PERCHÈ I MUSULMANI NON SONO COESI NEL DIGIUNO?

Mufti :

Traduzione:

Revisione:

Descrizione

Perché i musulmani non si uniscono nel loro digiuno malgrado ci sia una falce lunare crescente (Al-Hilāl) unica per Ramaḑān? Ciò considerando che nel passato c’era la giustificazione dell’assenza di media o mezzi di comunicazione.

Download
Manda un commento al Webmaster

Descrizione completa

    PERCHÈ I MUSULMANI NON SONO COESI NEL DIGIUNO?

    Islām Q&A

    Traduzione: Maria Pragliola

    Revisione: Rezk Mohamed A. Ismaeil

    لماذا لا يتوحد المسلمون في الصيام؟

    (باللغة الإيطالية)

    موقع الإسلام سؤال وجواب

    ترجمة: ماريا براليولا

    مراجعة: رزق محمد عبد المجيد إسماعيل

    PERCHÈ I MUSULMANI NON SONO COESI NEL DIGIUNO?

    Perché i musulmani non si uniscono nel loro digiuno malgrado ci sia una falce lunare crescente (Al-Hilāl) unica per Ramaḑān? Ciò considerando che nel passato c’era la giustificazione dell’assenza di media o mezzi di comunicazione.

    La lode a Iddio.

    In primo luogo: la ragione preponderante per la differenza nell’inizio del digiuno da un paese all’altro è la differenza nel sorgimento della falce lunare crescente (Matāliʿ Al-Ahillah), e tale differenza è ben note ai sensi e alla mente.

    Sulla base di ciò, non è possibile imporre a tutti i musulmani il digiuno allo stesso tempo, poiché ciò significherebbe imporre ad alcuni di loro il digiuno prima dell’avvistamento della falce lunare crescente, o anzi persino prima del suo sorgimento.

    Ash-Shaykh Ibn ʿUthaymīn - che Iddio abbia misericordia di lui - fu interrogato a proposito di coloro che lanciano appelli acché la Comunità (Ummah) sia coesa, vincolando tutti i sorgimenti lunari a quello di Mecca, allora rispose:

    “Ciò risulta impossibile dal punto di vista astronomico, poiché il sorgimento della falce lunare crescente, come disse Shaykh
    Al-ʾIslām Ibn Taymiyyah, differisce, a detta unanime degli scienziati esperti in questo campo. E poiché differisce, allora ogni paese deve avere il proprio ordinamento sia alla luce della prova testuale (religiosa) che di quella empirica.

    La prova testuale sta nel versetto in cui Iddio dice: {[…] chi tra di voi avvisti [la falce de] il mese, allora che lo digiuni […]} [Al-Baqarah 2:185]

    Se così accade che gente in regioni remote del pianeta non avvistino il mese – ossia la falce lunare crescente - mentre lo avvistano la gente di Mecca, come potrebbe applicarsi il discorso di codesto versetto a coloro che non hanno avvistato il mese?

    Il Profeta disse: “Digiunate al suo avvistamento e interrompete al suo avvistamento” [Di comune accordo].

    Così se la gente di Mecca, per esempio, l’avvista, allora come possiamo pretendere che la gente del Pakistan e di paesi ancora più a oriente digiuni quando sappiamo che la falce lunare crescente (Al-Hilāl) non è ancora apparsa nel loro orizzonte e il Profeta ha legato l’inizio del digiuno all’avvistamento?

    La prova empirica sta nella corretta analogia che non è possibile contraddire. Sappiamo che l’alba si manifesta nel versante orientale della terra prima che in quello occidentale; dunque se s’innalza l’alba nel versante orientale, dovremmo noi smettere di mangiare malgrado fosse ancora notte laddove ci troviamo? La risposta è no. Se il sole è tramontato nel versante orientale ma è ancora giorno laddove ci troviamo, è per noi lecito interrompere il digiuno? La risposta è no. Perciò Al-Hilāl è esattamente al pari del sole, tranne che il tempo di Al-Hilāl è a cadenza mensile mentre quello del sole è giornaliero, e Colui il Quale ha detto: {[…] e mangiate e bevete fino a che vi appaia distinto il filo bianco dal filo nero dell’alba, e poi portate a termine il digiuno fino a sera […]} [Al-Baqarah 2:187] è anche Colui che ha detto: {[…] chi tra di voi avvisti [la falce lunare de] il mese, allora che lo digiuni […]}[Al-Baqarah 2:185].

    Dunque, alla luce della prova testuale (religiosa) ed empirica, dobbiamo stabilire un ordinamento a sé per ciascun luogo per ciò che riguarda il digiuno e l’interruzione, e ciò dev’essere legato al segno sensibile che Iddio ha descritto nel Suo Libro e il Suo Profeta Muhammad nella sua Consuetudine (Sunnah), ovvero rispettivamente l’avvistamento della luna e quello del sole, ovvero l’alba.

    [Fine della citazione da “Fatāwā Arkān Al-ʾIslām” (pag.451)].

