compie più opera alcuna senza che appartenga a ciò che Iddio ama e di cui Si compiace. È sottomesso al suo Signore.

Ora che il suo cuore si è attaccato al suo Signore non chiede più sostegno alle creature poiché Iddio gli è sufficiente. Non si lamenta con nessun essere umano poiché i suoi bisogni li presenta a Iddio, gloria sia a Lui, e si basta di Lui come unico sostenitore.

Non soffre la solitudine in alcun luogo e non prova paura per nessuno, poiché sa che Iddio è con lui in tutte le sue questioni e Lui di certo gli basta, e qual migliore ausiliario?

Non tralascia nulla di ciò che gli ha ordinato Iddio e non commette peccato nei Suoi confronti perché prova vergogna di fronte a Lui, e odia che lo non lo trovi dove Gli ha ordinato di essere, o che lo trovi dove invece gli ha interdetto di andare.

Non aggredisce creatura alcuna e non le fa torto perché sa che Iddio lo vede e che, gloria sia Lui, gli chiederà il resoconto delle sue opere.

Non sparge corruzione sulla terra dacché sa che i beni che questa contiene sono proprietà di Iddio l'Elevato che ha messo a disposizione delle sue creature, quindi ne utilizza in misura delle sue necessità, ringraziando il Suo Signore che glieli ha concessi.

* * *

Tutto ciò che ti ho menzionato e presentato in quest'opuscolo non rappresenta che le questioni più importanti e i grandiosi pilastri dell'Islām, e questi pilastri, nel momento in cui il servo vi ha fede e opera di conseguenza, diventa musulmano.

Dunque, come abbiamo ricordato in precedenza, l'Islām è sacro e profano, adorazione e metodologia di vita. Rappresenta, infatti, un sistema divino, globale e completo, che racchiude nelle sue disposizioni tutte le esigenze di cui necessitano l’individuo e la comunità allo stesso modo, in tutti gli ambiti della vita religiosa, politica, economica, sociale e pubblica sicurezza.

In esso l'individuo trova fondamenti, principi e normative che regolano la pace, la guerra e i diritti essenziali.

Preserva la dignità dell'uomo, ma anche quella dei volatili, degli animali e dell'ambiente circostante.

Gli mostra la vera realtà dell'essere umano, della vita, della morte e della resurrezione dopo la morte e se ne trae inoltre la metodologia ideale con cui rapportarsi con le persone che lo circondano, come dal detto Suo, gloria a Lui l'Elevato: {Dite alla gente le migliori [parole]}[338] e dal Suo detto: {E coloro che perdonano la gente}[339] e ancora: {E che non vi induca l'odio per un popolo a non giudicare con equità. Siate equanimi, ché è più vicino al timore}[340].

E dopo aver discusso a proposito dei gradi di questa religione e dei pilastri di ciascuno di questi, è ora opportuno presentare una breve illustrazione circa le sue virtù.

 Alcune delle Virtù dell'Islām[341]

Le virtù dell'Islām superano ciò che le penne sono in grado di scrivere e le descrizioni di raccontare in modo esaustivo a proposito dei meriti di questa religione, e ciò perché è la religione di Iddio, gloria sia a Lui l'Elevato. Difatti, così come la percezione non è in grado di concepire appieno l'essenza d'Iddio e la sapienza umana di delinearla, allo stesso modo la penna non ha la possibilità di profilarne l'Ordinamento.

Disse Ibn Al Qayyim (che Iddio abbia di lui misericordia): «Se riflettessi sulla saggezza abbagliante di questa retta religione, e del credo contrapposto al politeismo, e dell’ordinamento Muĥammad ico - di cui non raggiunge la completezza l'espressione e non ne perviene alla magnificenza la descrizione, così come non sono in grado gli intelletti dei raziocinanti di proporne di meglio - fossero anche riuniti e conformi al più completo di loro - e secondo l'intendimento delle menti complete e virtuose, percepiresti la sua bellezza e scorgeresti il suo merito e il fatto che non abbia bussato al mondo Legge più completa, più elevata e più magnifica di essa, e se non fosse giunto il Messaggero con qualche prova di conferma, sarebbe di per sé bastata come prova, segno e testimonianza del fatto che proviene da Iddio. È tutta testimone, in virtù della completezza della sapienza, la compiutezza della saggezza, la grandezza della misericordia, dell'equità e della carità; la cognizione completa dell'ignoto e del manifesto, la scienza delle cause e degli effetti.

Rappresenta una delle più straordinarie grazie con cui Iddio abbia mai colmato i Suoi servi. Infatti, non ha donato loro nulla di più nobile che averli guidati ad essa e resi tra la sua gente e tra coloro per i quali Si è compiaciuto darla. Perciò, ha ricordato ai Suoi servi il Suo favore di averli guidati a questa, e disse l'Elevato: {Invero Iddio ha colmato di grazia i fedeli suscitando tra di loro un Messaggero di essi che reciti loro i Suoi versetti, li purifichi e insegni loro il Libro e la Saggezza, chè invero in precedenza erano su un evidente traviamento}[342]. E disse, affinché facesse sapere ai Suoi servi e ricordasse loro l'eccellenza della grazia con cui li ha colmati, richiamandoli ad essere riconoscenti per averli resi tra la Sua gente: {Oggi ho completato per voi la vostra religione}[343]»[344].

E per mostrare un minimo di riconoscenza verso Iddio che ci ha guidati a questa religione, menzioniamo ora alcune delle sue virtù:

 È la Religione di Iddio.

L'Islām è la religione che Iddio ha scelto per Se Stesso, con cui ha inviato i Suoi Messaggeri e ha permesso ai Suoi servi di adorarLo attraverso questa. Così come non somiglia al Creatore creatura alcuna, così non somiglia altrettanto alla Sua religione, che è appunto l'Islām, alcuna legislatura o religione di provenienza umana. Nello stesso modo, come Iddio Si distingue per la perfezione assoluta, così la Sua religione sarà caratterizzata dalla perfezione assoluta con cui emana le disposizioni adeguate per la vita mondana e oltremondana, comprendendo inoltre i diritti del Creatore e i doveri che i servi hanno nei Suoi riguardi e i diritti e i doveri di ciascuno nei confronti dell'altro.

 La sua Globalità

Tra le principali virtù di questa religione vi è l’interezza con cui include ogni cosa. Disse l'Eccelso: {Invero non abbiamo tralasciato nulla nel Libro}[345]. Questa religione difatti comprende ciò che riguarda il Creatore come i Suoi Nomi, i Suoi Attributi, i Suoi diritti. E racchiude altrettanto ciò che riguarda le creature in termini di ordinamenti, incarichi, morale e modi di rapportarsi. Custodisce le notizie dei primi e degli ultimi e quelle degli angeli, dei Profeti e dei Messaggeri. Racconta a proposito del cielo, della terra, delle costellazioni, delle stelle, degli alberi e dell'universo e menziona la ragione della creazione, il suo scopo e il suo fine ricordando il Paradiso e la destinazione dei fedeli, e l'Inferno e la fine degli infedeli.

 Stabilisce una connessione diretta tra il Creatore e la creatura

Ogni falsa religione e ideologia si riconosce per il fatto di collegare l'uomo ad un altro suo consimile, anch'esso quindi soggetto alla morte, alla debolezza, all'impotenza, alla malattia. Capita perfino che arrivino a fargli instaurare un legame con una persona già morta da centinaia di anni e divenuta ormai ossa e polvere. Mentre la religione dell'Islām si differenzia per il fatto di stabilire un legame diretto tra il fedele e il proprio Signore, senza prete o reverendo, e senza dogmi dottrinali. Solo il contatto diretto tra il Creatore e la creatura.

Una connessione che collega l'intelletto col proprio Signore, e attraverso essa genera l'illuminazione e la guida. Il fedele s'innalza, si eleva e ricerca la perfezione, tenendosi così al di sopra delle bassezze e delle vanità, poiché il cuore che non ha una relazione col proprio Creatore risulta essere più smarrito del bestiame.

Ed è un collegamento tra il Creatore e la creatura attraverso il quale quest'ultimo conosce il volere di Iddio nei propri riguardi, così lo adora con lungimirante sapienza definendo gli atti che causano la Sua compiacenza affinché li ricerchi, e quelli invece che causano la Sua ira, affinché li apparti.

Ed è altrettanto un collegamento tra il Creatore l'Onnipotente e la creatura debole e povera attraverso cui quest’ultima Lo implora per ottenere l'ausilio, il sostegno e il successo, e Gli chiede di preservarlo dalle trame dei malvagi e dagli intrighi dei diavoli.

 La considerazione degli interessi del mondo e dell'Aldilà

Il Diritto Islamico si fonda sulla considerazione degli interessi sia della vita terrena che dell'Aldilà e completamento della morale onorevole.

Riguardo agli interessi dell'Aldilà, ha spiegato i loro aspetti senza trascurarne nulla, anzi li ha definiti e chiariti affinché niente sia tralasciato a tal proposito, comunicando la promessa della Sua grazia e l'ammonimento dal Suo tormento.

Circa gli interessi della vita terrena, Iddio ha statuito in questa religione ciò che preserva per uomo il proprio credo, la propria vita, i propri beni, la propria discendenza, il proprio onore e la propria mente.

Quanto invece alla morale onorevole, Egli ha ordinato di mantenerla manifestamente e intimamente, vietando così le consuetudini viziose e vane.

Della morale manifesta fa parte la pulizia, la purezza e la purificazione dall'impurità e dalle sporcizie. Ha raccomandato ad esempio l'uso del profumo e il bell'aspetto.

Ha proibito le viziosità come la fornicazione, il consumo di vino, di carne di animali morti, di sangue o di carne di maiale, ordinando invece di cibarsi delle cose buone; e ha interdetto inoltre lo spreco e lo sperpero.

Quanto invece alla purificazione interiore, considera l'abbandono degli atti immorali sostituendoli con l'adozione di quelli morali e lodevoli. Tra gli atteggiamenti biasimevoli vi è la menzogna, la depravazione, l’ira, l'invidia, l'avarizia, l'umiliazione, l'amore del prestigio e della vita terrena, l'arroganza, la superbia e l'ostentazione. Tra gli atteggiamenti lodevoli invece abbiamo le buone consuetudini, la buona compagnia con le creature e la carità verso di esse, l'equità, l'umiltà, la veridicità, la magnanimità, la generosità, la confidenza in Iddio, la sincerità di fede, la paura di Iddio, la pazienza e la gratitudine[346].


