IL GIUDIZIO SUL DIGIUNO PER LE DONNE GRAVIDE E IN ALLATTAMENTO

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Ѐ lecito non digiunare a Ramaḑān per mia moglie che allatta mio figlio di dieci mesi?

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    IL GIUDIZIO SUL DIGIUNO PER LE DONNE GRAVIDE E IN ALLATTAMENTO

    Islām Q&A

    Traduzione: Maria Pragliola

    Revisione: Rezk Mohamed A. Ismaeil

    حكم صيام المرضع والحامل

    (باللغة الإيطالية)

    موقع الإسلام سؤال وجواب

    ترجمة: ماريا براليولا

    مراجعة: رزق محمد عبد المجيد إسماعيل

    IL GIUDIZIO SUL DIGIUNO PER LE DONNE GRAVIDE E IN ALLATTAMENTO

    Ѐ lecito non digiunare a Ramaḑān per mia moglie che allatta mio figlio di dieci mesi?

    La lode a Iddio.

    Riguardo colei che allatta - e così la gravida - si possono verificare due casi:

    1- Che non venga influenzata dal digiuno e digiunare non le sia troppo gravoso né tema per suo figlio, allora è obbligata a digiunare e non le è lecito non digiunare.

    2- Che tema per se stessa o per suo figlio a causa del digiuno e digiunare le sia gravoso, allora le è permesso non digiunare ma dovrà recuperare i giorni in cui non digiuna.

    In tale situazione non digiunare è meglio per lei ed è detestabile (makrūh) per lei farlo, anzi alcuni tra i sapienti hanno affermato che se ella teme per suo figlio, allora è obbligatorio per lei non digiunare ed è illecito per lei digiunare.

    Al-Mirdāwī ha detto in Al- ʾInşāf (7/382):

    “Ѐ detestabile per lei digiunare in tal caso […] Ibn ʿAqīl ha ricordato: se una gravida o allattante teme per la gravidanza o per il figlio lattante allora non le è lecito; ma se non tema per suo figlio, allora non le è lecito non digiunare”.

    Ash- Shaykh Ibn ʿUthaymīn - che Iddio abbia misericordia di lui - fu domandato in “Fatāwā Aş-Şiyām” (pag.161):

    “Se una donna gravida o in allattamento non digiuni senza alcuna giustificazione e sia robusta e attiva e non venga influenzata dal digiuno, qual è il giudizio su ciò?”.

    Egli rispose:

    “Non è lecito per la donna gravida o in allattamento non digiunare durante il dì in Ramaḑān, se non con giustificazione. Se non digiunano perché posseggono una giustificazione, allora dovranno recuperare i digiuni mancati, per il detto di Iddio riguardo il malato: {[…] e a chi sia malato o in viaggio, allora [che digiuni] un periodo d’altri giorni} [Al-Baqarah 2:185], e loro entrambe (ossia le donne gravide o in allattamento) rientrano sotto la medesima condizione dei malati. E se la loro giustificazione è che temono per il figlio, allora oltre a recuperare i digiuni mancati, secondo alcuni sapienti devono sfamare un povero per ogni giorno mancato, elargendo farina (o grano), riso, datteri o qualsiasi altro degli alimenti di base. Altri sapienti hanno detto che non devono nulla oltre al recupero, indipendentemente dalla situazione, poiché non v’è alcuna prova del Corano o della Sunnah riguardo all’obbligatorietà di sfamare, e il principio base è l’innocenza della coscienza (Baraʾatu Adh-Dhimmah) fintantoché una prova venga stabilita per l’obbligo. E questa è l’opinione di Abu Ĥanifah
    - che Iddio abbia misericordia di lui - ed è solida”.

    Ash- Shaykh Ibn ʿUthaymīn - che Iddio abbia misericordia di lui - fu domandato in “Fatāwā Aş-Şiyām” (pag. 162) quale fosse il giudizio a proposito della gravida che non digiuni per timore per se stessa o per suo figlio, così rispose:

    “La nostra risposta a ciò è che la gravida rientra in uno tra due casi:

    Il primo: è che ella sia attiva e robusta, e il digiuno non le sia gravoso, e il feto non ne venga influenzato; allora a questa donna è obbligatorio digiunare, poiché non ha giustificazioni per abbandonare il digiuno.

    Il secondo caso è laddove la donna gravida non sia in grado di digiunare, o a causa del peso della gravidanza o per debolezza di costituzione o per qualche altra ragione.

    In tal caso che non digiuni, specialmente se il suo feto possa verosimilmente subire danno, nel qual caso potrebbe essere per lei obbligatorio non digiunare. Se non digiuna, allora - come gli altri che non digiunano con giustificazione - deve recuperare i giorni quando tale giustificazione non sarà più presente. Quando si sgrava, deve recuperare quei digiuni dopo essersi purificata dal puerperio. Talvolta la giustificazione della gravidanza potrebbe essere sollevata ma immediatamente seguita da un’altra giustificazione, ossia l’allattamento, e colei che allatta potrebbe necessitare cibo e bevanda, specialmente durante i lunghi dì estivi di caldo intenso. Così, potrebbe aver bisogno di non digiunare cosicché possa nutrire suo figlio col suo latte. Anche in questo caso le diciamo: non digiunare, e quando si sia sollevata da te la giustificazione, allora dovrai recuperare il digiuno che hai mancato”.

    Ash-Shaykh Ibn Bāz - che Iddio abbia misericordia di lui - ha detto in “Majmūʿ Al-Fatāwā” (15/224):

    “Riguardo coloro che sono gravide o in allattamento, è comprovato nel detto da Anas Ibn Mālik Al-Kaʿbī trasmesso da Aĥmad e dagli autori di “As-Sunan” con una catena di trasmissione autentica che il Profeta accordò loro di non digiunare, e le considerò alla stregua del viaggiatore. Così, da ciò si comprende che possono non digiunare e poi recuperare come i viaggiatori. I sapienti hanno stabilito che gli è permesso non digiunare solamente se il digiuno risulti loro gravoso, come nel caso del malato, o se temano per i loro figli. E Iddio è più Sapiente”.

    In “Fatāwā Al-Lajnah Ad-Dāʾimah” (10/226) si dice:

    “La donna gravida è obbligata a digiunare durante la sua gravidanza a meno che tema che il digiuno influenzi se stessa o il suo feto, nel qual caso le è permesso non digiunare, e recuperi poi dopo aver partorito e si sia purificata dal puerperio”.

    Islām Q&A

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