    E disse inoltre – che Iddio abbia di lui misericordia - chiarificando codesta analogia e appoggiando tramite di essa l’argomentazione di coloro che prendono in considerazione la differenza nel sorgimento:

    “Hanno detto: l’orario mensile è come l’orario giornaliero e così, come i paesi differiscono quanto al principio e al termine del digiuno giornaliero, allo stesso modo devono differire quanto al principio e al termine del digiuno mensile, ed è risaputo all’unanimità dai musulmani che la differenza negli orari giornalieri ha i suoi effetti: quelli ad oriente iniziano a digiunare prima di quelli a occidente, e allo stesso modo rompono prima il digiuno.

    Quindi, se giudichiamo secondo le differenze di sorgimento negli orari giornalieri, allora lo stesso vale anche per quelli mensili.

    E nessuno può sostenere che il versetto: {[…] e mangiate e bevete fino a che vi appaia distinto il filo bianco dal filo nero dell’alba, e poi portate a termine il digiuno fino a sera […]} e le parole del Profeta : “Quando la notte è qui sopraggiunta e il giorno si è allontanato da qui e il sole è tramontato, allora il digiunante interrompe [il digiuno] sono onnicomprensive nel significato e applicabili a tutti i musulmani in ogni regione.

    Lo stesso diciamo riguardo la generalità del detto di Lui, l’Elevato: {[…] chi tra di voi avvisti [la falce lunare de] il mese, allora che lo digiuni […]} e delle parole del Profeta : “Digiunate al suo avvistamento e interrompete al suo avvistamento”. E come vedi, codesta opinione trova forza nella terminologia, nella giusta osservazione empirica, e altresì nella corretta analogia, ossia l’analogia tra l’orario mensile e l’orario giornaliero.

    [Fine citazione da “Fatāwā Ramaḑān”, raccolta a cura di ʿAbdul-Maqşūd (pag.104)].

    Il Consiglio dei Grandi Sapienti ha emanato un’importante dichiarazione in materia, il cui testo è il seguente:

    “In primo luogo: la differenza nel sorgimento lunare è qualcosa di ben noto ai sensi e alla mente, e nessuno tra i sapienti è mai stato discorde a riguardo. Piuttosto, la differenza d’opinione sapienziale riguarda la presa in considerazione della differenza nel sorgimento lunare.

    In secondo luogo: la questione della presa in considerazione della differenza nel sorgimento lunare è materia speculativa che lascia spazio allo sforzo interpretativo (ijtihād), e il disaccordo a riguardo è avvenuto da parte di persone aventi rilevanza nella sapienza e nella religione, e rientra nella discordanza accettabile nella quale chi coglie [il giudizio corretto] ottiene doppia ricompensa, una per lo sforzo e l’altra per il coglimento, e chi si sbagli viene ricompensato per il suo sforzo.

    E i sapienti hanno differito riguardo tale questione con due opinioni: di loro v’è chi prende in considerazione la differenza nel sorgimento lunare e chi non la considera. Ciascuno dei due gruppi si appoggia su prove dal Corano e dalla Sunnah, e talvolta si appogiano entrambe le parti sul medesimo testo, come quando entrambe si sono appoggiate sul detto di Lui l’Elevato: {Ti interrogano sulle falci lunari. Dì: “Sono riferimenti temporali per la gente e per il Pellegrinaggio […]}
    [Al-Baqarah 2:189] nonché sulle parole del Profeta : “Digiunate al suo avvistamento e interrompete al suo avvistamento”. E ciò accade a causa della differenza di comprensione dei testi e della diversa metodologia di derivazione delle prove di ciascun gruppo a partire da questi.

    Sulla base delle considerazioni che il Consiglio ha visionato ed esaminato, e sulla base del fatto che la differenza d’opinione in materia non ha alcun effetto che potrebbe causare conseguenze sgradite, dal momento che sono trascorsi quattordici secoli da quando è apparsa questa religione e non abbiamo notizia di alcun periodo durante il quale la Comunità (Ummah) è stata coesa su un unico avvistamento, i membri del Consiglio dei Grandi Sapienti ritengono opportuna la permanenza della situazione così come è sempre stata e di evitare che venga fomentata questa questione. Ciascuno stato islamico ha diritto a scegliere ciò che ritiene più opportuno secondo i propri sapienti tra le due opinioni indicate in questa questione, poiché ciascuna di esse possiede le sue prove e la sua documentazione.

    In terzo luogo: il Consiglio ha esaminato la questione della comprovazione di Al-Hilāl per mezzo del calcolo e ciò che è stato trasmesso nel Corano e nella Sunnah e hanno osservato i commenti della Gente della Sapienza su tale materia e hanno deciso all’unanimità per la non considerazione dei calcoli astronomici nella determinazione delle falce lunari crescenti in riferimento a questioni islamiche, per il detto suo : “Digiunate al suo avvistamento e interrompete al suo avvistamento” e disse: “Non digiunate finché non l’abbiate avvistata, e non rompete [il digiuno] finché non l’abbiate avvistata” e per ciò tra le prove che ha questo significato.

    [Fine della citazione da “Fatāwā Al-Lajnah Ad-Dāʾimah” (10/102)]

    Islām Q&A

    Feedback