 La facilità

La facilità è una delle qualità con le quali si distingue questa religione. Difatti, in ciascuno dei suoi riti vi è facilità e lo stesso in ogni atto di culto. Disse l'Eccelso: {[…] e non vi ha posto nella religione alcun disagio […]}[347]. E il primo aspetto di questa facilità consiste nel fatto che chiunque volesse abbracciare l'Islām non ha bisogno di intermediazioni umane o della confessione del passato trascorso, bensì tutto ciò di cui necessita è purificarsi, pulirsi e testimoniare che "Non vi è Iddio [autentico degno di adorazione] se non Iddio, e Muĥammad  è Messaggero di Iddio", credendo dunque nel suo significato ed operando secondo ciò che implica.

In seguito, in ogni atto d'adorazione vi è facilità ed lievità. Se la persona è in viaggio o si ammala, ad esempio, le sue opere vengono comunque conteggiate come se fosse sano e residente. Piuttosto, la vita stessa del musulmano diventa facile e serena, a differenza della vita dell'infedele, affetta da angustia e difficoltà.

E così pure la morte del fedele si rivela facile, al punto che lo spirito fuoriesce [dal suo corpo] come la goccia fuoriesce da un recipiente. Disse l'Elevato: {Coloro a cui gli angeli coglieranno le anime in condizione di purezza e diranno loro: "Salute a voi! Entrate in Paradiso a causa di ciò che operavate"}[348].

Mentre all'infedele, nel momento della sua morte, gli angeli si presentano duri e severi, colpendolo con la frusta; disse l'Eccelso: {[…] e se vedessi gli ingiusti nelle agonie della morte e gli angeli che abbattendo le proprie mani [diranno]: "Rigettate le vostre anime! Oggi sarete ricambiati con un tormento umiliante per ciò che dicevate senza diritto su Iddio e per esser stati sdegnosi verso i Suoi segni"}[349].  E disse: {E se vedessi gli angeli quando colgono le anime di coloro che sono stati infedeli colpendoli sul davanti e sul didietro: "Assaggiate il tormento dell'Incendio"}[350].

 La Giustizia

Invero Colui che ha stabilito le disposizioni Islāmiche è solo Iddio, Lui che è il Creatore di tutte le creature: del bianco e del nero, del maschio e della femmina e tutti loro dinnanzi al Suo giudizio, alla Sua giustizia e alla Sua misericordia sono a pari livello. Ha disposto per il maschio e per la femmina ciò che è adeguato per ciascuno di loro. Pertanto, è inconcepibile che l'Ordinamento avvantaggi l'uomo a discapito della donna, o favorisca la donna facendo torto all'uomo, o conceda attributi all'uomo bianco privandone quello nero. Tutti dinanzi all'Ordinamento di Iddio sono alla pari, senza alcuna differenza tranne che sulla base del timore di Lui.


 “La Promozione della Virtù[351] e la Probizione del Vizio”[352]

Questa religione contiene una nobile peculiarità e raffinata caratteristica, quella della "promozione delle virtù e la proibizione del vizio". È dovere, infatti, di ogni musulmano e musulmana adulti, con capacità di intendere e volere ed avente la possibilità, di ordinare o impedire in base alle proprie possibilità e in base inoltre ai vari livelli di questa azione, che sono: l'ordine e l'impedimento con le mani, e nel caso non si fosse in grado, con la lingua, e nel caso non si fosse in grado, con il cuore. In questo modo tutta la comunità è supervisore della comunità stessa. Ogni singolo individuo ha il dovere di ordinare il bene e vietare il male a chi ha mancanze nella virtù o commette viziosità, che fosse governante o governato, ciascuno secondo le proprie possibilità e in base ai criteri sciaraitici che regolano questa funzione. Questo – come vedi – è compito che spetta ad ogni singolo individuo, ciascuno in relazione alle proprie potenzialità, quando molti dei sistemi politici attuali si esaltano per il fatto che consentono ai partiti dell'opposizione di controllare l'andamento delle attività governative e le prestazioni delle istituzioni ufficiali.

Dunque queste sono alcune delle virtù dell'Islām, e se avessi voluto dilungarmi mi sarei dovuto fermare ad ogni rito e ad ogni obbligo, ordine e divieto per mostrare la saggezza immensa, la legislazione precisa, la bellezza straordinaria e la perfezione inimitabile che contiene ognuno di questi. Chi riflette, infatti, a proposito delle disposizioni di questa religione saprà con certezza che queste provengono da Iddio e che è la Verità su cui non esistono dubbi e la rettitudine che non contiene traviamento alcuno.

Se desideri perciò progredire verso Iddio, seguire il Suo ordinamento, e ricalcare le orme dei Suoi Profeti e Messaggeri, allora sappi che la porta del pentimento è dinanzi a te, aperta, e che il tuo Signore è misericordioso e ti richiama per concederti il perdono.

 Il Pentimento

Disse il Profeta []: «Ogni figlio di Adamo sbaglia assiduamente, e i migliori tra quelli che sbagliano assiduamente sono coloro che si pentono assiduamente»[353].

L'uomo è debole in sé e altrettanto debole nelle sue ambizioni e nella sua determinazione e non sarebbe in grado di sopportare le conseguenze dei propri peccati e delle proprie colpe, così Iddio gli ha alleviato il carico, per Sua misericordia, concedendogli il pentimento.

La realtà del pentimento consiste nell'abbandono del peccato, poiché riprovevole, per paura di Iddio e desiderosi di ciò che ha serbato per i Suoi servi, quindi il rimorso per ciò che è stato commesso e la determinazione a non ripeterlo, rimpiazzandolo in seguito con le opere buone[354].

Come puoi notare, è un'opera esclusiva del cuore tra il servo e il proprio Signore. Niente fatica, niente sforzo e niente sofferenza a causa di duro lavoro, ma solo un'opera del cuore, astenendosi da eventuali peccati futuri, e nella tua astensione c’è abbandono e conforto[355]. Non hai bisogno dunque di pentirti per tramite di un umano che fa scandalo del tuo misfatto, che svela ciò che dite è celato e che sfrutta la tua debolezza. È un'implorazione tra te e il tuo Signore attraverso la quale chiedi il perdono e la guida, e così Egli accetta il tuo pentimento.

Nell'Islām non esistono peccati ereditati da altri, né redentori umani attesi, bensì è come l’ha trovto l'ebreo austriaco, tornato poi all'Islām, Muĥammad  Asd, che ha detto: «Non ho trovato in nessun tratto del Corano alcuna menzione della "redenzione". Non esiste nell'Islām peccato originale ereditato che ostacola l'individuo nel suo percorso, e ciò perché {l'uomo non detiene se non ciò che ha perseguito}[356] e non richiede ad un uomo di fare omaggio di qualche offerta o di uccidersi affinché gli vengano aperte le porte del pentimento e si liberi dal peccato»[357].

Piuttosto, è come disse Iddio l'Elevato: {E non si fa carico, un caricato, di carico altrui}[358].


 Il pentimento genera magnifici effetti e benefici, di cui ricordiamo qualcuno:

1.    Consente al servo di concepire l'immensa tolleranza di Iddio e la Sua generosità nel celarlo (nonostante il misfatto). Se Iddio volesse, gli affretterebbe il castigo e lo disonorerebbe davanti ai Suoi servi, e in seguito non riuscirebbe più a convivere serenamente con loro.

E invece lo ha onorato col Suo velo e l'ha avvolto nella la Sua tolleranza e l'ha comunque sorretto donandogli forza, capacità, sostentamento e nutrimento.

2.    Consente al servo di conoscere la sua vera identità, e quanto sia incline a compiere il male, e il fatto stesso di commettere questo errore, peccato e mancanza rappresenta una prova della debolezza della sua anima e della sua incapacità di astenersi dai desideri peccaminosi. Così si accorge chiaramente di non poter far a meno di Iddio – nemmeno per un battito di ciglia – affinché possa purificare e dirigere la propria anima.

3.    Ha legiferato, gloria sia a Lui, il pentimento con cui attira la più grande causa di felicità per il fedele, cioè il ricorso a Iddio e la ricerca di sostegno da Lui, e attira altrettanto i vari tipi di invocazioni, suppliche, preghiere, implorazioni, richieste, e ancora l'amore, la paura, la speranza. Così l'anima si avvicina al Suo Creatore con una vicinanza peculiare che non si sarebbe realizzata senza il pentimento e il ricorso a Iddio.

4.    Attraverso esso Iddio perdona al servo i peccati passati che ha commesso. Disse l'Elevato: {Dì [O Muĥammad] a coloro che hanno miscreduto che se desistono sarà perdonato loro ciò che hanno commesso in passato}[359].

5.    Rimpiazza i peccati della persona con opere meritorie. Disse il Misericordioso: {Tranne chi si pente e compie il bene, allora a costoro Iddio sostituirà le loro colpe con buone azioni, e Iddio è sempre perdonatore e misericordioso}[360].

6.    Consente alla persona di trattare i suoi consimili, nel momento in cui gli fanno torto e mancano nei suoi confronti, come amerebbe essere trattato da Iddio in occasione dei suoi misfatti, delle sue mancanze e dei suoi peccati. Difatti, la ricompensa è conforme al carattere dell'opera compiuta: quindi se tratta la gente con queste buone maniere, si presta allo stesso trattamento da parte del Suo Signore che compensa i suoi peccati e le sue colpe con la Sua Benevolenza nello stesso modo in cui ha compensato il maltrattamento subito dalle creature.

7.    L'individuo, attraverso il pentimento raggiunge la consapevolezza di soffrire in verità di molti vizi e difetti. Di conseguenza sarà indotto a disinteressarsi dei difetti della gente, occupandosi quindi a migliorare se stesso piuttosto che pensare alle imperfezioni altrui[361].

Concludo questo paragrafo con la notizia di un uomo che giunse dal Profeta [] dicendogli: “O Messaggero di Iddio! Non ho tralasciato nulla di esigenza o sfizio se non che l'abbia commesso”. Disse: “Non testimoni forse che non vi è Iddio [autentico degno di adorazione] se non Iddio e che Muĥammad  è Messaggero di Iddio?” per tre volte. Disse “Si”. Disse: “Quello supera quello”. E in un'altra versione: “Invero questo supera tutto quello”[362].

In un'altra narrazione si riporta che un uomo giunse dal Messaggero di Iddio [] e disse: «”Cosa vedi a proposito di un uomo che ha commesso tutti i peccati ma che non associa a Iddio nulla, ma ciò nonostante non ha tralasciato esigenza o sfizio senza che lo abbia commesso. Vi è per costui pentimento?” Disse: "Ti sei sottomesso?[363]. Disse: "Per ciò che mi riguarda, invero io testimonio che non vi è Iddio [autentico, degno d'adorazione] se non Iddio, Lui Unico, senza socio alcuno, e che tu sei Messaggero di Iddio []". Disse: "Sì! Compi le buone azioni, abbandona i peccati, e Iddio te li cambierà tutti in opere buone". Disse: "Anche i miei tradimenti e le mie trasgressioni?". Disse: "Si". Disse: "Iddio è più Grande", e continuò a magnificare Iddio fino a che scomparve»[364].

L'Islām quindi cancella tutto ciò che lo precede, e lo stesso fa il pentimento sincero, com'è stato riportato autenticamente nei detti del Profeta [].


 La Sorte di chi non aderisce all'Islām

Hai scoperto in questo libro che l'Islām è la religione di Iddio, la vera religione, ed è la religione con cui sono giunti tutti i Profeti e i Messaggeri. In conformità ad essa Iddio ha disposto, per chi vi presta fede, l'immensa ricompensa nella vita terrena e nell'Aldilà, ammonendo, in caso contrario, di doloroso tormento chi la rinnega. Essendo Iddio il Creatore, il Padrone e il Provvidente di quest'universo e tu, o uomo, essendo una delle Sue creature, ti ha creato e ti ha messo a servizio tutto ciò che vi è nell'universo, ha statuito per te il Suo Ordinamento e ti ha ordinato di seguirlo; perciò se presti fede, ubbidisci ai Suoi ordini e ti astieni da ciò che ti ha interdetto, consegui allora la delizia eterna che Iddio ti ha promesso nella Dimora Finale e avveri inoltre la felicità nella vita terrena, attraverso la moltitudine di grazie che ti concede, arrivando infine ad assomigliare alle creature con le menti più raffinate e le anime più pure, cioè i Profeti, i Messaggeri, i pii e gli angeli ravvicinati.

Mentre se rinneghi e disobbedisci al tuo Signore, perdi nella vita terrena e nell’Aldilà, esponendoti alla Sua ira e al Suo tormento nella vita mondana e in quella oltremondana, giungendo ad assomigliare alle più malvage delle creature, quelle con le menti più ottuse e le anime più degradate come i diavoli, gli iniqui, i corrotti e i prevaricatori, e ciò in modo generale.

Ti mostrerò ora qualcosa circa le conseguenze dell'infedeltà nel dettaglio:

 La paura e la mancanza di sicurezza

Iddio ha promesso, a coloro che hanno fede e seguono i Suoi Messaggeri, la sicurezza totale nella vita mondana e in quella oltremondana. Disse l'Eccelso: {Coloro che hanno avuto fede e non avviluppano la loro fede con iniquità[365], son quelli che avranno la sicurezza[366] e sono guidati[367]} [Al-An’ām, 82]. E Iddio è il Fedele e il Custode, ed è Lui il Possessore di tutto ciò che vi è nell'universo. Nel momento in cui ama un servo per la sua fede gli concede la sicurezza, la tranquillità e la serenità, mentre se si mostra infedele lo priva di tutto ciò, così non lo trovi se non impaurito riguardo la propria sorte nella Dimora Finale, terrorizzato d’esser colto dalle calamità e dalle malattie e timoroso per il proprio futuro nella vita terrena. Ed ecco che crescono le assicurazioni sulla vita e sui beni, e ciò per la mancanza di sicurezza e per l'assenza di confidenza in Iddio.

 La vita angusta

Iddio ha creato l'uomo e gli ha assoggettato tutto ciò che vi è nell'universo e ha concesso a ciascuna creatura la sua parte nel sostentamento e nella durata della vita. Noti ad esempio che l'uccello abbandona il suo nido per cercare nutrimento e quando lo raccoglie, si mette a saltellare da un ramo all'altro intonando le più belle melodie. L'uomo è una di queste creature cui Iddio ha riservato la sua parte nel sostentamento e nella vita. Nel momento in cui ha fede nel Suo Signore e osserva con rettitudine la Sua Legge, Egli gli concede la felicità, la stabilità e gli facilita le sue faccende, anche se non disponesse che del minimo necessario per vivere. Se rinnega invece il Suo Signore e rifiuta per superbia di adorarLo, allora gli rende la vita angusta e lo colpisce con preoccupazioni e afflizioni, anche se avesse a disposizione tutti i mezzi di conforto e le fonti di piacere. Non noti forse che gran parte di coloro che si suicidano sono proprio in quei paesi che garantiscono ai propri cittadini ogni tipo di benessere? Non vedi in che modo sperperano le proprie ricchezze in vari tipi di accessori e in viaggi in ogni dove allo scopo di godersi la vita? Invero, ciò che spinge a tutta questa dispendiosità è la vacuità del cuore dalla fede e il sentimento di angustia e angoscia, ed è un vano tentativo di dissolvere questa preoccupazione attraverso mezzi vari e sempre nuovi. Difatti è veridico Iddio quando dice: {E chi si discosta dal Mio Monito, allora avrà vita angusta e sarà stipato cieco nel Giorno della Resurrezione}[368].

 La continua battaglia con se stesso e con l'universo circostante

E ciò in quanto è stato creato con natura primordiale disposta al Monoteismo, disse l'Eccelso: {La natura primordiale con cui Iddio ha creato la gente}[369]. Il suo corpo è sottomesso al suo Creatore e procede sulle Sue disposizioni, ma l'infedele non fa altro che contraddire la propria natura e svolge le faccende in cui ha libera scelta ribelle agli ordini del suo Signore. Quindi, mentre il suo corpo è asservito, la sua volontà è ribelle. Ed è altrettanto in continuo conflitto con l'universo circostante, che invece scorre - dalla galassia più grande all'insetto più piccolo - secondo l'ordine che gli ha assegnato il Suo Signore. Disse il Magnifico: {In seguito Si volse al cielo che era fumo, e così gli disse, ed altrettanto alla terra: "Venite [agli ordini] con ubbidienza o con costrizione?". Dissero entrambi: "Veniamo [agli ordini] entrambi ubbidienti"}[370].

Lo stesso universo ama chi si accorda ad esso nella sottomissione a Iddio e odia chi lo contrasta, e l'infedele rappresenta proprio l'anomalia in questo creato, in quanto si è reso avverso al suo Signore e a Lui ribelle, perciò a ragione i cieli, la terra e il resto delle creature lo detestano e detestano la sua infedeltà e il suo ateismo. Disse l'Onnipotente: {E dicono "Si è preso il Misericordioso un figlio". Invero siete giunti con qualcosa di mostruoso. A momenti a causa di questo si fendono i cieli e si crepa la terra e cadono le montagne in demolizione, in quanto hanno attribuito al Misericordioso un figlio. E non si addice al Misericordioso prenderSi un figlio. Invero tutti coloro che vi sono nei cieli e nella terra tornano al Misericordioso in qualità di servi}[371] e disse, gloria sia a Lui, a proposito di Faraone e dei suoi soldati: {Così non li rimpianse il cielo né la terra e non ebbero dilazione alcuna}[372].


 Una vita vissuta da ignorante

Ciò perché l'infedeltà è ignoranza, anzi è proprio l'ignoranza più grande, in quanto l'infedele ignora il proprio Signore. Vede quest'universo che il suo Signore ha creato, al quale ha dato origine senza modello precedente, e scorge in se stesso la più eccellente formazione e nobile creazione, e dopo tutto ciò non conosce chi ha creato questo universo e chi ha originato il suo corpo e la sua anima! Non è forse questa l'ignoranza più immensa?

 Una vita vissuta da ingiusto nei confronti di se stesso e di chi lo circonda

Questo perché pone se stesso a servizio di altro che ciò per cui è stato creato e non adora il proprio Signore, anzi adora altri che Lui. Giacché l'ingiustizia è la disposizione di qualcosa in una ubicazione diversa da quella che dovrebbe in verità avere, quale ingiustizia è dunque peggiore di quella di rivolgere l'adorazione ad altri piuttosto che a Colui che ne ha diritto? Perciò Luqmān il saggio rese manifesta l'indecenza dell'idolatria nel suo detto: {[…] "O figlio mio! Non associare a Iddio, invero l'idolatria è un'enorme ingiustizia"}[373]. Presenta inoltre ingiustizia verso le persone e le creature che lo circondano in quanto non riconosce i propri diritti a coloro a cui spettano, così nel momento in cui giungerà nel Giorno della Resurrezione si troverà dinnanzi ogni persona o animale verso cui è stato ingiusto, che presenterà denuncia al proprio Signore contro di lui.

 L'esposizione all'odio e alla collera di Iddio nel mondo

In quanto si espone alla discesa di disgrazie, calamità e castigo immediato. Disse l'Eccelso: {Si sentono forse al sicuro coloro che tramavano gli intrighi dal fatto che Iddio faccia sprofondare la terra sotto di loro o che li sopraggiunga il tormento da dove non se l'aspettano? O che li prenda durante i loro rigiri, senza che abbiano modo di evitarlo fuggendo? O che li prenda durante lo sgomento? Invero il vostro Signore è davvero benevolo e misericordioso}[374]. E disse, gloria sia a Lui: {E un disastro non cesserà di colpire coloro che hanno miscreduto, per ciò che hanno compiuto, o si abbatterà in vicinanza delle loro dimore, finché giunga la promessa di Iddio. In verità Iddio non manca alla promessa}[375]. E disse: {O si sentono forse al sicuro gli abitanti delle città dal fatto che li sopraggiunga il nostro castigo al mattino mentre si gingillano}[376]. E questa è la condizione di chi si discosta dal ricordo di Iddio. Iddio narrò circa il castigo che colpì i popoli miscredenti passati, dicendo: {Così prendemmo ognuno per il suo peccato: alcuni di loro furono colpiti dal ciclone, altri colti dal grido mortale, ad altri invece facemmo sprofondare la terra sotto e altri li facemmo annegare. Non è di Iddio far loro torto[377], bensì essi facevano torto a loro stessi}[378]. E così come vedi le disgrazie di chi è stato colpito dal castigo e dalla punizione di Iddio tra coloro che ti circondano.

 Destinazione al fallimento e alla perdizione

Difatti, a causa della sua ingiustizia, perde la più eccellente realtà di cui possono godere i cuori e le anime, cioè la conoscenza di Iddio, la compagnia attraverso il colloquio con Lui e la serenità presso di Lui. Perde nella vita terrena, poiché vive una vita misera e confusa.

Perde la sua anima per la quale tesaurizzava, giacché non l'ha indirizzata verso ciò per cui è stata creata e così non ne ha goduto nella vita terrena, poiché essa stessa vive infelice, muore infelice e sarà resuscitata con gli infelici. Disse l'Elevato: {Mentre coloro le cui bilance si alleggeriscono, allora sono essi quelli che hanno perduto se stessi}[379].

Perde allo stesso modo la propria famiglia, dal momento che ha vissuto con loro nell'infedeltà a Iddio, e così – se sono nella sua stessa condizione – saranno simili a lui in quanto a miseria e angustia e la loro destinazione sarà verso il Fuoco: {Invero i perdenti sono coloro che perderanno se stessi e le proprie famiglie nel Giorno della Resurrezione}[380], e in quel Giorno saranno stipati nell'Inferno, qual peggiore stabilimento! Disse l'Onnipotente - circa ciò che dirà agli angeli nel Giorno del Giudizio: {"Stipate coloro che sono stati ingiusti e i loro consimili e così ciò che adoravano all’infuori di Iddio, quindi guidateli sulla via della Fornace"}[381].

 Una vita vissuta da infedele al proprio Signore e irriconoscente della Sua grazia

Invero Iddio gli ha dato origine dal nulla e l'ha colmato di ogni grazia, e nonostante ciò adora altri che Lui, si mostra leale ad altri e ringrazia altri: qual maggior rinnegamento di questo? E qual peggior ingratitudine di questa?

 La privazione della vera vita

Ciò perché la persona dignitosa nella vita è quella che ha fede nel suo Signore, conosce il proprio scopo, individua la sua destinazione e ha certezza della propria resurrezione, di conseguenza riconosce a chi di dovere il suo diritto. Così non mina alcun diritto e non nuoce ad alcuna creatura, e vive quindi una vita lieta ottenendo una buona permanenza nella vita terrena e nell'Aldilà. Disse l'Elevato: {E chi ha compiuto il bene, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora gli faremo vivere certamente una buona vita}[382]; e nella vita oltremondana: {[…] dimore piacevoli nei Giardini dell'Eden. Ed è questa la magnifica vittoria}[383]. A differenza di chi trascorre questa vita similmente agli animali, senza conoscere il proprio Signore, né il proprio scopo e nemmeno la propria sorte; piuttosto il suo unico scopo è quello di mangiare, bere e dormire: quale sarebbe allora la differenza tra lui e il resto degli animali? Anzi, lui è ben peggiore. Disse il Clemente: {In verità abbiamo costituito per Inferno molti tra i jinn e gli umani: hanno difatti cuori con cui non comprendono, occhi con cui non vedono e orecchie con cui non sentono. Costoro sono come il bestiame, anzi, ancor peggio! Costoro sono gli incuranti}[384].  E disse il Magnifico: {Credi forse che la maggior parte di loro ascoltino o comprendano? In verità sono come il bestiame, anzi, sono di sentiero ancora più deviato}[385].

 La permanenza eterna nel tormento

Questo perché l'infedele si trasferisce da un tormento all'altro.

Fuoriesce dalla vita terrena, dopo averne saggiato le angosce e le afflizioni, per giungere così nell'Aldilà. Nel primo passaggio lo accompagnano gli angeli della morte, preceduti da quelli del castigo, per tormentarlo con ciò che merita. Disse l'Elevato: {E se vedessi gli angeli quando colgono le anime di coloro che sono stati infedeli colpendoli sul davanti e sul didietro: "Assaggiate il tormento dell'Incendio"}[386]. In seguito, quando il suo spirito fuoriesce e discende nella sua tomba, trova il peggior castigo. Disse Iddio a proposito della gente di Faraone: {Al Fuoco vengono esposti al mattino e alla sera e nel giorno in cui si stabilirà l'Ora: "Conducete la gente di Faraone nel peggior tormento!"}[387]. Poi, quando giungerà il Giorno della Resurrezione e saranno richiamate in vita le creature, saranno esposte le opere e l’infedele si accorgerà che Iddio glele ha enumerate tutte in quel libro, una scena che l'Elevato ha così descritto: {E verrà posto il libro. Così vedi i criminali impauriti da ciò che contiene e dicono: "O, è la nostra rovina! Cos'ha questo libro che non tralascia minuzia né gravità senza che l'abbia contata!?"}[388]. Allora in quel momento l'infedele desidererà essere polvere: {Il Giorno in cui l'uomo osserverà ciò che le sue mani hanno presentare e dirà l'infedele: "Magari fossi polvere!"}[389]. A causa della gravità di quella situazione, se l'uomo possedesse tutto ciò che vi è sulla terra, lo offrirebbe per riscattarsi dal tormento di quel Giorno. Disse l'Eccelso: {E coloro che hanno commesso ingiustizia, se avessero tutto ciò che vi è sulla terra, ed altrettanto ancora, lo offrirebbero come riscatto}[390]. E disse: {Desidererà il criminale, se potesse, riscattarsi dal tormento di quel Giorno in cambio dei propri figli, della propria compagna, del proprio fratello, del proprio parentado che lo protegge e di tutti coloro che vi sono sulla terra, ed essere poi salvato}[391].

Essendo quel luogo dimora di mercede e non dimora di velleità, allora è inevitabile che l'individuo trovi il corrispettivo del proprio operato: quindi il bene col bene e il male col male, e il peggio che trova l'infedele nella dimora oltremondana è il tormento del Fuoco, ai cui abitanti Iddio ha riservato ogni tipo di castigo affinché saggino le conseguenze della loro condizione; così disse, gloria sia a Lui: {Ecco l'Inferno che i criminali rinnegavano. Vagheranno tra questo e tra liquido bollente di supremo bollore}[392].

E disse a proposito delle loro bevande e dei loro indumenti: {[…] A coloro che saranno stati infedeli, saranno tagliati abiti di fuoco e verrà versata sopra le loro teste liquido bollente che scioglierà ciò che hanno nelle interiora e le pelli, e per loro mazze di ferro uncinate}[393].

 La Conclusione

O uomo! Eri del tutto inesistente. Disse l'Elevato: {Non ricorda forse l'uomo che invero già prima l'abbiamo creato e non era nulla?}[394]. In seguito Iddio ti ha creato da una goccia di sperma, rendendoti audiente e vedente. Disse l'Eccelso: {Non vi è forse stato un periodo di tempo in cui l'uomo era un qualcosa di immenzionato? Invero l'abbiamo creato da liquido miscelato[395], per metterlo alla prova, per ciò l'abbiamo reso audiente e vedente}[396]. Poi sei progredito gradualmente da uno stato di debolezza a uno di forza e il tuo ritorno sarà di nuovo alla debolezza. Disse il Creatore: {Iddio è Colui che vi ha creati in debolezza, poi ha stabilito dopo la debolezza forza e poi ha stabilito dopo la forza debolezza e vecchiaia. Crea ciò che vuole ed è Lui l'Onnisciente, l'Onnipotente}[397]. E dopo vi è la fine, a proposito della quale non vi sono dubbi, ovvero la morte.

Nel momento in cui ti trovi in quelle fasi, e passi dalla debolezza alla debolezza[398], non sei in grado di respingere da te stesso il male, né procurarti beneficio se non ricorrendo alle grazie che Iddio ti ha donato, come la capacità, la forza e il nutrimento. Sei povero e bisognoso per natura. Quante sono le cose di cui necessiti per sopravvivere che non possiedi, che a volte raggiungi e altre perdi? E quante sono le cose a te utili che vorresti conseguire, che a volte ottieni e altre manchi? E quante sono le cose che ti danneggiano, ti deludono e rendono vani i tuoi sforzi e ti arrecano tribolazioni e calamità, che pertanto vorresti respingere ma a volte riesci e altre no? Non ti accorgi della tua povertà e del tuo bisogno di Iddio? Ed è Lui che dice: {O gente, siete voi i poveri, bisognosi di Iddio, mentre Iddio è il Ricco, il Degno di lode}[399].

A volte sei colpito da un debole virus, impercettibile ad occhio nudo, e questo ti rende vittima di una malattia che non riesci a respingere. In quel momento ti rivolgi ad un altro uomo, debole come te, affinché ti curi, ma a volte la medicina ha successo e altre il medico fallisce, ed ecco che il curante e il paziente entrano in stato confusionale. Davvero, quanto sei debole, o figlio di Adamo! Addirittura la mosca, se ti derubasse di qualcosa, non riusciresti nemmeno a riprenderla. Difatti è veridico Iddio quando dice: {O gente, vi è stata proposta una metafora, quindi ascoltatela: invero coloro che adorate all'infuori di Iddio non potrebbero creare nemmeno una mosca, neppure se si riunissero per questo. E se la stessa mosca gli sottraesse qualcosa, non riuscirebbero riprenderselo. Tale è la debolezza del domandante e di ciò che è domandato!}[400]. Quindi, se non sei in grado di riprenderti qualcosa da ciò che è paragonabile ad una mosca, cosa possiedi veramente della tua faccenda? La tua fronte è nelle Mani di Iddio, la tua anima è nelle Sue mani, il tuo cuore è tra due delle dita del Misericordioso che lo gira come vuole, la tua vita e la tua morte sono nelle Sue Mani, la tua felicità e la tua miseria sono nelle Sue Mani. Il tuo moto, la tua quiete e il tuo detto, dipendono dal permesso e dalla volontà di Iddio, pertanto non ti muovi se non in seguito al Suo permesso e non operi se non in seguito alla Sua volontà.

Se ti lasciasse in affidamento a te stesso, ti affiderebbe a incapacità, debolezza, mancanza, peccato e misfatto, e se ti affidasse ad altri, ti affiderebbe a chi non potrebbe procurarti alcun danno, né beneficio, né morte, né vita, né resurrezione. Quindi non puoi fare a meno d'Iddio neppure per un batter di ciglia, bensì ne hai il bisogno necessario durante ogni attimo in cui respiri, negli aspetti esteriori e interiori. Ti colma di grazia, tuttavia Gli rispondi con peccati e infedeltà, nonostante l'urgenza che hai di Lui, sotto ogni aspetto. Te ne sei dimenticato, ma la tua resa è a Lui, e il tuo ritorno e la tua fermata sarà dinnanzi a Lui[401].

O uomo! Considerando la tua debolezza e la tua incapacità di sopportare le conseguenze dei tuoi peccati - {Invero Iddio vuole sgravarvi, ché l'uomo è stato creato debole}[402] - Iddio ha inviato i Messaggeri, rivelato i Libri e statuito gli ordinamenti. Ha tracciato dinanzi a te la Retta Via e ha stabilito gli indizi, le dimostrazioni, le testimonianze e le prove, finché ha reso per te ogni cosa un segno che dimostra la Sua Unicità, la Sua Signoria e la Sua Deità. Ma nonostante tutto ciò, respingi la verità con la falsità e prendi il diavolo come alleato escludendo Iddio, discutendo con iniquità: {E l'uomo di ogni essere è di maggior polemica}[403].

Le grazie di Iddio ti accompagnano e vi sei immerso dalla testa ai piedi! Non ti ricordi che sei stato creato da una goccia di sperma? E che la tomba è la tua destinazione? E che dopo la tua resurrezione sarai inviato al Paradiso o all'Inferno?

Disse l'Elevato: {Non vede forse l'uomo che invero l'abbiamo creato da una goccia di sperma? Ed eccolo manifesto disputante. E ci ha definito tramite un paragone dimenticando però la sua creazione. Dice: "Chi darà vita alle ossa quando saranno polvere?". Dì: “Le rivivificherà Colui che le ha originate la prima volta e che di tutte le creazioni è sapiente”}[404].

Disse l'Elevato: {O uomo! Cosa ti ha ingannato circa il tuo Signore, il Generoso, Colui che ti ha creato, quindi plasmato e poi ti ha adattato? In qualsiasi immagine ha voluto ti ha composto}[405].

O uomo! Perché impedisci a te stesso la delizia di stare dinnanzi a Iddio e colloquiare con Lui, affinché ti arricchisca dalla povertà, ti curi dalla malattia, ti liberi dalla tua angoscia, perdoni il tuo peccato, rimedi il tuo danno, ti sostenga in caso subissi ingiustizia, ti guidi qualora fossi confuso o ti perdessi, ti insegni ciò che ignori, ti dia sicurezza quando hai paura, abbia di te misericordia per la tua debolezza, respinga da te i tuoi nemici e ti procuri il sostentamento[406]?

O uomo! Invero la maggiore grazia con cui Iddio abbia benedetto l'uomo, dopo la religione, è il dono dell'intelletto, affinché distingua attraverso di esso ciò che gli procura beneficio da ciò che gli arreca danno, comprenda gli ordini e i divieti di Iddio e riconosca lo scopo supremo, cioè l'adorazione di Iddio, Lui unicamente, senza consocio alcuno. Disse Iddio: {Ogni grazia in cui siete, proviene da Iddio e quando vi tocca il danno, Lui implorate. Ma quando vi rimuove il danno, ecco che una parte di voi attribuisce consoci al suo Signore}[407].

O uomo! Invero la persona intelligente ama le questioni elevate e detesta quelle vili. Ama seguire il modello di ogni pio e generoso tra i Profeti e i probi e la sua anima ambisce a congiungersi a loro, anche qualora non potesse raggiungerli, e il sentiero per giungere a ciò è quello che ha indicato Iddio, gloria a Lui, nel Suo detto: {"Se invero amate Iddio, allora seguitemi e Iddio vi amerà"}[408]. Così, nel momento in cui ottempera a ciò, Iddio gli consente di raggiungere i Profeti, i Messaggeri, i martiri e i probi. Disse Iddio: {E chi obbedisce a Iddio e al Messaggero, allora essi saranno con coloro i quali Iddio ha colmato di grazia, tra i Profeti, i veritieri, i martiri e i probi. E qual buon compagnia costoro!}[409].

O uomo! Invero ti esorto ad appartarti e a riflettere circa la verità che ti è giunta. Osserva le sue prove e medita sulle evidenze: se le consideri verità, allora coraggio, affrettati a seguirle e non essere prigioniero delle abitudini e delle tradizioni. Sappi che la tua anima è per te più preziosa dei tuoi compagni, dei tuoi coetanei e dell’eredità dei tuoi avi. Iddio ha esortato gli infedeli con questo richiamo e li ha invitati ad esso dicendo: {Invero vi esorto ad una [opera], che vi  alziate per Iddio, a coppie o singolarmente, e quindi riflettiate: nel vostro compagno non ve n’è di pazzia. Lui è solo un ammonitore, prossimo ad un severo tormento}[410].

O uomo! Invero nel momento in cui abbracci l'Islām non perdi nulla. Disse l'Elevato: {E cosa subirebbero qualora avessero fede in Iddio e nel Giorno Ultimo ed elargissero di ciò che Iddio gli ha concesso? E Iddio è di loro sapiente}[411].  Disse Ibn Kathīr, che Iddio abbia di lui misericordia: «E cosa gli nuocerebbe se avessero fede in Iddio e intraprendessero la Via lodata? E se avessero fede in Iddio, desiderosi della Sua promessa nella dimora dell'Aldilà per chi compie opere buone? E se elargissero di ciò che Iddio ha loro concesso, nelle faccende che Iddio ama e di cui si compiace? Giacché Egli è sapiente circa l’integrità o la corruzione delle loro intenzioni, ed è sapiente a proposito di chi di loro merita il successo e allora gli dà il successo, così gli ispira la rettitudine e lo fa propendere verso il compimento delle opere buone che gli permettono la Sua compiacenza; e chi invece merita l'abbandono e l'espulsione dalla più magnifica compagnia, quella divina, dalla cui porta chi viene allontanato fallisce e perde nella vita terrena e nell'Aldilà»[412].

Invero la tua entrata nell'Islām non si frapporrà tra te e tutto ciò che vorrai fare o consumare di ciò che Iddio ti ha reso lecito, bensì Iddio ti ricompensa per ogni opera che compi desiderando con essa il Suo Volto, seppure fossero opere che servono a migliorare la propria condizione della vita terrena, o a favorire l'aumento delle proprie ricchezze, del proprio prestigio e del proprio onore; anzi, perfino le cose lecite che consumi con l'intenzione di bastarti del consentito piuttosto che dell'interdetto, anche per queste otterrai ricompensa. Disse il Profeta Muhammad []: "Anche nel vostro amplesso avete una ricompensa". Dissero: "O Messaggero di Iddio! Uno di noi soddisfa la propria concupiscenza e in questa ottiene ricompensa?". Disse: "Non vi accorgete forse che se la ponesse nell'illecito[413] sarebbe gravato dalla colpa? Così allo stesso modo, quando lo pone nel lecito ottiene ricompensa"[414].

O uomo! Invero i Messaggeri sono giunti con la Verità e hanno comunicato la volontà di Iddio, e l'uomo ha bisogno di conoscere l'ordinamento di Iddio, affinché proceda in questa vita con lungimiranza, così da essere nell'Aldilà tra i vincitori. Disse l'Elevato: {Dì: "O gente! Invero vi è giunta la verità dal vostro Signore: chi si conduce sulla guida, allora vi si conduce per se stesso; e chi si devia, allora si devia a suo danno, e io non sono preposto a voi}[415].

O uomo! Invero se abbracci l'Islām non gioverai se non a te stesso, e se lo rinneghi, non danneggerai se non te stesso. Di certo Iddio fa a meno dei Suoi servi, perciò non Gli nuoce il peccato dei peccatori, e non Lo beneficia l'ubbidienza degli ubbidienti. Inoltre, non gli sarà disobbedito senza che ne abbia sapienza e non gli sarà obbedito se non col Suo permesso, come ha riferito di Lui il Suo Profeta []:

«O Miei servi! Invero ho interdetto l'ingiustizia a Me Stesso e l'ho resa tra di voi interdetta, perciò non agite tra di voi con ingiustizia.

O Miei servi! Siete tutti traviati eccetto chi ho guidato, quindi chiedeteMi la guida e vi guiderò.

O Miei servi! Siete tutti affamati, eccetto chi sfamo, quindi chiedeteMi il cibo e vi ciberò.

O Miei servi! Siete tutti nudi, eccetto chi vesto, quindi chiedeteMi di vestirvi e vi vestirò.

O Miei servi! Invero errate di notte e di giorno, e sono Io che perdono tutti i peccati, quindi chiedeteMi perdono e vi perdonerò.

O Miei servi! Invero voi non potrete raggiungere il Mio nocumento e quindi nuocerMi, e non potrete raggiungere il Mio beneficio e quindi beneficiarMi.

O Miei servi! Se il primo di voi e l'ultimo di voi, tra i vostri umani e i vostri jinn, fossero sul [livello del] cuore più timorato di un unico individuo di voi, ciò non aumenterebbe nulla del Mio regno.

O Miei servi! Se il primo di voi e l'ultimo di voi, tra i vostri umani e i vostri jinn, fossero sul [livello del] cuore più immorale di un unico individuo di voi, ciò non diminuirebbe nulla del Mio regno.

O Miei servi! Se il primo di voi e l'ultimo di voi, tra i vostri umani e i vostri jinn, stessero ritti su un unico suolo e Mi chiedessero, e poi dessi a ciascun uomo ciò che richiede, ciò non ridurrebbe in alcun modo ciò che posseggo, se non nella misura in cui l'ago, quando viene immerso nel mare, lo riduce.

O Miei servi! Invero le opere sono vostre e le enumero per voi, dunque chi trova il bene, che lodi Iddio; chi invece trova altro che ciò, che non biasimi se non sé stesso»[416].




[1]     Che Iddio lo elogi e lo preservi.

[2]     [Al-Aĥzāb, 40].

[3]     Questo è un passo del magnifico Libro "Il Nobile Corano" che ha rivelato Iddio a Muĥammad [] e in questa mia opera vi sono numerosi passi da esso preceduti sempre dal detto: "Disse Iddio l'Eccelso" o "Disse l'Elevato" o ancora "Disse Colui a quale appartiene il sommo elogio" o ciò che è simile. Puoi trovare una breve descrizione del Glorioso Corano nella pagina 122 di questo libro.

[4]     [Al-Ĥijr, 9].

[5]     L' Ultimo Giorno, la Resurrezione ed il Giorno del Giudizio.

[6]     [Yusuf, 108].

[7]     [Al-Aĥqāf, 35].

[8]     [Al-'Imrān, 200].

[9]     [Al-'Imrān, 19].

[10]    Per ulteriori informazioni sull'Islam, visitare il sito: www.islamhouse.com.

[11]    Colui verso il quale tutte le creature tendono e si dirigono nel momento del bisogno.

[12]    [Al-Ikhlās, 1-4].

[13]    [Al-'Arāf, 54].

[14]    [Ar-Ra'd, 2-3 / 8-9].

[15]    [Ar-Ra'd, 16].

[16]    [Fussilat, 37].

[17]    [Fussilat, 39].

[18]    [Ar-Rūm, 22-23].

[19]    Colui che sostiene Se Stesso e tutto il creato.

[20]    [Al-Baqarah, 255].

[21]    [Ghāfir, 3].

[22]    Al-Quddūs, il Purissimo, illibato da qualsiasi mancanza, di gran lunga superiore a qualsivoglia imperfezione o somiglianza con la creazione.

[23]    As-Salām, Colui che è Integro da qualsiasi difetto, la cui integrità è eterna e non viene mai a mancare.

[24]    Al-Mu’min, Colui che Si è lodato con i più perfetti Attributi e con integrità, magnificenza e bellezza. Colui il Quale ha inviato i Suoi Messaggeri e ha rivelato i Suoi Libri fornendovi segni e prove chiare, e che ha corroborato la veridicità dei suoi Messaggeri dotandoli di ogni prova ed evidenza che confermasse la Verità di ciò con cui vennero.

[25]    Al-Muhaymin, Colui che vede e sa ogni cosa, vigile, protettore e testimone di ogni minuzia, al quale nulla è celato.

[26]    [Al-Ĥashr, 23].

[27]    [At-Tūr, 35-36].

[28]    Si veda: "Majmū’ Al-Fatāwah" di Shaykh Al-Islam Ibn Taymiyyah (1/47-49,73).

[29]    [Ar-Rūm, 30].

[30]    Riportato da Al-Bukhari, Kitāb Al-Qadar; Muslim, Kitāb Al-Qadar, (2658) e la versione è sua.

[31]    Riportato da Aĥmad nella sua raccolta Al-Musnad (4/162); Muslim, Kitāb  Al-Jannah (2865) e la versione è sua.

[32]    Si veda: "Majmū’ Al-Fatāwah" di Shaykh Al-Islam Ibn Taymiyyah (14/380-383 e 7/75).

[33]    [Al-‘Ankabūt, 61-63].

[34]    [Az-Zukhruf, 9].

[35]    [Az-Zumar, 8].

[36]    [Yūnus, 22-23].

[37]    [Luqmān, 32].

[38]    Per approfondimento si veda: "Kitāb At-Tawĥid" (Il Libro del Monoteismo) dell'Imām rinnovatore Muĥammad Ibn `Abdi al-Wahhāb, che Iddio ne abbia misericordia.

[39]    Si veda: La spiegazione di "Al-'Aqīda At-Taĥawiyya" (pag. 39).

[40]    [Al-Mu’minūn, 91].

[41]    [Al-Isrā’, 42].

[42]    [Saba’, 22-23].

[43]    Vedi: "Qurrat 'Uyūn Al-Muwaĥĥdīn" (pag. 100), di 'Abdur-Raĥmān Ibn Ĥasan.

[44]    Nei cieli e nella terra.

[45]    I cieli e la terra.

[46]    [Al-Anbiyā’, 22].

[47]    Vedi: "Fatĥ Al-Qadīr" (3/403).

[48]    Vedi: "Miftāĥ Dār As-Sa'ādah" (1/260).

[49]    [Al-Anbiyā’, 25].

[50]    [Hūd, 26].

[51]    [Al-Anbiyā’, 108].

[52]    [Az-Zumar, 29].

[53]    [Fussilat, 9-12].

[54]    [Al-Anbiyā’, 30-32] e vedi altrettanto gli inizi di Sūrat Ar-Ra'd.

[55]    Questo paragrafo è tratto da diverse parti del libro "Miftāĥ Dār As-Sa'ādah" (1/251-269).

[56]    Cioè le ragioni e le motivazioni per cui Iddio ha creato l'universo e le creature.

[57]    [Al-Jāthiyah, 13].

[58]    [Ibrāhīm, 32-34].

[59]    [Ar-Rūm, 22-25].

[60]    [Al-‘Ankabūt, 64].

[61]    Del Paradiso.

[62]    Dell'Inferno.

[63]    [Ar-Rūm, 27].

[64]    [Ghāfir, 57].

[65]    [Ar-Ra'd, 2].

[66]    [Al-Jumu'ah, 1].

[67]    [Al-Ĥajj, 18].

[68]    [An-Nūr, 41].

[69]    Dal Paradiso.

[70]    [Al-A’rāf, 11-25].

[71]    [Al-Mu’minūn, 14].

[72]    [Ibrāhīm, 32-34].

[73]    Vedi: "Miftāĥ Dār As-Sa'ādah" (1/327-328).

[74]    [Al-Isrā’, 70].

[75]    [An-Nisā’, 7].

[76]    [Al-Baqarah, 228].

[77]    [At-Tawba, 71].

[78]    [Al-Isrā’, 23-24].

[79]    [Al-‘Imrān, 195].

[80]    [An-Naĥl, 97].

[81]    [An-Nisā’, 124].

[82]    La Sacra Bibbia, Testo CEI 2008, Qoèlet (7:25-27). Ed è risaputo che l'Antico Testamento sia ritenuto sacro ed oggetto di fede da parte degli ebrei e dei nazareni.

[83]    "Silsilatu Muqārantul Adiyān" (3/210-213).

[84]    [At-Tawba, 71].

[85]    [Al-Baqarah, 228].

[86]    [Al-Isrā’, 23-24].

[87]    Dal Paradiso alla Terra.

[88]    Genii, creature razionali, originariamente create dal fuoco, con capacità di intendere e volere, incaricati di seguire il messaggio di Iddio giunto tramite i Suoi Libri e i Suoi Profeti e Messaggeri come gli umani, quindi tra loro vi sono i pii e gli empi, i fedeli e gli infedeli e verrà fatto loro il Resoconto nel Giorno del Giudizio e quindi giudicati. Privi di corpi sensibili, non si possono vedere nella loro forma originale. Mangiano, bevono, si accoppiano, procreano e hanno la facoltà di prendere forma e spostarsi con velocità elevate.

[89]    [Ad-Dhāriyāt, 56].

[90]    Vedi: "Miftāĥ Dār As-Sa'ādah" (1/6-11).

[91]    Vedi:"At-Tadmuriyyah", Ibn Taymiyyah, (pag. 213-214), e “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah” (2/383).

[92]    Vedi "Ad-Dīn", Muĥammad 'Abdullah Drāz (pag. 87).

[93]    Ibid.

[94]    Ibid.

[95]    "Al-Fawā’id" (pag. 18-19).

[96]    "Ad-Dīn" (pag. 98-102).

[97]    [An-Nisa’, 163].

[98]    [Al-Anbiyā’, 25].

[99]    [Al-A’rāf, 73].

[100]  [Al-Anbiyā’, 25].

[101]  [Al-An’ām, 151].

[102]  [Al-Zukhruf, 45].

[103]  [An-Nisā’, 82].

[104]  [Al-A’rāf, 154].

[105]  [Maryam, 21].

[106]  [Hūd, 63].

[107]  [Al-Isrā’, 82].

[108]  [Al-Mā’idah, 44].

[109]  [Al-Mā’idah, 46].

[110]  [At-Tawbah, 33].

[111]  [Ta-Ha, 1-2].

[112]  [Ar-Rūm, 30].

[113]  [Al-Aĥqāf, 30].

[114]  [Ta-Ha, 1-2].

[115]  [An-Nisā’, 29].

[116]  [Al-Ĥujūrāt, 13].

[117]  [Al-Ĥijr, 9].

[118]  Vedi pag. 122 di questo libro.

[119]  [Al-A'lā, 1-3].

[120]  [Ta-Ha, 50].

[121]  [As-Shu'arā’,78].

[122]  Vedi: "Al-Jawāb Aş-Şaĥiĥ liman baddala din Al-Masīĥ" (4/97).

[123]  Si veda: "Majmū’ Al-Fatāwah" di Shaykh Al-Islam Ibn Taymiyyah (4/210-211).

[124]  Per approfondimenti vedi: "Ifhām Al-Yahūd", di Samuel Ibn Yaĥya Al- Maghrabi, un ex-ebreo ritornato all'Islam.

[125]  Vedi: "Enciclopedia Ebraica" (Vol. XII, pag. 568-569).

[126]  Il termine "Talmūd" indica "Il libro d'insegnamento della religione e della morale ebraica", e consiste in una raccolta di note e spiegazioni del libro "Al-Mishna" (La Legislazione) di studiosi ebrei in epoche diverse.

[127]  Per approfondimenti vedi: “Al-Yahūd 'ala ĥasab At-Talmūd”, del dr. Rohlange, e la sua traduzione dal francese all' arabo “Al-Kinz Al-Marşūd fi Qawā'id At-Talmūd”, del dr. Yūsuf Hanna Naşrullah.

[128]  Per approfondimenti vedi: "Al-Jawāb Aş-Şaĥiĥ liman baddala din Al-Masīĥ" di Shaykh Al-Islam Ibn Taymiyyah, e “Ižhar Al- Ĥaqq” di Raĥmatullah Ibn Khalīl Al-Hindi, e “Tuĥfatu Al-Arīb fi Ar-Rad 'ala 'Ubbād Aş-Şalīb” di 'Abdullah At-Turjumān, ex-nazareno ritornato all'Islam.

[129]  Vedi il libro “History of the conflict between Religion and Science” di John W. Draper (pag. 40-41).

[130]  Riassunto di ciò che è stato riportato ne “La nuova Enciclopedia Cattolica”, nell'articolo “La santa trinità” (4/295).

[131]  “La Storia del Cristianesimo alla Luce della Scienza Moderna”.

[132]  Rev. James Houston Baxter, Glasgow, 1929 (pag.  407).

[133]  Vedi: “L’Iran sous les Sassanides” (L'Iran sotto i Sasanidi) di Arthur Christensen, professore di Lingue Orientali presso l'Università di Copenaghen, Danimarca, ed esperto di storia dell'Iran; vedi anche: “History of Iran” (La storia dell'Iran) di Shahīn Makarios, di culto magio.

[134]  "L’Iran sous les Sassanides", (pag. 155).

[135]  Ibid. (pag. 183-233).

[136]  Vedi: “L'India Antica” di A. Touba, prof. di Storia della civiltà indiana nell'Università di Hyderabad, India; e “The Discovery of India” (La Scoperta dell'India) scritto dall'ex primo ministro indiano Jawaharlal Nehru (pag. 201-202).

[137]  Vedi: “L'India Antica” di A. Touba (3/276); e “Popular Hinduism”, di L.S.S.O. Malley, (pag. 6-7).

[138]  “History of Medieval Hindu India” di C. V. Vaidya, vol.1 (Pune, 1921).

[139]  “L'Induismo Popolare”.

[140]  Vedi: “As-Sirah An-Nabawiyyah”, di Abi Al- Ĥasan Al-Nadawi (pag. 19-28).

[141]  [Ta-Ha, 124].

[142]  Idolatria.

[143]  Nell’Aldilà.

[144]  Nella vita mondana.

[145]  [Al-An’ām, 82].

[146]  [Hūd, 108].

[147]  [As-Shūrah, 51].

[148]  [Al Ĥajj, 75].

[149]  [An-Naĥl, 43].

[150]  [Ibrāhīm, 4].

[151]  Vedi: “Lawāmi' Al-Anwār Al-Bahia” (2/265-305), e “Al-Islām” di Aĥmad As-Shalabi (pag. 114).

[152]  [Hūd, 62].

[153]  [Hūd, 87].

[154]  [Al-Qalam, 4].

[155]  [Al-An’ām, 124].

[156]  [Al-‘Imrān, 33].

[157]  [Az-Zumar, 30].

[158]  [Ar-Ra'd, 38].

[159]  [Al Anfāl, 30].

[160]  [Al Ĥajj, 40].

[161]  [Al Mujādalah, 21].

[162]  [Al-A’rāf, 158].

[163]  Si veda: "Majmū’ Al-Fatāwah" di Shaykh Al-Islām Ibn Taymiyyah (4/212-213).

[164]  [Al-An’ām, 50].

[165]  [As-Shu'arā’, 109; 127; 145; 164; 180].

[166]  [Şād, 86].

[167]  [An-Naĥl, 36].

[168]  "A'lām An-Nubuwwah" di 'Ali Ibn Muĥammad Al-Māwardi (pag. 33).

[169]  Aĥmad Ibn 'AbdilĤalīm Ibn 'Abdis-Salām, noto come Ibn Taymiyyah. Nacque nel 661 d.H. e morì nel 728 d.H, rappresenta uno dei grandi sapienti dell'Islām ed è autore di molte opere prestigiose.

[170]  “Qā'idah  fi wujūb al-I'tisām bi ar-risālah” di Shaykh Al-Islām Ibn Taymiyyah, che Iddio abbia di lui misericordia. "Majmū’ Al-Fatāwah" (19/99-102). Vedi: “Lawāmi' Al-Anwār Al- Bahiyyah” di As-Safarāni (2/261-263).

[171]  Vedi: “Al- Jawāb Aş-Şaĥiĥ” (4/96).

[172]  Vedi: “Al-Fawā’id” di Ibn Al-Qayyim (pag. 6-7).

[173]  [Al-Aĥqāf, 33].

[174]  [Yasin, 81].

[175]  [Ar-Rūm, 27].

[176]  [Yasin, 78-79].

[177]  [Al-Wāqi’ah, 58].

[178]  [Al-Wāqi’ah, 58].

[179]  [Al-Ĥajj, 5].

[180]  [Şād, 27].

[181]  [Ad-Dhāriyāt, 56].

[182]  [Şād, 28].

[183]  [Yūnus, 4].

[184]  Rivista "Ad-Da'wah" (pag. 37), n°1722 in data 19/09/1420 d.H., Arabia Saudita.

[185]  Vi è un'indicazione circa questi fondamenti universali in Surat Al-Baqarah (285-286), Surat Al-An’ām (151-153), Surat Al-A’rāf (33) e Surat Al- Isrā’ (23-37).

[186]  Muĥammad Ibn Abi Bakr Ayyūb Az-Zar'iyy, meglio conosciuto come Ibn Al Qayyim Al Jawziyyah. Nacque nell'anno 691d.H. e morì nell'anno 751d.H., ed è uno dei grandi sapienti dell'Islam ed autore di prestigiose opere.

[187]  [Al-Mu’minūn, 71].

[188]  “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah” (2/383). Vedi: “Al-Jawāb Aş-Şaĥiĥ” (4/322) e “Lawāmi' Al-Anwār” di As-Safarāni (2/263).

[189]  [Al-Mu’minūn, 51-52].

[190]  [As-Shūrah, 13].

[191]  "Majmū’ Al-Fatāwah" di Shaykh Al-Islam Ibn Taymiyyah (2/6).

[192]  [Al-Mā’idah, 44].

[193]  [Al-Mā’idah, 46].

[194]  [Al-Mā’idah, 48].

[195]  [Al-Baqarah, 285].

[196]  Per approfondimenti vedi: “Ar-Raĥīq Al-Makhtūm” di Şafiyy Ar-Raĥmān Al-Mubarkafūri.

[197]  Vedi paragrafo “La condizione delle religioni presenti” di questo libro (pag.67).

[198]  Comandante abissino, dell'antica Etiopia.

[199]  [Al-Qasas, 57].

[200]  Vedi il paragrafo dedicato al Corano in questo libro (pag. 122).

[201]  “Ad-Din wad-Dawlah fi Ithbāt Nubuwwat Nabīyyina Muĥammad []” di ‘Alī Ibn Rabbān At-Tabarī (pag. 47). Vedi anche: “Al-I'lām" di Al-Qurtubī” (da pag. 263 in poi).

[202]  Cioè durante la tregua di Al-Ĥudaybīyah, e il suo periodo fu di dieci anni e fu pattuito nel sesto anno d.H. Vedi: “Fatĥ Al-Bārī” (1/34).

[203]  Gerusalemme.

[204]  "At-Turjumān": l'interprete.

[205]  Cioè l'idolatria e il culto di altri all’infuori del Creatore.

[206]  Cioè la vivificazione dei legami di parentela.

[207]  Un'antica città nel sud della Siria, in quell'epoca sotto il controllo romano.

[208]  Seguaci dell'Arianesimo.

[209]  Riferito da Al-Bukhārī, Kitāb Bidāiatu Al-Wahiyy, primo capitolo.

[210]  “Ad-Dīn Al-Fitrī Al-Abadī” di Mubasshir Tarūziy Al- Ĥusainī (2/319).

[211]  Vedi: “Al-'Aqīdah At-Tahāwiyyah” (pag. 156), “Lawāmi' Al-Anwār” (2/269-277), “Mabādi’ Al-Islām” (pag. 64).

[212]  Matteo (21-42) CEI.

[213]  Al Bukhāri, Kitāb Al Manāqib, e la versione è sua. Muslim, Kitāb Al Fadā’il (2286), Aĥmad (2/256-312).

[214]  Vedi: “Muĥammad [] nella Torah, nel Vangelo e nel Corano” (pag. 73) di Al-Mahdī Ibrāhīm Al-Khalīl Aĥmad.

[215]  La consuetudine profetica.

[216]  [Al-Aĥzāb, 40].

[217]  Aĥmad (2/411-412), Muslim, Kitāb Al-Masājid,  (523) e la versione è sua.

[218]  Per approfondire, vedi: “Mabādi’ Al-Islām” di Ĥumūd Ibn Muĥammad Allāĥim, e “Dalīl Mukhtaşar lifahm Al-Islām” di Ibrāhīm Ĥarb.

[219]  [Al-Insān 3].

[220]  Volenti o nolenti.

[221]  [Al-‘Imrān, 83].

[222]  [Al-‘Imrān, 19].

[223]  [Al-‘Imrān, 20].

[224]  Aĥmad (5/3), Ibn Ĥibbān (1/377).

[225]  Aĥmad nel "Musnad", (4/114), e Al-Haithami in "Majma’ Al-Fawā’id" (1/59),  At-Tabarānī in "Al-Kabīr" e i suoi trasmettitori sono affidabili. Vedi: "Fadl Al-Islām" di Muĥammad Ibn `Abdi al-Wahhāb, (pag. 8).

[226]  Al-Bukhāri, Kitāb Al-Imān e la versione è sua; Muslim, Kitāb Al-Imān, (39).

[227]  [Yūnus, 71-72].

[228]  [Al-Baqarah, 131].

[229]  [Yūnus, 84].

[230]  [Al-Mā’idah, 111].

[231]  "At-Tadmuriyyah", (pag. 109-110).

[232]  “As-Sunnah wa Makānatuha fi-t-Tashrī' Al-Islāmīyy” (pag. 376) di Mustafa As-Sibā'ī.

[233]  [Al-Mā’idah, 48].

[234]  [An-Naĥl, 89].

[235]  [Al-An’ām, 157].

[236]  [Al-Isrā’, 9].

[237]  [Yūnus, 38].

[238]  [Yūnus, 16].

[239]  [Al-‘Ankabūt, 48].

[240]  [Al-'Arāf, 157].

[241]  [An-Nisā’, 153].

[242]  [Al-Isrā’, 85].

[243]  [Al-Kahf, 83].

[244]  [An-Naml, 76].

[245]  Vedi: “Al-mustashriqūn wal-mubasshirūn fi al-'ālam al-'arabi wal-islāmi”, di Ibrāhīm Khalīl Aĥmad.

[246]  “Struggling to Surrender” di Jeffrey Lang.

[247]  Al-Latīf, Colui che è caratterizzato da finezza intesa come acutezza e sottigliezza, quindi Colui la cui sapienza abbraccia tutte le faccende segrete e celate, e che è al corrente di tutto ciò che è nascosto, profondo, fine e minuto. Altresì caratterizzato da finezza intesa come accuratezza e cortesia, quindi Colui il Quale è benevolo verso i suoi servi fedeli guidandoli a ciò che gli apporta beneficio e li soccorre attraverso vie che nemmeno si immaginano, e ciò in virtù della Sua benevolenza.

[248]  Al-Khabīr, Colui al quale non è celata alcuna informazione e nulla, segreto o nascosto che sia, accade nel Suo regno senza la Sua sapienza.

[249]  [Tabārak, 14].

[250]  [Al-An’ām, 38].

[251]  [Al-Furqān, 53].

[252]  [An-Nūr, 40].

[253]  [Al-Mu’minūn, 12-14].

[254]  [Al-An’ām, 59].

[255]  Vedi: “La Bible, le Coran et la Science : Les Écritures Saintes examinées à la lumière des connaissances modernes” di Maurice Bucaille, un medico francese ex-nazareno ritornato all'Islām.

[256]  Aĥmad (4/131), Abu Dawūd, Kitāb As-Sunnah, (4604).

[257]  [An-Naĥl, 44].

[258]  L'angelo Gabriele.

[259]  [An-Najm, 4-5].

[260]  [Al-Aĥqāf, 9].

[261]  Al-Bukhāri,  Kitāb Al-Adhān, capitolo 18 (1/155).

[262]  [Al-Aĥzāb, 21].

[263]  Come risultato di questa metodologia scientifica esclusiva e di questa padronanza nella trasmissione della Sunnah Profetica, si è verificata la nascita presso i musulmani delle scienze note come Al-Jarĥ wat-Ta'dīl e Mustalaĥ Al- Ĥadīth. Queste due materie sono, infatti, tra le peculiarità uniche e senza precedenti della comunità islamica.

[264]  [An-Nisa’, 65].

[265]  [Al-Ĥashr, 7].

[266]  La Fede.

[267]  La Benevolenza o la Carità.

[268]  Per approfondire vedi: "Kitāb At-Tawĥīd", "Usūl At-Thalāthah", "Adab Al-Mashi ila Aş-Şalāh" di Muĥammad Ibn `Abdi al-Wahhāb, "Dīn Al-Ĥaqq" di 'Abdur-Raĥmān Al-'Umur, "Ma la bud min ma'rifatihi 'an al-Islām" di Muĥammad Al 'Arfaj, "Arkān Al-Islām" di 'Abullah Ibn Jār Allah, "Sharĥu Arkān al-Islām wal-Imān" redatto da alcuni studenti e revisionato dallo shaykh 'Abdullah Al-Jibrīn.

[269]  Degno di lode, Iddio autentico.

[270]  "Dīn Al Haqq" (pag.38).

[271]  “Qurrat 'Uyūn Al-Muaĥiddīn” (pag. 60).

[272]  "Dīn Al-Ĥaqq" (pag. 52).

[273]  Per approfondimenti: “Kayfiyyat Şalat An-Nabiyy []” di 'Abul'Azīz Ibn Bāz.

[274]  La preghiera.

[275]  “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah” (2/384).

[276]  Per approfondimento: “Risalatān fi-z-Zakāh waş-Şiyām” di 'Abul'Azīz Ibn Bāz.

[277]  Il tributo purificatorio.

[278]  Per approfondimento: “Risalatān fi-z-Zakāh waş-Şiyām” di 'Abul'Azīz Ibn Bāz.

[279]  “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah” (2/384).

[280]  Per approfondimenti vedi: "Dalīl Al-Ĥāj wa Al-Mu'tamir" redatto da un gruppo di sapienti, "At-Taĥqīq wal-Idāh lkathīr min Masā’il Al-Ĥajj wal-'Umrah" di 'Abul'Azīz Ibn Bāz.

[281]  Vedi: fonte precedente (2/385) e "Dīn Al-Ĥaqq" (pag. 67).

[282]  Per approfondimenti vedi: "Al-'Ubūdiyyah" di Shaykh Al-Islām Ibn Taymiyyah.

[283]  Cioè se l'appagasse in modo illecito.

[284]  Muslim, Kitāb Az-Zakāh (1006).

[285]  Al-Bukhāri, Kitāb Az-Zakāh; Muslim, Kitāb Az-Zakāh, (1008) e la versione è sua.

[286]  Per approfondire vedi: "Sharh Uşūl Al-Imān" di Muĥammad Ibn Şāliĥ   Al-‘Uthaymīn, "Al-Imān" di Shaykh Al-Islām Ibn Taymiyyah, "'Aqīdatu Ahlu As-Sunnah wal- Jamā'ah" di Muĥammad Ibn Şāliĥ Al-‘Uthaymīn.

[287]  [Maryam, 65].

[288]  [Al-An’ām,59].

[289]  Vedi: "'Aqīdatu Ahlu As-Sunnah wal Jamā'ah" (pag. 7-11).

[290]  Vedi: "'Aqīdatu Ahlu As-Sunnah wal Jamā'ah" (pag. 44), e "Mabādi’ Al-Islām" (pag. 80-84).

[291]  [Al-Anbiyā’, 26-28].

[292]  [Al-Anbiyā’, 19-20].

[293]  [Qāf, 17-18].

[294]  Vedi: "'Aqīdatu Ahlu As-Sunnah wal Jamā'ah" (pag. 19).

[295]  In questo caso dall'angelolatria, cioè il culto degli angeli.

[296]  [Al-Ĥadīd, 25].

[297]  Guida religiosa.

[298]  [Al-An’ām, 155].

[299]  [Al-A’rāf, 158].

[300]  Vedi: "Al 'Aqīdatu Aş-Şaĥiĥa" (pag.17), e "'Aqīdatu Ahl As-Sunnah wal Jamā'ah" (pag. 22), e "Mabādi’ Al Islām"(pag. 89).

[301]  Che Iddio li elogi e li preservi.

[302]  [An-Naĥl, 36].

[303]  [An-Nisā’, 165].

[304]  [An-Nisā’, 164].

[305]  [Hūd, 31].

[306]  Cioè Muĥammad, che Iddio lo elogi e lo preservi.

[307]  [Al-An’ām, 50].

[308]  [Al-A’rāf, 188].

[309]  [Al-‘Imrān, 19].

[310]  [Al-Mā’idah, 48].

[311]  Vedi: "Al-'Aqīdatu Aş-Şaĥiĥa" (pag.17), e "'Aqīdatu Ahl As-Sunnah wal Jamā'ah" (pag. 25).

[312]  [Al-Baqarah, 285].

[313]  [An-Nisā’, 150].

[314]  [Qāf, 17-18].

[315]  [Al-Kahf, 49].

[317]  [Fussilat, 19-22].

[318]  [Fussilat, 39].

[319]  [Al-Aĥqāf, 33].

[320]  [Al-Mu’minūn, 115].

[321]  [Şād, 27].

[322]  [Az-Zalzalah, 7-8].

[323]  Vedi: "Dīn Al-Ĥaqq"  (pag. 19).

[324]  [Al-A’rāf, 187].

[325]  [Luqmān, 34].

[326]  [Al-‘Ankabūt, 62].

[327]  [Al-An'am, 59]. Se non vi fosse nel Corano altro che questo versetto, sarebbe già bastato come evidente prova e argomentazione indiscutibile che esso proviene da Iddio. Ciò perché l'umanità in ogni epoca, anche in questa in cui si è diffusa la scienza e l'uomo si mostra arrogante, non riflette comunque in questa maniera globale, né tanto meno avrebbe la possibilità di raggiungerla, e il massimo che è in grado di fare è analizzare le funzioni di una pianta o di un insetto in un certo ambiente, esponendoci solo un minimo dei suoi segreti, ciò nonostante quel che rimane a noi ignoto è ben più di ciò che hanno identificato. Mentre la riflessione globale e la comprensione assoluta non era usuale all'umanità e né tanto meno sarebbe in grado di realizzarla.

[328]  [Yasin, 12].

[329]  [Al-Ĥajj, 70].

[330]  [Yasin, 82].

[331]  [Al-Qamar, 49].

[332]  [Az-Zumar, 62].

[333]  [Al-Ĥadīd, 22-23].

[334]  Vedi: "Al-'Aqidatu Aş-Şahiha" (pag. 19), “'Aqidatu Ahl As-Sunnah wal Jama'ah” (pag. 39) e "Dīn Al-Ĥaqq" (pag. 18).

[335]  Aĥmad (1/293), At-Tirmidhi (4/76).

[336]  La Benevolenza, la Carità.

[337]  Vedi: "Jāmi' Al-'Ulūm wal- Ĥikam" (pag. 128).

[338]  [Al-Baqarah, 83].

[339]  [Al-‘Imrān, 134].

[340]  [Al-Mā’idah, 8].

[341]  Per approfondimento vedi: "Ad-Durrah Al-Mukhtaşirah fi Mahāsin dīn Al- Islām" di 'Abdur-Rahmān As-Si'di, e "Mahāsin Al-Islām" di 'Abdul'Azīz As-Salmān.

[342]  [Al-‘Imrān, 164].

[343]  [Al-Ma’idah, 3].

[344]  “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah” (1/374-375).

[345]  [Al-An’ām, 38].

[346]  Vedi: "Al-I'lām bi-ma fi Dīn Al-Naşārah min Al-Fasād wal-Awhām", di Al-Qurtubi (pag. 442-445).

[347]  [Al-Ĥajj, 78].

[348]  [An-Naĥl, 32].

[349]  [An-An'am, 93].

[350]  [Al-Anfāl, 50].

[351]  Al-Ma’rūf, il buoncostume, cioè il comportamento conforme all’orientamento della morale collettiva.

[352]  Al-Amr bil-Ma’rūf wal-Nahiyy ‘anil-Munkar, ciò che è più noto come “L’ordinare il bene e il vietare il male”.

[353]  Aĥmad (3/198), At-Tirmidhi, Abuāb Şifat Al-Qiyāmah (4/49), Ibn Mājah, Kitāb Az-Zuhd (4/491).

[354]  "Al-Mufradāt fi Gharīb Al-Qur'ān" (pag. 76), con un leggero adattamento.

[355]  "Al-Fawā’id" (pag. 116) di Ibn Al-Qayyim.

[356]  [An-Najm, 39].

[357]  "At-Tarīq ilā-l-Islām" (pag. 140), di Muĥammad Asd, con un leggero adattamento.

[358]  [Fātir,18].

[359]  [Al-Anfāl, 38].

[360]  [Al-Furqān, 70].

[361]  “Miftāĥ Dār As-Sa’ādah”  (1/358-370).

[362]  Lo ha riferito Abu Ia'lā nel suo "Musnad" (6/155), At-Tabarāni in "Al-Mu'jam Al-Awsat" (7/132) e in "Aş-Şaghīr" (2/201), e Diā’ in "Al-Mukhtār" (5/151-152) e disse: "La sua catena di trasmissione è autentica". E disse in "Al-Mu’jam'" (10/83): "Lo ha riferito Abu Ia'lā, Al-Bazzār in modo simile, e così At-Tabarāni in "As-Saghīr" e in "Al-Awsat" e i suoi trasmettitori sono affidabili".

[363]  Hai abbracciato l'Islam?

[364]  Riferito da Ibn Abi 'Aşim in "Al-Ahād ual-Mathāni" (5/188), At-Tabarāni in "Al-Kabīr" (7/53,314). Disse Al-Haithami in "Majma’ Al-Fawā’id" (1/32): "Riferito da At-Tabarāni, da Al-Bazzār similmente. I trasmettitori di Al-Bazzār sono quelli dell'autentico tranne Muĥammad Ibn Hārūn Abi Nashīt che è comunque affidabile".

[365]  Idolatria.

[366]  Nell’Aldilà.

[367]  Nella vita mondana.

[368] [Ta-Ha, 124].

[369] [Ar-Rum, 30].

[370]  [Fussilat, 11].

[371]  [Maryam, 88-93].

[372]  [Ad-Dukhan, 29].

[373]  [Luqmān, 13].

[374]  [An-Naĥl, 45-47].

[375]  [Ar-Ra'd, 31].

[376]  [Al-'Araf, 98].

[377]  Cioè non Gli Si addice nella Sua Giustizia.

[378]  [Al-'Ankabut, 40].

[379]  [Al-'Araf, 9].

[380]  [Az-Zumar, 15 / As-Shurah, 45].

[381]  [As-Saffat, 22-23].

[382]  [An-Naĥl, 97].

[383]  [As-Saff, 12].

[384]  [Al-A'raf, 179].

[385]  [Al-Furqan, 44].

[386]  [Al-Anfal, 50].

[387]  [Ghafir, 46].

[388]  [Al-Kahf, 49].

[389]  [An-Naba’, 40].

[390]  [Az-Zumar, 47].

[391]  [Al-Ma'arij, 11-14].

[392]  [Ar-Rahman, 43-44].

[393]  [Al-Hajj, 19-21].

[394]  [Maryam, 67].

[395]  Gamete maschile e femminile.

[396]  [Al-Insān 1-2].

[397]  [Ar-Rum, 54].

[398]  I due estremi dell'esistenza umana.

[399]  [Fatir, 15].

[400]  [Al-Hajj, 73].

[401] "Al-Fawa’id" (pag. 56) di Ibn Al-Qayyim, con adattamento.

[402] [An-Nisa’, 28].

[403]  [Al-Kahf, 54].

[404]  [Yasin, 77-79].

[405]  [Al-Infitar, 6-8].

[406]  Vedi: "Miftah Dar As-Sa'adah" (1/251).

[407]  [An-Naĥl, 53-54].

[408]  [Al-'Imran, 31].

[409]  [An-Nisa’, 69].

[410]  [Saba’, 46].

[411]  [An-Nisa’, 39].

[412]  "Tafsīr Al-Qur’ān Al-'Adhīm" (1/497), con un leggero adattamento.

[413]  Cioè l'appagasse in modo illecito.

[414]  Muslim, Kitāb Az-Zakāh (1006).

[415]  [Yūnus, 108].

[416]  Muslim, Kitāb Al-Birr waş-Şilah (2577).